E il Capodanno…

radioDa bambina credevo che allo scoccare della mezzanotte di San Silvestro il mondo sarebbe cambiato. Credevo che tutto sarebbe stato diverso e che il mondo avrebbe iniziato a girare diversamente, meno fame, meno guerre, meno tirannie. Un pensiero che mi sono portata dietro per tanto tempo. Eppure il Capodanno è sì l’inizio del nuovo anno, ma è soltanto un paletto temporale che impone il cambio dei numeri sul calendario. Ma non è il cambiamento del mondo o delle persone.

milanoAllo scoccare della mezzanotte siamo forse più appanzati e più ubriachi, ma siamo le stesse persone del giorno prima e del giorno prima ancora. Eppure nonostante questa consapevolezza amo leggere i pensieri delle persone per il nuovo anno. I desideri di cambiamento e che l’anno nuovo possa essere migliore rispetto all’anno precedente. Sono messaggi di speranza che qualcosa possa cambiare. Ma alla fine è l’anno nuovo che deve cambiare le vite delle persone, o sono le stesse persone che devono agire e non pensare?

Il Capodanno è stato per alcuni anni la gioia di usare botti con mia madre e vedere la sua gioia nel farlo. Dopo la mezzanotte infilava il cappotto e scendeva in cortile, o preparava le fontane sulla ringhiera del balcone di casa. Per anni il Capodanno è stato il pranzo lunghissimo fatto di lenticchie, lasagne e zampone. E dello spumante a fiumi. È stato l’inizio del nuovo anno con gli slip rossi indossati prima della mezzanotte. E il primo giorno dell’anno è stata la notte lunghissima per le strade della città a brindare e fare festa.  Come il compleanno, quando aggiungiamo un numero siamo convinti che il giorno successivo saremo diversi.

milano2Eppure il 31 dicembre e il I gennaio non sono altro che due giorni normalissimi, quei giorni che si aprono con il rumore della macchinetta del caffè, dell’aroma del caffè, degli uccelli che cantano. Ma sono anche i giorni delle foto, dei commenti e dei pensieri ricchi di messaggi. Sono i giorni dei propositi, e delle convinzioni che se ci comportassimo diversamente con le persone e le situazioni, saremmo diversi. Amo leggere i bilanci, perché sono un collage di esperienze intime e personali, spesso scanditi da avvenimenti importanti che sono accaduti proprio durante l’anno.

neve reggioIl mio 2015 è stato un anno di cambiamenti, di traslochi e di tre città diverse. Ho iniziato l’anno a Reggio Calabria colorata di bianco, quello della neve scesa il 31 dicembre. Quando l’anno scorso raggiungevo Gabro sulle rive dello Stretto sono stata accompagnata dalla neve lungo i margini dell’autostrada. È stato l’anno della fine del crowfunding di www.radiobarrio.it, dei saluti agli amici per il trasferimento a Reggio. È stato l’anno reggino degli incontri, delle riprese e della riscoperta delle persone. È stato l’anno del trasloco a Milano, della ricerca della casa e della nuova vita in una città che riesce a sorprendermi ogni minuto. Ma è stato anche l’anno della riscoperta delle persone, le stesse incrociate sulla mia strada perse lungo il tragitto e ritrovate.  È stato l’anno delle conferme, delle amicizie vissute come se vivessi in una nave in mezzo al mare. È stato l’anno della riscoperta dell’umanità, la mia e quella delle persone che mi circondano. In un mosaico di esperienze che auguro a tutti. In qualsiasi periodo della vita.

Cosa mi aspetto dal 2016? Quello che accadrà… finiamola di stilare le classifiche di buoni propositi e finiamola di pensare che in questo primo gennaio siamo diversi da come eravamo ieri…

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