On the road alla scoperta del Cammino dei briganti

camminoOn the road alla scoperta del Cammino dei briganti. Domani, mercoledì 27 aprile ritorna On the road, il programma della musica in viaggio di www.radiobarrio.it, con una puntata dedicata al sentiero circolare che passa sugli Appennini.

Qui il podcast della puntata.

Il Cammino dei Briganti è percorribile in sette giorni, è un cammino a quote medie (tra gli 800 e i 1300 m. di quota) sulle orme dei briganti della Banda di Cartore tra la Val de Varri, la Valle del Salto e le pendici del Monte Velino. Partenza e arrivo da Tagliacozzo. La Marsica e il Cicolano sono  terre di boschi, montagne e storie di briganti. In particolare il territorio attraversato da questo cammino è un territorio di confine, oggi tra Abruzzo e Lazio, ieri tra Stato Pontificio e Regno Borbonico. I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all’altra a seconda della minaccia. I briganti non erano malviventi, erano più simili ai partigiani, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi, che avevano costretto il popolo a entrare nell’esercito. Erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza. Una storia di 150 anni fa.

Oggi l’esperienza dei viaggiatori antichi viene riproposta basata sul viaggiare a piedi da paese a paese lungo questo cammino di 7 giorni, tutto ben percorribile, segnato e con posti tappa attrezzati. In questo sito trovate tutte le informazioni per percorrere il Cammino dei Briganti da soli o in compagnia. Ovviamente il sentiero è percorribile anche solo in parte,  tappa per tappa. E ci si può appoggiare a piccole strutture familiari, ma si può anche vivere l’avventura di percorrerlo in tenda.

cammino brigantiSante Marie (850 m) a Santo Stefano (1.050 m). (5,6 km). Dislivelli: in salita 381 m – discesa  156 m. Il suo territorio confina con i comuni di Carsoli, Tagliacozzo, Magliano dei Marsi, con la provincia di Rieti e conseguentemente con il Lazio. È quasi completamente circondato da rilievi dell’Appennino centrale: monte Bove (1340 metri slm), monte Sant’Angelo (1100 m. slm) e monte Faito (1485 m. slm), appartenenti alla catena dei monti Carseolani. Il centro, la zona di Casteglio, si trova a 850 metri di altitudine. Il territorio circostante si presta molto bene all’escursionismo a piedi e a cavallo grazie ai caratteristici boschi di castagno e a dei sentieri che permettono di raggiungere le frazioni di Santo Stefano, Castelvecchio, Scanzano, ed altre poste sui rilievi circostanti, così da coprire l’intero territorio del comune di Sante Marie. Di interesse per gli speleologi è l’inghiottitoio di Luppa da dove si dipartono una serie di caverne che si addentrano nelle viscere della Terra. Dista circa 82 km da Roma, oltre 60 km dal capoluogo abruzzese e circa 23 da Avezzano.

cammino briganti2Santo Stefano (1.050 m) a Valdevarri (1.020 m) e a Nesce (850 m). (13,9 km). Dislivelli: salita 394 m, discesa: 625 m. Si arriva nel bel borgo medievale di Nesce, dove c’è un agriturismo di charme, in alternativa camera in paese. Possibile anche pernottamento a Valdevarri in casa privata con cena casalinga, camere semplici. Si entra in Val De Varri, la valle meno turistica del viaggio, pensate che la strada che la attraversa è stata asfaltata pochi anni fa. Dalla Val de Varri si scavalca e si entra nella Valle del Salto, passando sopra una piccola montagna, e scendendo al paese di Poggiovalle. E’ il paese dei briganti, da qui venivano alcuni briganti famosi. Sotto il paese scorre il fiume Salto, da una parte c’è Nesce.

 

Nesce3Nesce (850 m) – Poggiovalle – Villerose – Spedino – Cartore (944 m). (16,6 km). Dislivelli: salita 440 m, discesa 333 m.  Pernottamento nel bel borgo di Cartore, camere con uso cucina o ristorantino. Si scende il fiume Salto camminandovi a fianco per un  tratto. Poi si passa sotto il monte Rose, si passa dal famoso birrificio Birra del Borgo, e si percorre la strada sterrata fino al bellissimo villaggio di Cartore, sede di una famosa banda di briganti.

cammino briganti5Il borgo di Cartore ubicato alle pendici delle Montagne della Duchessa è l’unico paese all’interno della Riserva Naturale Regionale Montagne della Duchessa. Attualmente è abitato da una sola famiglia residente, il lento e progressivo abbandono si intensificò dopo la seconda guerra mondiale con l’emigrazione degli abitanti verso i paesi (Santa Anatolia) e le città vicine (Roma, L’Aquila, Avezzano). Con l’istituzione della Riserva Naturale il 7 giugno 1990 è stato ristrutturato un complesso di vecchi casali dalla Settima Comunità Montana Salto – Cicolano, nei quali oggi si può soggiornare prenotando tramite il sito internet www.casalidicartore.

 

Anello di Cartore – Lago della Duchessa (tappa facoltativa). Ci sono due possibilità, una di 12,3 km e una di 15 km solo per escursionisti esperti. Vedi libro.  Da Cartore è possibile effettuare una variante al percorso, salendo sul monte Velino (2489 m), dormendo al Rifugio Sebastiani e tornando da un altro sentiero a Santa Maria in Valle, in due giorni di cammino. Variante estiva per camminatori allenati.

cammino-briganti2Cartore (944 m) – Santa Maria in Valle Porclaneta – Rosciolo (909 m). (8 km). Dislivelli: salita 270 m, discesa 330 m.  Si arriva a Rosciolo, bel borgo medioevale. Pernottamento in b&b, ci sono due ristoranti. Da Cartore si risale al Passo Le Forche, sotto il Monte Velino, e si scende a Santa Maria in Valle Porclaneta, altro luogo carico di suggestioni, tra le quali una magnifica chiesa romanica, capolavoro d’arte del X secolo. Il paese marsicano è situato alle pendici del Monte Velino a 909 metri slm. Dista circa 5 chilometri dal capoluogo comunale, 18 da Avezzano, 50 dall’Aquila e 100 da Roma. Il nome appare con chiarezza nel 1080 dove risulta essere registrata presso il monastero di Montecassino. In epoca medievale fu sede di un castello appartenente ai Conti dei Marsi, in seguito ceduto da Berardo V, insieme alla chiesa di Santa Maria in Val Porclaneta ai monaci benedettini di Montecassino.

Rosciolo_040809_002Il paese s’ingrandì grazie all’unione delle ville che sorgevano nei suoi paraggi: Villa Maggiore, Villa San Martino, Villa Santa Maria, Villa di San Barnaba dopo la distruzione che subirono nel 1268 ad opera di Carlo I D’Angiò, dopo la vittoriosa battaglia di Tagliacozzo. Oltre alla chiesa madre nel paese c’erano la caratteristica chiesa di Santa Maria in Valle Porclaneta e la chiesa rurale dedicata a San Sebastiano. Il paese conserva ancora il suo nucleo originario tardo quattrocentesco. All’epoca dell’incastellamento il borgo s’ingrandì ulteriormente e solo nel 1485 fu dotato di torre difensiva e di mura perimetrali costruite su progetto dell’architetto Berardino Clario il cui nome fu inciso sulla porta principale del paese. alcune parti delle mura perimetrali e basi di contrafforti sono ancora visibili. Rosciolo dei Marsi fino all’eversione feudale fu una università autonoma, solo in seguito fu aggregata al comune di Magliano dei Marsi. Il paese posto al confine dei due Regni, appena dopo l’Unità d’Italia, fu scelto tra le località strategiche e preferite di alcune bande del brigantaggio postunitario.

Rosciolo – Magliano de’ Marsi – Casale Le Crete (Tagliacozzo) (770 m). (14,5 km) Dislivelli: salita 260 m, discesa 350 m.  Pernottamento in b&b. Possibile ottima cena vegetariana. Ultima tappa, prima si passa il paese di Magliano, poi si sale il versante del monte San Nicola e si scende al Casale Le Crete. Si può passare da Sorbo o da Scurcola Marsicana.

 

cammino briganti3Casale Le Crete (Tagliacozzo) – Santo Stefano (1.050 m). (14,7 km) Dislivelli: salita 550 m, discesa 290 m. Pernottamento in agriturismo. Dal Casale si cammina su panoramici stradelli sterrati fino a San Donato, si sale ai ruderi di un antico castello, si scende a Scanzano e poi a Santo Stefano, per stradelli e sentieri.

cammino briganti4Santo Stefano (1.050 m) – Sante Marie (850 m). (5,6 km) Dislivelli: salita 150 m, discesa 380 m. Santo Stefano di Sessanio è un comune italiano di 117 abitanti della provincia dell’Aquila in Abruzzo. Fa anche parte della Comunità montana Campo Imperatore-Piana di Navelli. Il territorio del comune rientra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga costituendone di fatto una delle porte di accesso nella sua parte meridionale. Fa parte del Club dei Borghi più belli d’Italia. La tesi più accreditata è che il nome Sessanio derivi da una corruzione di Sextantio, piccolo insediamento romano situato nei pressi dell’attuale abitato, probabilmente distante sei miglia da un più importante villaggio romano.

 

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