Da Milano a Palermo, l’archeologia industriale che diventa arte

tate modernC’era una volta una centrale elettrica. Era sulle rive del Tamigi londinese e smise di produrre energia nel 1981.  Solo 20 anni più tardi è rinata a nuova vita, diventando uno dei centri culturali più belli e importanti del Regno Unito. Sì, perché laddove sorgeva una centrale oggi c’è il Tate Modern, epicentro culturale di Londra che ha risollevato le sorti di un intero quartiere il Southwark. Il museo, che ospita ogni anno migliaia di visitatori, è solo un esempio delle ex strutture industriali trasformate in veri e propri poli culturali.

hangr biboccaA Milano, l’ex sede della Breda è diventato un luogo dedicato all’arte e alla cultura contemporanea. Fondata nel 2004, la struttura è rinata nel 2012 a seguito degli interventi di restauro che hanno mantenuto e preservato le caratteristiche del vecchio edificio. Caratterizzato da mattoni a vista rossi, l’Hangar Bicocca presenta molte similitudini con il Tate Modern. Così da luogo di produzione di carrozze ferroviarie, locomotive, macchine agricole e anche aerei e proiettili durante la prima guerra mondiale, è diventata la sede di uno spazio espositivo che ospita in via permanente l’immensa installazione di Anselm Kiefer  “I sette palazzi celesti”, nonché mostre temporanee gratuite, un bar ristorante di qualità e uno spazio per bambini. La tendenza di Milano dall’industria alla cultura continua anche all’ex Manifattura Tabacchi, diventata cineteca e museo.

fabbrica del vaporeMa anche la Fabbrica del vapore, l’ex Ditta Carminati, Toselli & C. che costruiva i tram della città. Nata il 26 gennaio 1899, nell’area intorno a via Messina (in corrispondenza del numero civico 9), la Ditta Carminati, Toselli & C., apre una fabbrica per dedicarsi alla “costruzione, riparazione, vendita di materiale mobile e fisso per ferrovie, tramvie e affini”. Nel 2000 l’amministrazione di Milano ha deciso di investire sulla struttura per trasformarla in un centro di culturale giovanile. Tra il 2004 e il 2007 partono 14 laboratori dedicati ai ragazzi e nel 2011 i 24° metri quadri della struttura vengono assegnati ad associazioni.

mudec2Sempre a Milano negli spazi dell’ex Ansaldo è nato il Museo delle culture (Mudec).  Il progetto nasce nel 1990 quando il Comune di Milano acquista la zona ex industriale dell’Ansaldo per destinarla ad attività culturali. Le fabbriche dismesse, veri e propri monumenti di archeologia industriale, sono state trasformate in laboratori, studi e nuovi spazi creativi. In questo scenario il Comune di Milano ha progettato un polo multidisciplinare dedicato alle diverse testimonianze e culture del mondo, sede espositiva delle civiche Raccolte etnografiche. Oggi tra gli spazi industriali sono stati creati spazi espositivi che ospitano oltre 7000 opere d’arte, oggetti d’uso, tessuti e strumenti musicali provenienti da tutti i continenti, partecipare a una programmazione di eventi e iniziative a cura delle comunità internazionali presenti sul territorio.

fondazione pradaLa nuova sede della Fondazione Prada, inaugurata lo scorso 9 maggio in un’ex fabbrica di liquori, è stata progettata dallo studio di architettura OMA, guidato da Rem Koolhaas. Caratterizzata da un’articolata configurazione architettonica che combina edifici preesistenti e tre nuove costruzioni, è il risultato della trasformazione di una distilleria risalente agli anni dieci del Novecento. Il complesso si sviluppa su una superficie totale di 19.000 metri quadri, di cui 11.000 m2 utilizzati per attività espositive.

carroponteNello spazio dell’ex Breda a Sesto San Giovanni è invece stata realizzato un parco industriale dedito alla cultura e alla musica, ovvero il Carroponte. La Breda è stata fondata nel 1886 e apre i suoi stabilimenti a Sesto San Giovanni nel 1903. Dall’iniziale produzione di locomotive a vapore (di cui si può vedere un esemplare del 1906 esposto all’interno del Parco archeologico industriale ex Breda) l’attività si estende in seguito alla fabbricazione di treni elettrici, materiale bellico, aerei e componenti per l’industria nucleare. Tra i prodotti più famosi i tram gialli che ancora circolano per Milano, il treno Settebello e i proni convogli della metropolitana milanese. Azienda­chiave nello sforzo bellico italiano, gli stabilimenti della Breda sono tra quelli maggiormente coinvolti nell’ondata di scioperi che precedono e seguono la caduta del governo Mussolini nel 1943. Al crollo del fascismo si introduce l’occupazione nazista, ostacolata dai Gap (Gruppi di azione patriottica) che si formano e riuniscono nelle fabbriche. Si susseguono arresti, deportazioni, fucilazioni e atti di sabotaggio e guerriglia. Il 28 aprile 1945 gli alleati entrano a Sesto San Giovanni. A seguito della riqualificazione, l’area comprende adesso il Parco Archeologico Industriale ex Breda nonché diverse realtà e imprese tutt’ora operative, come la Vetrobalsamo, il Laboratorio Innovazione Breda e due distretti di piccole e medie aziende. La struttura metallica del Carroponte ricorda in modo monumentale l’attività industriale che vi si svolgeva. Il manufatto in acciaio, formato dalle colonne e dalle travi che delimitavano il “parco rottami” della Breda, è stato realizzato presumibilmente dalla stessa Breda nei primi decenni del secolo scorso, misura circa 200×60 mt e ha un’altezza di circa 20 metri. L’area era adibita a “parco rottami” interno alla Breda Siderurgica. L’enorme struttura, impiegata un tempo per la movimentazione dei materiali ferrosi, è oggi teatro di un’arena concerti internazionale. Dopo il crepuscolo, la struttura è suggestivamente illuminata da led rossi. Lo spazio è stato aperto al pubblico con un grande concerto inaugurale il 22 settembre 2006, parallelamente alla mostra “Vecchie fabbriche nuova città”

 lingotto torinoMa c’è una città in Italia che più di tutte ha deciso di puntare sulla riconversione industriale, si tratta di Torino. Dopo anni di depressione economica, chiusure e difficoltà, il capoluogo piemontese è diventato un laboratorio dove l’arte ha preso sempre più spazio. A partire dal Lingotto, la Fabbrica italiana per eccellenza che ospitava le catene di montaggio della Fiat. Oggi è un centro polifunzionale per le fiere, per lo shopping, per l’intrattenimento e per la cultura. Sul tetto, infatti, si trova la Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli che espone opere della collezione Agnelli, appunto, nonché mostre temporanee. Al suo interno sono ospitati: il centro direzionale Exor, nella palazzina prospiciente il complesso; al primo piano della palazzina centrale, il centro commerciale 8 Gallery e la multisala cinematografica della catena UCI CINEMAS; al secondo piano della stessa palazzina, uffici di diverse società e la pinacoteca Agnelli; sul tetto della palazzina la storica pista di prova per autovetture della fabbrica, la Bolla, ovvero una struttura in vetro posizionata in sospeso sul tetto dell’edificio, creata per ospitare meeting da 16 partecipanti e comprensiva di ristorante, più un piccolo eliporto.

Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Tra le altre riconversioni di successo non possiamo non menzionare la sede della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo per l’arte contemporanea. La sede di via Modane, a Torino,  in Borgo San Paolo, è nata sull’area dell’ex Fergat che produceva cerchioni per automobili: la Fondazione ne ha acquisito dal Comune di Torino il diritto di superficie per 99 anni.  L’edificio è un parallelepipedo lungo 133 metri, alto 9 e largo 21 ed occupa una superficie di 3.500 metri quadrati. Il progetto porta la firma dell’architetto Claudio Silvestrin ed è caratterizzato da una struttura semplice e rigorosa, ideale per le mostre d’arte contemporanea: il suo sviluppo orizzontale facilita le operazioni di trasporto e installazione delle opere e rende più agevole il percorso di visita per il pubblico.

Fondazione MerzSempre a Torino la Fondazione Merz, dedicata all’arte contemporanea, ha avviato la riqualificazione dell’ex centrale termica Officine Lancia. è un affascinante esempio di architettura industriale degli anni Trenta di proprietà della Città di Torino, dato in concessione alla Fondazione Merz e situato in Borgo San Paolo, quartiere interessato agli interventi di riqualificazione urbanistica e culturale di Torino degli ultimi anni. Il progetto di ristrutturazione e restauro, sostenuto sia da fondi privati che pubblici (Città di Torino e Regione Piemonte), ha perseguito la ricerca dell’originaria semplicità dell’impianto e ne ha riproposto una lettura facilmente riscontrabile, ma anche evocativa della sua funzione passata, ridefinendo gli spazi interni e tenendo conto delle finalità culturali per le quali la Fondazione intende operare. L’edificio ha una superficie complessiva di 3.200 mq dei quali 1.400 destinati ad area espositiva articolati su due livelli e i restanti adibiti a servizi.

Cittadellarte-Fondazione PistolettoLa Cittadellarte-Fondazione Pistoletto di Biella è un’organizzazione no profit istituita dall’artista Michelangelo Pistoletto nell’ex manifattura laniera Trombetta che si trova lungo il torrente Cervo. Un grande complesso che oltre a lasciare spazio alle esposizioni è diventato anche luogo di scambio, confronto, studio per l’avvicinamento di culture e storie diverse. L’arte qui diventa pubblica e condivisa. Un tessuto complesso che si apre al mondo partendo da un gomitolo di lana.

punta della DoganaA Venezia tra le rive del Canal Grande e del Canale della Giudecca si trova la punta della Dogana, ex magazzini affiancati e disposti lungo la laguna. La Punta della dogana nella zona di Dorsoduro a Venezia nasce nel XV secolo e si chiamava Punta del sale. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti e dopo decenni di inutilizzo, nel 2006 la città pubblica un bando di concorso per trasformarla in un centro per l’arte contemporanea che si aggiudica Palazzo Grassi che affida all’archistar giapponese Tadao Ando il restauro. Dal 2009 lo spazio ospita opere della Francois Pinault Foundation. L’edificio, così particolare e caratterizzante, cambia così funzione per la prima volta nella sua storia, abbandonando i traffici commerciali e diventando bocca di porto per le vette più rappresentative della produzione artistica contemporanea e luogo d’elezione per condividerla con il pubblico più ampio.

collezione maramottiUn edificio del 1957, progettato dagli architetti Pastorini e Salvarani, è stato per decenni lo stabilimento originario della casa di moda Max Mara. Quando i Maramotti, patron di Max Mara, hanno spostato la sede della fabbrica l’edificio è stato completamente ristrutturato per ospitare la collezione d’arte contemporanea di famiglia. Oltre a essa sono numerose le mostre temporanee con artisti di fama mondiale nonché nuove opere vincitrici del Max Mara Art Prize for Women assegnato ogni due anni in collaborazione con la Whitechapel Gallery di Londra. La prossima mostra coinvolge due artisti del calibro di Enrico David e del fotografo finlandese Esko Mänikkö. Fino al 2000, un certo numero di opere acquistate venivano esposte per lunghi periodi negli spazi di passaggio dello stabilimento Max Mara in via Fratelli Cervi a Reggio Emilia: l’intento era quello di promuovere una quotidiana, stimolante convivenza fra creatività artistica e disegno industriale. Non è perciò un caso che questo edificio, una volta dedicato alla creazione di “collezioni” di moda, sia ora divenuto la sede permanente di una collezione d’arte contemporanea. La continua esplorazione dei linguaggi diversamente espressivi e in costante evoluzione della moda e dell’arte era stata la passione centrale di Achille Maramotti.

mambo bolognaSono appena trascorsi 100 anni dalla costruzione della prima sezione dell’edificio che ospita oggi il Mambo, museo d’arte moderna di Bologna. L’allora sindaco Francesco Zanardi lo inaugurò con la funziona di panificio comunale per andare incontro alle difficoltà di approvvigionamento dei cittadini durante la prima guerra mondiale. Nella seconda metà degli anni Novanta la trasformazione artistica a cura di Aldo Rossi. Oggi il museo è una delle realtà più interessanti e vivaci del Paese con mostre innovative e una bella collezione permanente. MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna sorge in un’area della città originariamente adibita all’attività produttiva e commerciale. L’importante progetto di recupero della zona detta Manifattura delle Arti comprende il MAMbo (nell’ex Forno del Pane), la facoltà del DMS (nell’ex Manifattura Tabacchi), la Cineteca (nell’ex Macello) e il Cassero (nell’ex Salara). La presenza del museo in questo distretto rafforza l’idea del museo come nuovo centro di produzione, sperimentazione e innovazione culturale.

macroAl Testaccio di Roma è stato creato un museo in ex macello. Si tratta del Macro, un grande esempio di architettura industriale monumentale. I padiglioni originari furono costruiti tra il 1888 e il 1891 da Gioacchino Ersoch, architetto comunale che molto progettò per trasformare la città dello Stato Pontificio in capitale d’Italia, e l’originalità delle sue strutture è ancora ben evidente. Oggi il Macro Testaccio, seconda sede del museo d’arte contemporanea di Roma, è la sede delle mostre più innovative, più sperimentali e spesso meglio riuscite. Nel 2002, due padiglioni all’interno del complesso del mattatoio sono stati assegnati al Museo. Nel 2003 è nato MACRO Future, oggi MACRO Testaccio. I suoi spazi fanno parte di un complesso che è oggi al centro di un piano di riqualificazione volto a conferirgli una forte e incisiva vocazione a polo di ricerca e produzione artistica e culturale – già da qualche anno connotato dalla presenza della sede universitaria di Roma Tre (Facoltà di Architettura) e dell’Accademia di Belle Arti – che sappia riflettere la contemporaneità della città, registrarne gli sviluppi, metterne in risalto il rilievo e stimolarne l’evoluzione.

stabilimento chimico SiriDalle acciaierie alla chimica Terni ha sempre avuto le fabbriche come cuore pulsante delle sue attività. Purtroppo la delocalizzazione e altre scelte imprenditoriali hanno messi in discussione più di una fabbrica. Una in particolare, lo stabilimento chimico Siri, ha vissuto per vent’anni in uno stato di completo abbandono almeno fino a quando l’area industriale è stata riqualificata dal comune e trasformata nello spazio Caos che ospita un museo, un teatro, una biblioteca, un bar. Un’operazione complessa e continua che punta a coinvolgere tutti nella scoperta del passato della città, ma guardando comunque al futuro.

Zac, Zisa Zona ArtiNelle officine Ducrot di Palermo si realizzavano idrovolanti e aerei da guerra, ma quando la produzione è stata interrotta gli spazi non sono più riusciti a prendere il volo per anni. Dopo un momento di gloria negli anni Novanta con l’installazione di opere di mostri sacri dell’arte contemporanea come Bob Wilson, Richard Long e Carsten Holler, un nuovo declino, almeno fino a un paio di anni fa quando lo spazio Zac, Zisa Zona Arti contemporanee ha lentamente recuperato la considerazione dell’amministrazione comunale che organizza qui mostre di artisti emergenti o internazionali. Il percorso sembra ancora un po’ accidentato, ma la bellezza degli ex capannoni non può e non deve essere lasciata nel degrado. Le ex Officine Ducrot si trovano alle spalle del Castello della Zisa, e contengono 23 capannoni: esempi interessantissimi di archeologia industriale, con una naturale vocazione a diventare una straordinaria cittadella della cultura, sull’esempio di analoghi luoghi di lavoro obsoleti. Qui furono realizzati i mobili liberty tra i più belli d’Europa, disegnati da Ernesto Basile, come gli arredi di Montecitorio e delle grandi navi da crociera dei Florio. Negli anni ’90 dall’amministrazione “Orlando” sono stati recuperati e ristrutturati tutti gli spazi a centri di cultura, espositivi e teatrali.

Città della scienza di NapoliLa Città della scienza di Napoli è un’eccellenza italiana, che ha guadagnato anche il titolo di miglior museo scientifico europeo. Nato nel 2001, il museo interattivo è stato realizzato nel quartiere di Bagnoli negli spazi dell’ex area industriale che ospitava l’Italsider ed è diventato immediatamente un punto di riferimento. Un polo hi-tech, un museo per capire la scienza, un’area dove la conoscenza è il modello di partenza. Nel 2013 un incendio doloso ne ha distrutto buona parte, ma oggi il nuovo Science Centre è tornato a rappresentare un’eccellenza da scoprire e vivere con tutta la famiglia.

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