On the road alla scoperta delle sculture subacquee più belle del globo

musa5On the road alla scoperta delle sculture subacquee più belle del globo. Domani sera, mercoledì 6 gennaio, alle 20 andremo alla scoperta dei musei sottomarini più particolari del pianeta. Dal Messico alla Cina, passando per l’Italia e l’Indonesia. Solo su http://www.radiobarrio.it

Qui il podcast della puntata. 

Il museo subacqueo più grande e famoso del mondo è indubbiamente il messicano MUSA (Museo Subacuàtico de Arte), situato nelle acque tra Cancun, Isla Mujeres e Punta Nizucche si estende per ottomila ettari. Lo scopo del museo, che vede tra i fondatori l’artista inglese Jason deCaires Taylor, è dimostrare l’interazione tra l’arte e le scienze ambientali. Infatti esso è costituito da più di 500 statue immerse in acqua rappresentanti figure umane a grandezza naturale, ispirate al mondo contemporaneo e a quello della cultura maya. Esse sono realizzate con materiale ecologico e non inquinante, un cemento speciale che non altera l’ecosistema marino e che anzi stimola la formazione naturale di corallo e la colonizzazione da parte di pesci e molluschi. Da qui il nome dell’installazione: “Evoluzione silenziosa”, suddivisa in due gallerie, una situata alla profondità di 8 metri e una a quella di 4. Inaugurato il 27 novembre del 2010 il MUSA è uno dei siti più visitati al mondo, con una media di 750 mila turisti all’anno. Rappresenta dunque una nuova frontiera, per potenziare un turismo sostenibile, attento alla conservazione degli ambienti marini e alla cultura.

6-sculpture-modern-art-jason-decaires-taylor-sculptureThe Silent evolution. È tra le opere più interessanti di Taylor, creata nel 2010.  È costituita da oltre 400 sculture di esseri umani “sepolte” a 8 metri di profondità al largo di Cancun, in Messico.  L’opera fa parte del MUSA, il museo subacqueo ideato da Taylor. Sono realizzate con materiali speciali: un misto di cemento per uso marino, sabbia e microsilice. Il risultato è un particolare tipo di calcestruzzo a pH neutro, fatto per durare centinaia d’anni. Poi, con l’aiuto di supporti artificiali viene stimolato l’attecchimento alle statue di coralli, alghe e spugne. In questo modo si favorisce la formazione di nuove barriere coralline (Underwater Living Installations).

musa cancunProprio la distruzione delle barriere coralline ha ispirato Jason quando diede vita al primo museo sottomarino al mondo: si chiama Underwater Sculpture Park di Moliniere Bay e si trova a Grenada (mar dei Caraibi sudorientale). Un progetto monumentale, tra arte e scienza. I calchi delle sculture che popolano questo parco sommerso sono stati presi dagli abitanti del luogo. Dal 2004 ad oggi, molte di quelle statue si stanno trasformando grazie alla vegetazione acquatica che le sta ricoprendo. E’ sorprendente come i colori, le forme e la vita stiano prendendo il sopravvento su qualcosa di inerte e immobile. Le tonalità sono sgargianti e vivaci: sculture, pesci e visitatori che si avvicinano nuotando incuriositi, creano a loro volta un’opera d’arte. Contribuiscono a rendere queste installazioni qualcosa di unico e di sorprendente.

Non per nulla questi complessi  sottomarini sono stati catalogati da National Geographic come una delle “Wonders of the World“. Oltre alla fusione opera/ambiente, all’annullamento dell’opera d’arte che soccombe sotto la forza inesorabile della natura, l’artista vuole attirare i sub lontano dalla barriera corallina, salvaguardandola e proteggendola. A Taylor sta a cuore in particolare il destino degli oceani, dei mari e delle acque e il difficile destino a cui va incontro questo ecosistema se si dovessero avverare le previsioni degli esperti riguardo ai cambiamenti climatici. Sappiamo che questa è una dura realtà e purtroppo ne abbiamo già esempi macroscopici che peggiorano di giorno in giorno.

The-Rising-Tide-1-of-7-Jason-deCaires-TaylorA questo proposito i cavalieri che emergono dalle acque del Tamigi nei pressi del ponte Vauxhall a Londra, sono un vero e proprio monito, un campanello d’allarme piuttosto  potente: ogni volta che si abbassa la marea queste figure imponenti si ergono con tutta la loro perentoria mole. L’opera si intitola “The Rising Tide” e vista la vicinanza con il Parlamento britannico, il fine provocatorio è ben chiaro. I cavalieri sono quelli dell’Apocalisse e i loro cavalli hanno il muso rappresentato dallo scultore sotto forma di pompa di benzina: un riferimento chiaro al drammatico impatto dei combustibili fossili sul nostro pianeta. Secondo Taylor, l‘arte ha un ruolo fondamentale: deve essere cassa di risonanza per molti dei problemi che affliggono l’umanità. La sua è una vita artistica spesa per la denuncia ambientale e per la tutela dell’ecosistema. I parchi artistici acquatici di Jason continuano a espandersi nei fondali atlantici. L’ultimo in progetto sarà parzialmente visitabile probabilmente nel 2016: si trova a Lanzarote nelle Isole Canarie e ospiterà 10 nuove installazioni e 300 sculture.

 

ocean atlasL’Atlante del’Oceano” (“Ocean Atlas”) rappresenta un’enorme ragazza (la statua pesa oltre 60 tonnellate) inginocchiata sul fondale che sembra sostenere sulle spalle il peso delle acque. Taylor ha realizzato l’opera per sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo gli sforzi titanici necessari per preservare il delicato ecosistema marino. La statua si trova sul fondale di New Providence, al largo di Nassau, nelle Bahamas ed è stata posta a soli 5 metri dalla superficie per essere visibile non solo dai subacquei ma anche da chi pratica snorkeling. “L’Atlante dell’Oceano” è realizzata con materiali ecocompatibili e, come tutte le opere di Taylor diventerà con il tempo una struttura “colonizzabile” dalla fauna marina.

CITTÀ DI SHI CHENGIn Cina si trova un altro museo subacqueo: inaugurato nel maggio 2009, il Museo Subacqueo di Baiheliang è un sito archeologico situato a Chongquing (al centro della Cina) che rimase sotto le acque della diga delle Tre Gole, la cui costruzione risale a qualche anno fa. Prima della costruzione di questa diga il promontorio del sito veniva inondato dalle acque nel periodo di piena, per tornare visibile durante il periodo di secca, permettendo di osservare le figure dei pesci scolpiti nella pietra e diverse iscrizioni (tra le idrologiche in pietra più antiche del mondo, sulle quali sono state registrate nel corso di mille e duecento anni le variazioni del livello dell’acqua del fiume Yangtzè, i raccolti e titoli dei membri della dinastia Tang). Per salvaguardare il sito (protetto dall’Unesco) le autorità cinesi avevano deciso di coprirlo con una struttura a forma di arco protetta dall’acqua. Successivamente sono stati costruiti due tunnel subacquei che dalla riva permettono al pubblico di visitare il giacimento e contemplare le iscrizioni attraverso i vetri di protezione.

palazzo cleopatraLa città di Shi Cheng. In Cina, nella contea di Chun’an, una delle zone più industrializzate del Paese, sul fondale del lago di Qiuandao sorge un’intera città edificata tra il 25 e il 200 d.C. L’antica “Shi Cheng City” (in mandarino “Città dei leoni”) è situata tra i 26 e i 40 metri di profondità. L’acqua del lago ha preservato gli antichi palazzi dallo scorrere del tempo, così ai subacquei che hanno scoperto per primi il relitto è apparsa un’intera città con tanto di strade, case e templi perfettamente conservati. La città fu sommersa nel 1959 a causa della costruzione di una centrale idroelettrica ul fiume Xin’an. Oggi il governo cinese sta cercando di recuperare Shi Cheng City per aprirla al turismo subacqueo.

 

palazzo cleopatraUn progetto mastodontico è invece stato realizzato dall’architetto francese Jacques Rougerie e sarebbe previsto per i prossimi anni. Si tratta della realizzazione di un museo che ci riguarderà più da vicino visto che il mare che lo ospiterà è il Mediterraneo: infatti si vorrebbero portare alla ribalta due importantissimi siti di Alessandria d’Egitto: il celebre Faro (una delle sette meraviglie del mondo antico) e il Palazzo di Cleopatra che furono ingoiati dalle acque nel XIV secolo dopo una serie di sismi e oggi giacciono tra i 6 e gli 8 metri di profondità nella Baia di Alessandria. alessandria egittoIl Progetto del Museo prevede due spazi: una zona espositiva fuori dall’acqua e un’area sommersa. L’edificio sarà provvisto di tunnel che penetreranno all’interno della baia permettendo ai visitatori non subacquei di accedere alla sezione sommersa, composta da una camera circolare acquatica dove verranno esposti i resti dell’antica città. Un progetto del genere non è privo di sfide, tra cui la sicurezza dei visitatori sotto l’acqua e le limitazioni create dalla scarsa visibilità, ma osservare i resti archeologici direttamente sul fondale non solo è un’esperienza unica, ma rappresenta un importante progresso nell’allestimento di esposizioni del patrimonio culturale sottomarino.

sirenaSui fondali di Bali,si trovano installazioni aggiunte all’ambiente sottomarino. Una motocicletta, una sirena, un drago, sono alcune delle sculture artistiche che popolano i fondali di Bali e Lombok, e sono frutto di Celia Gergory un’artista ambientalista fondatrice di Marine Foundatio. La Marine Foundation è un’oraganizzazione internazionale con un nuovo approccio per la conservazione marina, dove l’arte è al centro di tutto e catalizzatore per la conservazione e per la gestione sostenibile delle risorse.  La fondazione si occupa di ripristinare l’habitat marino con la creazione di sculture subacquee progettate con metodi innovativi e conoscenze scientifiche. Le sculture commissionate da clienti e sponsor vengono poste sul fondale per diventare un habitat marino per pesci e coralli.  Ci sono quattro sorprendenti “sculture viventi del mare” accessibili sia da principianti che da subacquei professionisti.

dea corallo baliLa Dea del corallo, Pemuteran, Bali. La Dea del Corallo si trova a Pemuteran nella parte di nord di Bali ed è una delle installazioni del progetto Kerang Lestari per il ripristino della barriera corallina tramite il metodo Bio-Rock. Solo 10 anni fa questa barriera corallina è stata quasi completamente decimata dalla pesca intensiva con dinamite e cianuro, ma il successo di questo progetto di restauro, oggi attira turisti eco-consapevoli da tutto il mondo. Il metodo Bio-Rock utilizza la tecnologia di accrescimento elettrolitico minerale, che tramite leggere scosse elettriche generate da energia alternativa come pannelli solari e turbine eoliche, inviano un impulso sottomarino per attirare i pesci e i coralli ad utilizzare la struttura come loro habitat.  Questa è l’unica zona di Bali dove non sono presenti correnti forti e con vaste aeree coperte di barriera corallina accessibile agli snorkelisti e ai subacquei.

Dall’anno 2000, il Bio Rock Pemuteran Bay ha installato più di 60 strutture per ripristinare la barriera corallina, attirando di nuovo le specie marine a popolare di nuovo i fondali di questa zona. La Dea del Corallo è una presenza eterea creata da Celia, la fondatrice di Marine Foundation. La scultura è stata abissata dopo una elaborata cerimonia balinese che prevedeva l’ultilizzo di acqua santa per benedire la statua. Secondo la tradizione locale, l’acqua santa  dona alla Dea i poteri speciali di cui avrà bisogno per proteggere i mari e i suoi abitanti.

moto deusMotocicletta Deus, Gili Trawangan. Le isole Gili sono una meta adatta per trascorrere una vacanza divertente e spensierata. Con questo spirito in mente, la Marine Foundation in collaborazione con la casa produttrice di motociclette personalizzate Deus, ha creato una nuova installazione sottomarina Bio-Rock per i coralli di Gili. La moto Deos è stata fatta su misura nel “Tempio dell’Entusiamo” di Canggu e trasportata fino alle Gili, dove è stata abissata a circa 5 metri di profondità. Questa installazione è sotto la tutela di Gili Eco Trust, una ONG dedicata a preservare le fragili barriere coralline che circondano le isole Gili. Le barriere di Gili sono sotto costante minaccia, a causa dei maggiori flussi turistici, inquinamento e altri fattori ambientali

Drago Tugu. Il Drago è stato commissionato dal Tugu Hotel di Lombok per salvaguardare drago tugula barriera corallina. Il Drago è una figura mitologica che rappresenta la protezione. Una piattaforma con pannelli solari galleggia al di sopra dell’installazione marina, serve per alimentare l’impulso elettrico della scultura e per dare la possibilità a chi fa snorkeling di sostare e prendere il sole. Lo sculture balinese Ketut Putrayasa, ha realizzato la testa del Drago, mentre il corpo è composto da barre metalliche che si contorgono in una forma maestosa dando vita ad una creatura mistica. A sua volta, le barre metalliche agiscono anche da habitat e dimora di alcune specie marine.

sirena baliLa sirena Amed, Bali. Fino al 1980, Amed vantava alcune delle barriere coralline più incontaminate di Bali, ma nel momento in cui i locali hanno iniziato a raccogliere il corallo per sostituirlo al cemento, è iniziato un veloce deterioramento. Negli stessi anni sono state introdotte anche le reti per la pesca, e i pescatori, ignari dell’impatto ambientale, si sono dati da fare a rimuovere più corallo possibile in modo che le loro reti non ci rimanessere incagliate. Inutile dire che senza corallo, anche le loro reti rimanevano vuote senza pesce. Un certo numero di installazioni sono state abissate in questa zona negli ultimi dieci anni, come ad esempio l’ufficio postale subacqueo nel 2011. Questi non sono stati ampiamente pubblicizzati e non hanno portato molte visite.

 

La Reef Check Indonesia, con l’utilizzo di opere d’arte si prefigge di attirare più visitatori in questi siti. La Sirena patrocinata da The Body Shop   è una delle attrazioni sottomarine di Bali. Un’opera d’arte dell’artista Wayan Winten, la Sirena è una delle più affascinanti installazioni marine progettate come reef artificiale.  A 10 metri di profondità, illumina le acque della Baia di Jemeluk. La  sua aurea splendente è stata creata utilizzando un cemento bianco con PH neutro. La Sirena si trova a pochi metri dalla riva, quindi facile da raggiungere anche per coloro che fanno snorkeling.

cristo abissiAnche l’Italia ha il suo monumento subacqueo, si tratta del Cristo degli Abissi posto nel 1954 sul fondale tra Camogli e Portofino a 15 metri di profondità, all’interno dell’Area naturale marina protetta Portofino. Lopera bronzea, realizzata da Guido Galletti, fu creata fondendo medaglie, eliche di sommergibili e campane. È oggi il fulcro di alcuni dei percorsi subacquei più famosi della Liguria.

end of dreams2Si chiama “End of dreams” (Fine dei sogni) l’installazione sottomarina del danese Nikolaj Bendix Skyum Larsen. E’ la prosecuzione del progetto “Ode to the Perished“, realizzato nel 2011 in Grecia. Con le sue composizioni, l’artista rende omaggio ai migranti che hanno perso la vita nel difficile viaggio verso l’Europa. “End of dreams” – realizzato in collaborazione con la residenza artistica Qwatz – si compone di 48 statue, immerse nelle acque di Pizzo Calabro. L’artista ha scelto un luogo italiano dopo aver visto su un giornale l’immagine degli immigrati avvolti nelle lenzuola, annegati nelle recenti tragedie di Lampedusa. Le statue realizzate sono, infatti, forme antropomorfe che richiamano i migranti deceduti ricoperti da sacchi. Le sculture sono realizzate con un materiale chiamato “concrete canvas”, contenente polvere di cemento, che verrà scolpito con il movimento delle acque. L’8 giugno le statue sono state legate a una piattaforma che è stata rovesciata e immersa nel mare della Calabria, nel punto chiamato Pizzapundi. La zattera ha galleggiato sulla superficie dell’acqua ed è stata ancorata con quattro blocchi di cemento sul fondo del mare. Le sculture hanno formato una costellazione subacquea e sono rimaste in mare per quattro mesi. Una volta tirate fuori, incise dal mare, sono state esposte in mostre itineranti, in Italia e in Europa.

end of dreams3Un omaggio alle vicende sociali ed umane delle tante esistenze in viaggio verso l’Europa nella speranza di una vita migliore, spezzate e inghiottite nelle acque del Mediterraneo. In tutto 48 sculture – delle dimensioni comprese tra i 60 e i 120 cm circa – che rappresentano i corpi dei migranti deceduti in mare nel corso dei naufragi nel cosiddetto ‘mare nostrum’.

“L’idea nasce dalle immagini shock delle vittime dei naufragi trovate sui giornali che raccontano gli sbarchi, come quello di Lampedusa del 3 ottobre o quelli avvenuti nel Canale di Sicilia, ma anche dalle ricerche fatte in Calabria in termini di recupero di antichità e ritrovamenti archeologici”, spiega l’artista.

 

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giramondina ha detto:

    Articolo interessantissimo davvero e spettacolari le fotografie dei monumenti “subacquei”!!!

    Mi piace

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