On the road sui luoghi della Maratona di New York

Domani sera alle 21, ritorna On the road, il programma della musica in viaggio di www.radiobarrio.it, alla scoperta dei luoghi della Maratona di New York.

Qui il podcast della puntata.

La maratona di New York è una corsa annuale di 42.195 metri che si snoda attraverso i cinque grandi distretti di New York City. È la maratona più partecipata al mondo, con i suoi 43.545 atleti arrivati al traguardo nel 2009. Insieme alla maratona di Boston e quella di Chicago, è una delle più importanti corse degli Stati Uniti e fa parte delle World Marathon Majors.

La corsa è organizzata dal NYRR (New York Road Runners) e si corre ogni anno dal 1970. Negli ultimi anni è stata anche sponsorizzata del gruppo finanziario ING Group. L’evento si tiene ogni prima domenica di novembre e attrae sia gli atleti professionisti che quelli amatoriali, provenienti da tutto il mondo. Per quanto riguarda questi ultimi, a causa della grande popolarità dell’evento, la partecipazione è limitata a solo una parte delle 100.000 richieste che pervengono ogni anno.

maratona-new-yorkLa scelta dei partecipanti avviene tramite una lotteria, ma privilegiando comunque gli atleti che hanno già partecipato o quelli in possesso di un tempo di qualifica eccellente. I corridori membri del NYRR possono gareggiare o partecipando a delle qualifiche o grazie alla nomina da qualche club podistico ufficiale. Secondo gli organizzatori, si calcola che complessivamente abbiano preso parte alle 40 edizioni della Maratona di New York circa 700.000 persone.

La prima maratona di New York si è tenuta nel 1970, organizzata dal presidente del NYRR Vince Chiappetta e da Fred Lebow, con 127 concorrenti che percorrevano più giri lungo il park Drive di Central Park. Non più di un centinaio di spettatori si fermarono ad assistere alla vittoria di Gary Muhrcke in 2:31:38. Inoltre, solo 55 concorrenti arrivarono al termine della gara. Negli anni, la maratona ha avuto un numero di atleti sempre maggiore. Per facilitare lo svolgersi della gara, visto il numero sempre maggiore di atleti, il cofondatore Fred Lebow ridisegnò la corsa affinché percorresse tutti e cinque i distretti di New York City. La maratona crebbe in popolarità quando la norvegese Grete Waitz stabilì il nuovo record del mondo a 2:32:30. La Waitz vinse la gara altre otto volte.

Nel 2000 si stabilì che ci dovesse essere una sezione per atleti su sedia a rotelle, e dal 2002 alle atlete professioniste la partenza viene data 35 minuti prima che al resto dei corridori, per permettere un arrivo a poca distanza dai primi uomini. La corsa è diventata la più famosa al mondo, con i suoi 2 milioni di spettatori e 315 milioni di appassionati che seguono la corsa in diretta sulla NBC. Nel 2004 l’inglese Paula Radcliffe vinse in 2:23:10, battendo Susan Chepkemei di solo 4 secondi, il più breve distacco nella storia di questa maratona.  Nel 2005 Paul Tergat, keniota, riuscì a vincere la gara in 2:09:30, battendo allo sprint il sudafricano Hendrick Ramaala per un solo secondo. L’edizione 2012 è stata annullata a un giorno dalla partenza da parte del sindaco Michael Bloomberg a causa del passaggio dell’uragano Sandy.

La corsa copre tutti e cinque i distretti di New York City. Comincia a Staten Island, vicino al ponte di Verrazzano-Narrows. Il ponte, che normalmente è adibito al solo trasporto di vetture, chiude per l’occasione. Nei minuti successivi alla partenza il ponte si affolla di corridori, creando così una scena maestosa divenuta emblematica della corsa stessa.

maratona-new-york5Dopo la discesa del ponte il percorso attraversa Brooklyn per circa 19 km (12 miglia). I corridori passano attraverso una grande varietà di quartieri: Bay Ridge, Sunset Park, Bedford-Stuyvesant, Williamsburg e Greenpoint. Al km 21,1 la corsa passa sul ponte Pulaski che segna la fine della prima metà di gara e l’entrata nel distretto di Queens. Dopo circa 4 km gli atleti attraversano l’East River sul temuto ponte di Queensboro che porta a Manhattan. Questo è il punto più critico della corsa in cui molti atleti accusano la fatica pertanto l’attraversamento del ponte è considerato uno dei passaggi più difficili di questa maratona. Raggiunta Manhattan, dopo circa 25,5 km, la corsa procede su First avenue, quindi passa brevemente per il Bronx, raggiunto attraverso il ponte Willis Avenue per ritornare a Manhattan per il ponte Madison avenue. La corsa procede dunque per Harlem giù per Fifth avenue e in Central Park. La corsa prosegue per Central Park South dove migliaia di spettatori si radunano per acclamare gli atleti per l’ultimo miglio. A Columbus Circle la corsa rientra nel parco e si conclude fuori dal ristorante Tavern on the Green. Il limite massimo per portare a termine la corsa è di 8 ore e 30 minuti dall’inizio che viene dato alle ore 10:10. Nel 2009 il tempo medio di percorrenza dei corridori è stato pari a 4 ore e 20 minuti.

Il percorso della maratona di NY non è però tra i più facili perché, in seguito ai ponti che si trovano lungo il percorso e alle salite della 1st Avenue e del Central Park, il dislivello verticale da superare ammonta a 253 metri, ed il tempo che si perde durante la corsa in salita purtroppo non si recupera nella successiva discesa. Quindi, alla luce di questa situazione, chi corre la maratona di NY deve considerare di perdere all’incirca 60-90″ rispetto ad un percorso piatto. Ma correre la maratona di NY comporta anche dei vantaggi, ed il principale è quello derivante dal fatto di essere stimolati a rendere di più grazie all’incitamento del pubblico e all’atmosfera che si vive in città. Per quanto riguarda il percorso, sostanzialmente si può dividere in due parti: la prima dalla partenza all’inizio del Queensborough Bridge (il ponte che collega il quartiere del Queen a Manhattan), e la seconda che inizia proprio dai piedi della salita del ponte fino all’arrivo. La prima parte è sicuramente la più scorrevole perché, ad eccezione della salita del Ponte di Verrazzano, non presenta altri punti impegnativi. Nella seconda parte invece si devono superare dapprima la salita del Queensborough Bridge, quindi i saliscendi della 1st Avenue ed infine le temibili salite del Central Park.

maratona-new-york3La partenza e il ponte di Verrazzano: da 0 al 3°km. La partenza è in pratica in salita, e si deve percorrere circa 1 miglio (1609 metri) per arrivare alla sommità del ponte di Verrazzano; bisogna quindi considerare di perdere circa 15″ nel primo chilometro che però vengono praticamente recuperati nella discesa che conduce all’inizio del quartiere di Brooklyn. Probabilmente nei primi 3km si rischia di perdere ancora più tempo se si parte intrappolati tra i tantissimi partecipanti. Alicia keys e jay z – new york

maratona-new-york10Attraverso Brooklyn e il Queen: dal 3° al 24°km. Alla maratona di NY non trovi molta pianura, ma è questa la parte più scorrevole di tutto il tracciato, anche se ti ritroverai ad affrontare qualche salitella, ma non più lunga di 200 metri. In questo lungo tratto di corsa caratterizzato da lunghi tratti in falsopiano, dovresti essere in grado di rispettare i tempi di passaggio che avevi programmato. A metà gara (presso il Pulanski Bridge, lungo poco più di 50 metri e che ti suggerisco di passare correndo sulla sinistra dove non c’è la grata di ferro), di solito si può fare già una proiezione del tempo finale.

Dal Queensborough al Central Park: dal 24° al 38°km. Questo è il tratto (di 6-7 km) più duro di tutta la maratona. Manhattan è una parola indiana che significa “isola delle colline”, ed è proprio a partire dalla First Avenue che si prende atto della conformazione di quest’isola. La salita del ponte del Queensborough è lunga circa 800 metri e si alza di 42 metri sul livello del fiume. In questo punto si attraversa l’East River e spesso c’è un discreto vento che spira in diagonale rispetto al senso di corsa, e ciò influisce sia sul rendimento fisico (soprattutto in un momento in cui si cominciano ad accusare i primi segni di stanchezza muscolare), sia sul morale (le sensazioni della fatica sono maggiori). E’ da questo momento (30-32km) che le gambe dei podisti accusano i primi evidenti segni di fatica ed è anche facile andare in crisi mentalmente perché la strada sembra non finire mai.

maratona-new-york9Al termine della 1st Avenue si attraversano il quartiere del Bronx e delle strade di Haarlem dove il percorso è praticamente piatto per 4-5km. Da Haarlem si prosegue verso il centro di Manhattan per raggiungere il Central Park: anche questa parte di percorso di circa 3 km non presenta particolari difficoltà.

Il Central Park: dal 38° al 42,195km. Il Central Park è collocato nella parte centrale di Manhattan. Si entra dalla 5th Avenue, all’altezza della 90th Street. Nel percorso precedente, quello in vigore fino al 2000, si entrava al Central Park all’altezza della 103th street con la più ripida salita del tracciato, lunga 250 metri. Per fortuna nel nuovo percorso la salita è stata tolta, e ora si entra in un tratto di pianura lungo 500 metri che costeggia il Reservoir, dopodiché si risale ancora per 120 metri (dietro al Metropolitan Museum). Quindi, per 250 metri si scende (Cat Hill), anche con forte pendenza, giusto per prendere fiato prima di fare una leggera salita di 200 metri circa che porta al 40°km. Poco più avanti si scende per 400 metri circa, e si esce dal Central Park all’altezza dell’Hotel Plaza. Al traguardo manca ora meno di un miglio, ma si devono percorrere ben 800 metri in leggero falsopiano prima di girare a destra e rientrare nel Central Park. Da qui mancano 500 metri, di cui gli ultimi 100 in leggera salita, ma sono quelli dov’è posto l’arrivo.

 

maratona-new-york7Questo tratto finale della maratona è un punto cruciale per quanto riguarda il rendimento. Difficilmente si riesce a mantenere un’andatura regolare e costante, e quindi ti suggerisco di approfittare delle discese per rilassarti fisicamente (sciogliere le braccia lungo il corpo) e mentalmente prima di affrontare la successiva salita. Questo è l’unico modo per far fronte al maggior dispendio energetico causato dalle numerose salite, e che è certamente aggravato dal fatto che nel finale di corsa, in seguito alla stanchezza generale, l’azione biomeccanica è meno efficiente e più scadente.

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