On the road alla scoperta del Sentiero delle 5 terre

sentiero-azzurro6E’ il percorso più famoso e spettacolare della Liguria. Ma è stato tracciato, nei secoli, da chi lo utilizzava abitualmente per spostarsi, perciò in alcuni punti si tratta di una vera e propria mulattiera che si snoda lungomare collegando i cinque borghi tra loro. Mercoledì 19 ottobre, ritorna On the road, il programma della musica in viaggio di www.radiobarrio.it.

Qui il podcast della puntata.

E’ facilmente percorribile, ma è pur sempre un sentiero, in cui è possibile trovare restringimenti, tratti scivolosi e dirupi. Si tratta del Sentiero Azzurro, il sentiero più semplice, più famoso e più visitato di tutte le Cinque Terre.

Diviso in quattro tratti che collegano tra di loro tutti i cinque borghi delle Cinque Terre, è lungo 12 km. L’accesso al sentiero è a pagamento, perché molto spesso dopo le piogge autunnali alcune delle sue parti sono chiuse per la riparazione. Il costo varia a seconda del numero di parti aperte, di solito si tratta di 5-7 euro.

sentiero-azzurro5In realtà si tratta del sentiero numero 2 del CAI della Spezia e, tornando più indietro nel tempo, del sentiero utilizzato da sempre dagli abitanti per spostarsi a piedi tra i cinque borghi. Il sentiero parte da Riomaggiore per raggiungere Monterosso attraversando Manarola, Corniglia e Vernazza. La massima altitudine si tocca a Prevo, minuscola frazione di Vernazza, a circa 200 m s.l.m. Per percorrerlo interamente occorrono oltre 5 ore di cammino e lo si può considerare diviso in quattro distinte tratte.

Il primo tratto, tra Riomaggiore e Manarola, è ancor meglio conosciuto come Via dell’Amore. È il più corto (circa 1 km) ed è senza dubbio il più facile e lo si percorre in meno di mezz’ora. Il secondo tratto, tra Manarola e Corniglia, è lungo 2,8 km e richiede circa 1 ora di cammino. Il terzo tratto, tra Corniglia e Vernazza, è lungo 3,5 km e occorrono quasi 2 ore. Il quarto tratto, tra Vernazza e Monterosso al Mare, è il più lungo ed il più impegnativo. È lungo 3,8 km ed richiede non meno di 2 ore. Il dislivello complessivo del sentiero è di circa 600 metri, in larga parte concentrato nei due tratti più lunghi tra Corniglia e Monterosso al Mare.

sentiero-azzurro1L’itinerario da Riomaggiore a Monterosso e lungo circa 12 km e la quota massima (200) si tocca a Prevo, piccola ma caratteristica frazione di Vernazza. Il percorso è composto per lo più da sentieri  (8 km circa), mulattiere acciottolate e gradinate (2 km circa), il restante è formato dal lungomare di Via dell’Amore e da strade interne dei paesi. Questo è il sentiero N. 2 del C.A.I. della Spezia, ma è più conosciuto come il “sentiero azzurro“. L’intero percorso è segnalato da una striscia bianca e una azzurra. Se si esclude la “Via dell’Amore“, che risale agli anni trenta, è un tragitto antico molto conosciuto ai tempi della Repubblica di Genova, quando Vernazza era lo scalo e il mercato principale della zona. Per percorrere tutto il sentiero sono necessarie circa 5 ore e complessivamente si supera un dislivello di 500 m. Ma il tempo si raddoppia se si effettuano brevi visite ai borghi. L’ideale è avere almeno alcuni giorni a disposizione e dividere il percorso a tappe.

sentiero-azzurroE’ la conosciutissima Via dell’Amore. L’inizio del sentiero 592-1 (SVA2) è vicino alla stazione ferroviaria di Riomaggiore. Uscendo sulla sinistra si trova la scala di accesso con le rampe meccaniche per le persone diversamente abili; a Manarola invece è stata realizzata una rampa a declivio, pertanto con migliore accessibilità per carrozzine e sedie a rotelle. Tale infrastruttura consente anche a chi non è in grado di camminare, di poter godere del meraviglioso sentiero.

Pochi passi e si è subito a ridosso della scogliera a strapiombo sul mare. Lungo la via dell’Amore si possono ammirare le Arenarie zonate di Riomaggiore con gli strati a pieghe, a ginocchio, a cerniera, le impronte di carico, di corrente e i segni dell’erosione marina. La vegetazione esotica con agavi, pitosfori, fichi d’India e degli Ottentotti (Carpobrotus acinaciformis, originario del Sudafrica) si sono ben adattati al clima salmastro. Il finocchio di mare, il dauco marino, la violaciocca, la ruta e la rara Brassica robertiana (parente stretta con il più comune cavolo) vegetano tra le rupi più esposte ai venti. A monte la macchia mediterranea con l’euforbia arborea, lentisco, alaterno e pino d’Aleppo, riveste la superficie rocciosa. il volo dei gabbiani e dei balestrucci accompagna la passeggiata. L’ultimo tratto del percorso si trova sotto i vigneti terrazzati e sovrasta la stazione ferroviaria di Manarola. Per entrare in paese è necessario percorrere una galleria pedonale di circa 150 metri. A renderla meno anonima hanno pensato gli allievi dell’Accademia di Brera. Sotto la guida del maestro Lino Marzulli, gli studenti hanno realizzato alcuni affreschi ispirati alle Cinque Terre. Dislivello complessivo del sentiero 30 metri.

sentiero-azzurro3La frana del settembre 2012. La via dell’Amore ad oggi (aprile 2016) purtroppo non è percorribile se non per un breve tratto a partire dalla stazione di Manarola. Ciò a causa di una frana avvenuta nel settembre 2012 che ha causato il ferimento di 4 turiste australiane, che si sono completamente riprese dall’incidente. Anche se le autorità sono fortemente impegnate nel progetto di riapertura occorrerà ancora tempo.

Per riprendere il sentiero 592-2 (SVA2) occorre recarsi alla Marina di Manarola. Qui ci sono due possibilità, a seconda del tempo a disposizione. Chi non ha premura può percorrere la passeggiata “Birolli” che porta al Palaedo, dal nome dell’antico approdo. E’ un tratto di 250 metri costruito nel 1968 dai giovani di Manarola, che gira intorno alla Punta Bonfiglio. Sulla sua sommità recentemente volontari del paese hanno realizzato un parco giochi e un campo da bocce.

sentiero-azzurro2Altrimenti ci si arrampica sulla salita che porta al cimitero di Manarola, dove sulle sue mura a caratteri cubitali sono stati scritti alcuni versi del Cardarelli. Poco dopo il camposanto s’incontra il primo bivio, dove c’è una cappelletta della Madonna risalente al 1860. Il sentiero che sale sulla destra porta alla frazione di Volastra passando dal Poggio Le Croci. Mantenendo la sinistra, lato mare, si prosegue il cammino che adesso è praticamente in piano. In questo primissimo tratto del sentiero fitta è la macchia di lecci, mentre nei vigneti terrazzati abbandonati vegeta l’euforbia arborea che perde le foglie in estate quando va in riposo. L’ultimo tratto del percorso costeggia, per circa un chilometro ad un’altezza di trenta metri, lo spiaggione artificiale formatosi durante il lavori di costruzione della vecchia ferrovia.

I terrazzamenti abbandonati sono stati invasi dai rovi e vi nidifica l’occhiocotto dal canto stridulo, simile alla capinera ma con una macchia scura che arriva fino all’occhio cerchiato di rosso. Prima di arrivare alla stazione ferroviaria di Corniglia si raggiunge un terrapieno dove, fino agli anni sessanta, passava la ferrovia a un binario. Nella Valle Asciutta, ma, a dispetto del nome, si trovano due fontane. Attraversato il canale, si costeggia la spiaggia di Corniglia e si arriva alla stazione. Qui parte l’ultimo tratto impegnativo: i 377 gradini della scalinata Lardarina che portano in paese, a 90 metri sul livello del mare. Il dislivello complessivo dei sentiero è di 120 metri.

sentiero-azzurro9Il sentiero 592-3 (SVA2) costeggia i numerosi vigneti di Corniglia, attraversa la strada asfaltata per San Bernardino, e prosegue per il rustico ponte del Canale dove sotto scorrono le acque del Rio Groppo. Poco dopo c’è un bivio: il sentiero che sale a destra porta alle Case Fornacchi, mentre il 592-3 (SVA2) prosegue a sinistra, in piano, inoltrandosi negli oliveti. L’ambiente è ombroso e il terreno ricoperto da un prato, dove si trovano numerose piante: anemoni, orchidee e le spate verde chiaro del Gigaro, foglie infestanti che catturano gli insetti per l’impollinazione emanando un odore nauseante. Si prosegue il cammino attraversando il ponte a schiena d’asino del Canaletto, si risale negli oliveti fino a sbucare nella macchia mediterranea. A questo punto la mulattiera incontra la zona interessata dalla frana del Guvano e l’omonima, famosa spiaggia. Dall’alto si possono vedere i muraglioni di contenimento costruiti per proteggere la vecchia linea ferroviaria, la scogliera frangiflutti e le opere di canalizzazione delle acque. C’è anche un’arca di sosta attrezzata.

Il sentiero prosegue in leggera salita, fino a raggiungere l’abitato di Prevo. Poco prima s’incontra, sulla destra, una variante che sale a San Bernardino. Il sentiero costeggia in alto le case a grappolo sul mare. Subito dopo c’è la possibilità di effettuare un percorso alternativo, l’ex. 2/b, molto più panoramico del sentiero principale. Grazie a una scalinata sulla sinistra che scende negli oliveti sotto il paese e prosegue su un percorso pensile ricavato dal muro di sostegno di un terrazzamento.

sentiero-azzurro8Se, invece, si mantiene il sentiero principale incomincia la discesa verso Vernazza. Al termine di una serie di scalette il sentiero si ricongiunge con la variante ex. 2/b. Il cammino prosegue tra vigneti, macchia mediterranea dove spiccano l’euforbia arborea e la bocca di leone gialla, pianta piuttosto comune nelle Cinque Terre, ma rara altrove, essendo la sua presenza limitata alle zone nord occidentale del Mediterraneo. Si sovrasta l’abitato di Vernazza e ci si imbatte nel sentiero 507 (ex n. 7) che, sulla destra, sale per San Bernardino e la Cigoletta. Si continua a scendere costeggiando una torretta cilindrica d’avvistamento medievale. Ancora due tornanti e si arriva in paese.

Il tratto più impegnativo del Sentiero Azzurro ed indicato come 592-4 (SVA2). Bisogna percorrere via Ettore Vernazza, uscire dal paese e incominciare a salire verso il cimitero, che si costeggia. Si passa sopra un ponte seminascosto da vegetazione e muretti a secco. La mulattiera è in forte salita: in breve si raggiunge quota 150 metri, sul terrazzino di Costa Mesorano. Da questo momento si proseguirà, con un leggero saliscendi, fino alla precipitosa discesa verso Monterosso. Si costeggiano i terrazzamenti, dove, tra i muretti a secco, si rifugia la lucertola muraiola, una delle specie qui più diffuse.

sentiero-azzurro10Ci si inoltra nella macchia mediterranea che occupa alcuni terreni ormai abbandonati. La vegetazione è molto varia, si trovano il leccio, il corbezzolo, il lentisco, l’erica arborea, la ginestra, il ginepro. La mulattiera si restringe e il terreno può diventare scivoloso. Attenzione. Si supera il rio Molinaro e si raggiunge un’area di sosta attrezzata. Dirigendosi all’interno della valle dell’Acquapendente, si supera un ponticello a schiena d’asino: siamo a quota 140 metri. Ancora una leggera salita per superare l’ultima dorsale, poi inizia la discesa lungo una scomoda ma sicura scalinata di cemento, costruita su un’ antico tracciato che costeggia le alte mura degli orti. Ci si dirige verso punta Corone dove si vede un grosso bunker militare. Poco dopo il sentiero si biforca, un tratto raggiunge il paese passando dietro il palazzo comunale e arriva in piazza Garibaldi, l’altro seguirà la costa fino ad arrivare alla passeggiata a mare.

 

 

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