Borderlife, le opere di Biancoshock

Biancoshock-Borderlife-2Si è ispirato alle storie di Miguel, di Liviu e delle circa 600 persone che vivono nelle fogne di Bucarest. Così Biancoschock, noto artista milanese, ha cercato di porre l’attenzione sul fenomeno della capitale della Romania realizzando camere accessoriate, con tanto di oggetti e carta da parati. L’obiettivo è uno solo: raccontare le storie  di sofferenza del popolo “sconosciuto” che vive al margine. E lo fa alla periferia di Milano, dove ha dato vita a vere e proprie installazioni.

Bordelife-Biancoshock“La loro vita è al limite, sempre in equilibrio su un filo sottile tra il giusto e il sbagliato, tra le necessità e le volontà, tra la vita e la morte. La loro vita è una continua lotta contro quel limite che li costringe a vivere da ultimi, da dimenticati, da “invisibili”. Sempre lontani da tutti, sempre nascosti dagli occhi della gente: come se abitassero in un tombino”.  Ed è proprio da un tombino che prende vita Borderlife, come simbolo delle esistenze dimenticate e vissute al limite. “Ho pensato alla condizione di centinaia di persone che a Bucarest vivono sottoterra, nelle fogne. I loro concittadini più fortunati non si rendano conto della loro esistenza al limite. A Milano la situazione non è così estrema, ma anche qui abbiamo tante persone che vengono costantemente ignorate, nonostante abitino in superficie e le loro difficoltà siano sotto gli occhi di tutti, alla luce del sole”.

Biancoshock-Borderlife-3Se per l’artista “alcune criticità non si possono evitare, tanto vale renderle confortevoli”. Ecco che la periferia di Milano diventa un museo a cielo aperto in cui poter vedere i tombini arredati che diventano lo strumento per riflettere.  Il lavoro fa parte del più ampio progetto “Ephemeralism” il cui unico scopo è quello di produrre opere d’arte che esistano in maniera limitata nello spazio, ma che contemporaneamente persistano in maniera infinita nel tempo immortalate dalla fotografia, i video e gli altri media. Con Ephemeralism l’artista ha realizzato oltre 650 interventi nelle strade italiane, croate, francesi, inglesi, spagnole, slovene.

nojoyIl progetto Nojoy è invece dedicato alle persone diversamente abili. Cittadini che non possono utilizzare il servizio di car sharing, ormai affermatosi in moltissime città di Europa e del mondo. Nel progetto Biancoshock pone l’accento sull’impossibilità da parte dei disabili di poter usufruire del car sharing per gli spostmenti quotidiani. Da qui l’idea di nojoy che tuttavia “non vuole essere una critica nei confronti del marchio in questione, ma una proposta per offrire un nuovo servizio a persone che necessitano di maggior assistenza”.

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