Gli errori da evitare in viaggio…

10912962_10205913864630226_2104673541_nAmmettiamolo, almeno una volta nella nostra vita abbiamo commesso qualche piccolo  errore prima di partire. Perché siamo schegge impazzite o come dice un mio amico, cape fricate. In fondo il viaggio è un momento di libertà in cui tutto, o quasi, è concesso. Ed è successo che nel corso dei nostri viaggi, o nei numerosi traslochi fatti, siamo riusciti a fare errori quasi imperdonabili, che tuttavia rappresentano aneddoti da raccontare. Gli stessi ricordi che ci portiamo dietro, proprio come la valigia ormai rotta che teniamo in casa a memoria delle esperienze fatte.

Perdere il biglietto aereo. Immaginate l’aeroporto di Siviglia. Immaginate di dover alleggerire la valigia perché troppo pesante. Così tra un cambio strategico e l’altro e cambi di posizione di vestiti e tutto il resto, può capitare di perdere il biglietto aereo. Sì, avete capito bene, ho perso il biglietto stampato. Per fortuna sono riuscita a recuperarlo dalle email. Santa rete.

greenwich 2Perdere la tessera dell’abbonamento. È successo tanto a Londra, quanto a Kyoto, dove gli ultimi due giorni al posto di usare la Pasmo card ho usato gli yen alle macchinette. Stessa cosa a Londra, dove al passaggio in metro, cercando la Oyster card in borsa, mi sono accorta che non c’era.

Perdere l’aereo, il treno o qualunque altro mezzo. Ci sono tanti modi per perdere l’aereo. Perdere il volo di andata significa spendere un bel po’ di soldi per comprare un nuovo biglietto con la stessa destinazione, per non buttare via il viaggio e il volo di ritorno. Ma quando non è possibile è necessario arrangiarsi. Con cosa? Il treno, il bus. Ma quando succede di perdere il bus, allora l’unica cosa da fare è rincorrere il pullman sull’autostrada, doppiarlo e attenderlo alla fermata stabilita. Aspettatevi di essere sfottuti da autisti e passeggeri. Farlo a ritorno però può significare imbarcarsi in una memorabile avventura, andare fuori dagli schemi e dai piani originali in modo certamente radicale. Stessa cosa dicasi per ogni altor mezzo di trasporto perdibile.

camden town vespaAndare alla ricerca di un’esperienza da cartolina. Tutti siamo ossessionati di impressionare un’immagine con la macchina fotografica. Meglio è se le condizioni di tempo sono ottimali. Pianifichiamo quindi tutto nel minimo dettaglio, per avere un ricordo che sia degno delle foto da depliant di viaggio. Ma quando le cose non vanno come vorremmo ci rendiamo conto di una cosa: la vita non è una cartolina. E spesso, dal meteo agli ostacoli più vari, succedono cose che non erano in programma, o che quantomeno non appaiono in nessuna cartolina di viaggio. Come l’escursione sul Monte Fuji. Con la nebbia e le sigarette fumate di nascosto.

parigiFare foto senza chiedere il permesso. Amiamo scattare foto alle persone e ai luoghi. Immortalare il momento in cui due ragazzi rubano un bacio, chiacchierano, o il momento in cui una donna accarezza il figlio. Ma spesso lo facciamo senza chiedere il permesso. Ecco che nel momento in cui scattiamo la foto, dimenticando di eliminare il rumore dell’otturatore, le persone in questione o i “guardiani” dei Musei si accorgano di quello che abbiamo combinato. E non ci sono faccette e scuse che tengano. Perché li abbiamo infastiditi. E non poco.

berlinoCredere che tutto il mondo parli inglese. Ci sono posti in cui un alfabeto diverso e una lingua locale incomprensibile rendono davvero difficile ogni tipo di comunicazione. Come in Giappone, dove la popolazione locale conosce poco l’inglese. Che fare? Comunicare a gesti e sperare di trovare un buon samaritano che indichi la strada.

Litigare in un paese straniero. Ammettiamolo, in vacanza amiamo andare a dormire tardi, esagerare con gli eccessi. Ma mai, e dico mai e poi mai, fare innervosire le persone. Per diversi motivi: conoscenza sommaria della lingua, delle tradizioni e delle culture. Quindi se qualcuno in fila alla cassa vi spintona e vi fa cadere la birra, lasciate stare.

Perdersi. Sì avete capito bene. A tutti sarò capitato di perdersi in una città straniera. A me succede spesso, il mio senso dell’orientamento è pari alla mia memoria in fatto di poesie. Nulla. Quindi è successo che mi sia persa e che abbia lasciato la cartina in hotel. L’unico modo per ritornare in camera è stato quello di chiedere informazioni. Esperienza unica e irripetibile.

milanoRimanere senza soldi. Prima di partire accertatevi che il sistema bancario del paese che vi deve ospitare accetti il vostro circuito di bancomat o carte di credito. Altrimenti una volta arrivati e una volta spesi un bel po’ di soldi, vi troverete in bolletta. O peggio. In Giappone, per esempio, non viene accettato il circuito di un bancomat. Morale? Ho dovuto chiedere prestiti.

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