On the road dalle isole Svalbard a Bergen

bergen2Tra tutte le regioni della Norvegia l’arcipelago delle Svalbard è l’ultima frontiera del viaggiatore. Domani, mercoledì 7 dicembre, ritorna On the road, il programma della musica in viaggio di http://www.radiobarrio.it

Qui il podcast della puntata.

Chi arriva qui ha deciso di sfidare la propria sete di avventura, oltre a un clima tra i più inospitali del pianeta: il freddo artico, battuto da venti di tempesta, in un ambiente dove rocce, ghiaccio e neve seducono gli assetati di conoscenza. Al clima e al paesaggio particolari si aggiungono curiosità irresistibili, che fanno delle Svalbard un luogo ai confini della realtà: a seguito del Trattato internazionale delle Svalbard, firmato nei primi decenni del Novecento, la Norvegia ha la sovranità sulle isole ma tutti i paesi firmatari possono sfruttare le risorse dell’arcipelago e svilupparne l’economia. Inoltre non sono richiesti particolari requisiti per avere la residenza: tutti i cittadini dei paesi aderenti godono del principio di non-discriminazione, e sono i benvenuti in questa terra tra i ghiacci.

L’arcipelago delle Svalbard, il cui nome significa “costa fredda”, è formato da tantissime isole di dimensioni diverse. Le tre più importanti sono Spitsbergen, letteralmente “montagna a punta”, che ha una superficie di 37.673 kmq, Nordaustlandet, “terra di nord-est”, di 14.443 kmq, e infine l’isola di Edgeøya con superficie di 5.074 kmq. Ma si possono citare altre isole minori come Barentsøya (1.288 kmq), Kvitøya (682 kmq), Prins Karls Forland (615 kmq), e Kongsøya (191 kmq).

bergenIn questo ambiente incontaminato succede di incontrare gli animali selvatici e di poterli osservare indisturbati nel loro habitat naturale. Ecco che si fa conoscenza con la volpe artica, diversi tipi di foche, beluga, balene minke, topi muschiati, i grandi e possenti orsi polari, i trichechi, le renne, i gufi artici e un gran numero di uccelli migratori in estate. Per godere appieno la natura delle Svalbard vengono organizzate escursioni e crociere di alcuni giorni. Si può andare in escursione anche da soli, ma per avere il permesso è necessario specificare in anticipo quale percorso si intende seguire, e soprattutto bisogna essere pronti a incontrare avversità climatiche e animali non sempre pacifici. Per proteggersi dagli orsi affamati è meglio viaggiare con una guida, magari dotata di fucile.

L’isola di Spitsbergen è l’unica con una popolazione permanente di circa 3 mila anime, e oltre la metà degli abitanti vive nella capitale, Longyearbyen. A causa del già citato Trattato delle Svalbard, una folta comunità russa ha risieduto a lungo a Pyramiden per sfruttare le miniere di carbone della zona, ma l’attività è ormai stata abbandonata. L’isola ha rilievi imponenti e spettacolari, e il suo stesso nome fu deciso dall’esploratore Barents che era rimasto colpito dalla “spits bergen”, la montagna a punta.

Tra le manifestazioni annuali che si svolgono a Longyearbyen ricordatevi il Bluesfestival di ottobre e il Jazzfestival di gennaio. La maggior parte degli eventi si svolgono presso l’Huset, dove si tengono altri concerti durante l’anno. Un appuntamento musicale tradizionale è quello dell’8 marzo… non per la festa della donna, ma per il ritorno del sole nella città di Longyearbyen dopo il buio dell’inverno.

svalbardSvalbard significa clima e luce particolari. Per la zona che arriva fino al 78° di latitudine, in corrispondenza della capitale Longyearbyen, il periodo migliore di visita è sicuramente l’estate, particolaremente lunga visto che ci troviamo a poco più di 1000 km dal Polo Nord. A causa dell’inclinazione dell’asse terrestre le regioni artiche hanno due diversi periodi di illuminazione: una stagione invernale buia e gelida, con il sole che alle Svalbard si mantiene sotto l’orizzonte dal 26 ottobre al 15 febbraio (notte polare) e temperature molto fredde (massime medie intorno ai -12 / -14°C e minime che scendono tranquillamente a -20 / -22°C). Il mare ghiaccia a partire da fine dicembre e solitamente rimane ghiacciato fino a inizio maggio. In estate viceversa si osserva il fenomeno del sole di mezzanotte dal 20 aprile al 23 agosto. In luglio le massime medie diurne si aggirano sui 7°C e le minime sui 2-3°C, e l’aqua del mare si scalda ma arriva a un massimo di 4°C.

Tromso è la città più settentrionale della Norvegia, una meta perfetta per chi possiede lo spirito romatico del vero viaggiatore, che non ha paura delle avversità climatiche e che trova ispirazione nei paesaggi sconfinati di frontiera, battuti dai gelidi venti del nord. Lontana dalle classiche zone turistiche, 250 km a nord di Narvik e dalla zona delle Isole Lofoten, Tromso (pronunciata “troumso”) è avvolta da un’aura affascinante che avvolge tutto il porto, un importante snodo commerciale posto quasi 400 km a nord del Circolo Polare Artico. La sua fortuna si chiama Corrente del Golfo: è lei che riesce a spingersi fino a queste latitudini e a mantenere scongelate le acque del mare anche in pieno inverno. Tromso in realtà si trova su una piccola isola, separata però dal mare aperto dalla grande isola di Kvaloya, che si trova appena più a nord. Tromso è unita a questa isola da un ponte, mentre un secondo ponte (Bruvegen) la unisce alla terraferma.

svalbard3La sua elevata latitudine fa di Tromso una città da sperimentare, con stagioni tutte particolari, fatte di lunghi periodi di luce e buio che si alternano nell’arco di un anno. Alcune manifestazioni celebrano proprio questa caratteristica, come la Maratona del sole di mezzanotte che si corre in giugno dal lontano 1989. Più recentemente è stata introdotta una mezza maratona della Notte Polare.

In effetti l’inverno è molto attivo dal punto di vista culturale. Gennaio è il periodo dei due principali festival cittadini: il Nordlysfestivalen è il festival dell’aurora boreale, e il Tromsø International Film Festival è un’importante manifestazione cinematografica. Lo stesso mese si chiude con la festa del Soldagen, ovvero il giorno del sole, quando la nostra stella ritorna a farsi vedere nei cieli di Tromso. Per consultare il calendario degli eventi o studiare le possibili escursioni della zona recatevi all’Ufficio Turistico cittadino. Il Tourist Information Office si trova in Kirkegata 2, vicino al centro e al porto, è sempre aperto ma con orari variabili a seconda della stagione: in autunno, inverno e primavera (maggio compreso) è aperto dalle 9.00 alle 16.00; in estate l’orario di apertura va dalle 9.00 alle 18.00.

Se vi trovate a Tromso tra settembre e l’inizio di aprile, all’Ufficio Turistico troverete informazioni sui tour organizzati per vedere l’aurora boreale. Per godere delle cosiddette luci del nord (northern lights) è necessario trovarsi in zone buie, lontane dalle luci artificiali, e soprattutto avere a disposizione un bel cielo sereno. Per la complessità del territorio norvegese – ricco di montagne, fiordi e isole – anche in caso di perturbazioni atmosferiche è quasi sempre possibile trovare luoghi con il cielo limpido. Proprio per scovare i luoghi giusti vengono organizzate delle escursioni a tema, ideali per chi sta a Tromso per poche notti e non è munito di una propria auto. Il costo di una serata organizzata, che in genere inzia intorno alle 18 e termina all’una di notte, si aggira intorno ai 120-150 euro a persona, e dà buone possibilità di vedere un’aurora boreale, specialmente negli anni anni di massimo solare come il 2013 e 2014, e tra il 2020 e il 2024. Per chi vuole cercare l’aurora per conto proprio il posto migliore sull’isola di Tromso è sulle sponde meridionali del lago di Prestvannet, raggiungibile a piedi in 20 minuti dal centro. In alternativa c’è la zona del campeggio di Tromsdalen, che si trova ad est del Bruvegen.

imagesDa vedere a Tromso c’è la cattedrale cittadina (Domkirke), non proprio imponente ma affiancata da un bel campanile. Nelle vicinanze si apre la piazza centrale di Tromso, chiamata Stortorget, dove si tiene il mercato giornaliero. Un’altra chiesa degna di nota è la moderna Ishavskatedralen, una cattedrale particolare con un’architettura che ricorda quella delle costruzioni in ghiaccio. Si trova a est del centro storico, al termine del ponte che conduce a Tromsdalen, ed è famosa per l’immensa vetrata dipinta, tra le più grandi del continente europeo.

Come accade in molte città norvegesi sono i musei a offrire gli spunti più interessanti, oltre a rappresentare una salvezza nei giorni di maltempo, non così rari in queste zone. Da vedere il Museo d’arte della Norvegia del Nord, il Nordnorsk Kunstmuseum, che contiene opere d’arte tra cui alcuni dipinti di Edvard Munch.

tromsoUn museo tematico che bene si addice ai luoghi circostanti è il Polar Museum, dedicato al Circolo Polare Artico e alla conquista delle regioni polari della terra. Argomento caro ai norvegesi, che vantano uno degli asploratori più famosi al mondo, Roald Amundsen, il primo ad aver raggiunto il polo sud, morto in un disastro aereo mentre cercava di rintracciare i superstiti del Norgem, il dirigibile guidato dal nostro Nobile precipitato nei ghiacci polari. Infine Polaria, un altro luogo dove si parla di Artide e affini, con un acquario artico, un cinema panoramico, esposizioni scientifiche e intrattenimenti a tema che piaceranno molto ai più piccoli.

Per gli amanti dell’alta quota, se la giornata è limpida, vale la pena di salire in cima al monte Storsteinen, comodamente raggiungibile con una funicolare (fjellheisen) e dotato di terrazza panoramica con ristorante. Da qui si ammirano in un solo sguardo tutti i tetti della città, lo spettacolo delle montagne e dei fiordi circostanti.

La graziosa cittadina di Alta si trova nella parte centro-occidentale della contea di Finnmark, ben oltre il Circolo Polare Artico, all’estremità settentrionale della penisola scandinava. Nonostante la latitudine è un angolo di paradiso che gode di un clima relativamente mite. A consacrare Alta tra le località turistiche più amate della Norvegia ci hanno pensato le sue incisioni rupestri, le più antiche testimonianze preistoriche del paese, che le sono valse il riconoscimento da parte dell’UNESCO come Bene Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Tra le attrattive della città, oltre al rinomato Museo di Alta contenente alcuni antichi petroglifi, spicca il lussureggiante Canyon di Sautso-Alta, un luogo mozzafiato non molto distante dal centro.

villaggio-di-pescatori-con-tipiche-casette-palaffite-rosse-rorbuer-lofoten-norvegiaIl fiume Altaelva, che scorre poche centinaia di metri a est del cuore cittadino, un tempo era luogo di pesca per i sami e una popolare meta di villeggiatura per gli aristocratici inglesi del XIX secolo amanti della vita all’aria aperta. Verso la fine degli anni ’70 Alta ed il suo fiume si trovarono al centro di feroci polemiche ambientaliste scatenate dalla costruzione di una centrale idroelettrica e dell’Altadammen, una diga alta 100 m sul corso del torrente. Oggi l’economia della città si basa sulla piccola e media industria ma soprattutto sul turismo, incentivato dalla presenza di un importante porto marittimo e di un piccolo scalo aereo.

Sviluppata su un lungo tratto costiero di quasi 15 km, Alta è piuttosto estesa per essere un centro di circa 15.000 abitanti. I due nuclei principali distano poco meno di 2 km l’uno dall’altro: sono Bossekop, sulle colline verso ovest, e Sentrum, nella zona centrale, caratterizzato da anonimi isolati di edifici residenziali, parcheggi e da una piazza centrale chiusa al traffico. Nel cuore del centro si trovano la chiesa del 1858, che rappresenta l’unico edificio sopravvissuto ai bombardamenti della seconda guerra mondiale, e l’Altagard, sede amministrativa e comando militare regionale, costruito nel XVIII secolo ma profondamente restaurato nel 1956. A dominare la cittadina è il Komsafjell, un’altura di 212 m ai piedi della quale furono rinvenute le prime tracce d’insediamenti umani del Finnmark, appartenuti alla civiltà dei komsa, che si stabilirono sulle coste intorno al VII millennio a.C. e vivevano essenzialmente di pesca.

downloadNonostante il clima di Bergen sia tra i più uggiosi e umidi dell’Europa, questa città norvegese adagiata lungo il Byfjorden merita una visita per i paesaggi spettacolari che l’abbracciano. Una città tutta da esplorare e da vivere, Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO, con alcune testimonianze storiche di grande importanza tra cui il celebre quartiere di Bryggen. Per toccare le attrattive principali di Bergen ci si può accontentare di una giornata. Tuttavia, solo allungando la vacanza di qualche giorno si assaporano davvero le atmosfere della città, che cambia volto a seconda della luce, e con una settimana a disposizione si apprezzano anche i numerosi musei.

Bergen si avvolge in modo spettacolare attorno al porto di Vagen, una profonda insenatura che separa il Bryggen, il quartiere storico di legno, dal centro più moderno della città. Per cogliere l’assetto urbano e ammirare il centro dall’alto è obbligatoria la salita al monte Floyfjellet. Si può utilizzare la storica funicolare del 1918 e, una volta sulla cima, scattare fotografie indimenticabili o avventurarsi per qualche sentiero tra i boschi e i laghetti intorno a Floyen.

Il Bryggen è il cuore storico di Bergen, e la serie di casette colorate che si affacciano sul Vagen sono forse lo scorcio più pittoresco della città. Il quartiere risale ai tempi della Lega Anseatica e dei commerci con la Germania: le belle costruzioni in legno con la facciata a timpano sono magazzini di origine medievale, in gran parte ricostruiti dopo un furioso incendio che li distrusse all’inizio del Settecento. Ora i magazzini si sono trasformati in ristoranti, negozi di souvenir, botteghe d’arte e bar. Nel Bryggen visitate il Bryggens Museum e la bella chiesa di Mariakirken.

images-3Al confine del Bryggen e all’estremità del Vagen, nel cosiddetto Torget, c’è il bellissimo mercato del pesce di Bergen, una delle attrazzioni più famose della città. In fondo sono solo semplici bancarelle di pescatori, ma qui, anche nelle giornate più buie e piovose, la grande quantità di pesce, frutta, verdura e oggetti artigianali dà un tocco di colore alla città, in un clima da fiera paesana. Gustate il pesce direttamenete al mercato, nelle aree ristoro accanto alle bancarelle, con sedie e tavolini. E’ facile trovare studenti italiani che lavorano tra gli stand, e che vi proporranno deliziosi menù di pesce crudo o cotto a vapore. Merluzzo, sgombro, crostacei, ma anche carne di balena (per chi non prova rimorsi) sono le specialità del mercato, che hanno prezzi decisamente interessanti rispetto al normale costo della vita in Norvegia. Da vedere vicino al mercato del pesce, ad est del Torget, la chiesa di Korskirken e la austera statua di Larsen, con case bianche e celesti sullo sfondo.

Per le giornate di pioggia – che in Norvegia sono da mettere in conto – ci sono innumerevoli musei pronti a offrirvi un riparo e raccontarvi notizie interessanti su Bergen e dintorni. La lista è lunga: si possono citare, a titolo di esempio, il Bueckorps Museet (museo degli arcieri), il Bergen Kunstmuseum (museo d’arte di Bergen) con opere di Edvard Munch, il De Naturhistoriske Samlingee dedicato alla geologia, alla botanica e alla zoologia, con notevoli cetacei, il Bergens Siofartsmuseum sulla storia della navigazione e la vicina collezione del Kulturhistoriske Samlinger, il Lepramuseet, la Bergen Billedgalleri e tanto altro ancora.

images-1Nella penisola di Nordnes, raggiungibile dopo una bella passeggiata attraverso il quartiere di Torgalmenningen, potrete godere degli scorci sul Bryggen ma anche visitare il bellissimo Akvariet, per la gioia dei bambini e degli adulti. Qui potrete assistere a interessanti lezioni didattiche pratiche su pinguini e foche, esplorare le vasche tattili dove provare l’emozione di accarezzare alcune specie viventi, e vedere una collezzione di una quarantina di vasche, ben curate e popolate di organismi marini e d’acqua dolce.

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