On the road alla scoperta delle location delle prove di Ozaki

Johnny Utah é un ex atleta di sport estremi che ha finito la sua carriera a seguito della tragica morte di un suo amico durante una corsa di moto cross. Per espiare questa colpa si unisce all’FBI e gli viene affidato l’incarico di catturare una banda di rapinatori che, come lui, sono atleti di sport estremi, ma per catturarli dovrà fingersi uno di loro. Ma le riprese dove sono state girate? Scopritelo domani, mercoledì 22 febbraio, durante la puntata del programma della musica in viaggio di http://www.radiobarrio.it

point-break-7Caineville, Utah (USA). La chiamano “Swingarm City“, la città dei forcelloni, perché questa località statunitense è la mecca del motocross mondiale con miglia e miglia di terreno ondulato e polveroso. E non a caso Utah nel film percorre alcune delle tracce più estreme della zona.

cascate-ingaForza Emergente, far rafting sulle rapide Inga. Le Cascate Inga si trovano a 40 km da Matadi, nella Repubblica Democratica del Congo, dove il fiume Congo compie un salto di 96 metri. Sono, per portata media, la più grandi cascate al mondo, con 42.476 m³/s. La sua portata massima è stata di 70.793 m³/s. Su queste cascate sono presenti due grandi dighe (dighe Inga) per la produzione di energia elettrica. Altre due sono in progetto, una delle quali sarà la più grande al mondo per quantità di energia elettrica prodotta.

everestOrigine del cielo – fare base kumping dalla cima dell’Everest. Il monte Everest (pron. /ˈɛverest/[2]) è la vetta più alta del continente asiatico e della Terra con i suoi 8 848 m di altitudine s.l.m., situato nella catena dell’Himalaya assieme ad altri ottomila, al confine fra Cina e Nepal. Rientra dunque nelle cosiddette Seven Summits del Pianeta. Le tre creste sono: cresta nord-est: divide le pareti nord ed est e inizia dal passo di Rapiu La (6 548 m). A metà cresta si diparte la cresta nord che procede verso settentrione fino al Colle Nord (7 066 m) che la congiunge al Changtse (7 543 m). La cresta nord divide così il ghiacciaio Rongbuk in una parte orientale e in una occidentale; cresta sud-est: divide le pareti sud-ovest ed est e inizia dal Colle Sud (7 906 m) che congiunge l’Everest con il Lhotse (8 516 m); cresta ovest: divide le pareti nord e sud-ovest e inizia dal passo di Lho La (6 026 m) che congiunge l’Everest con il Khumbutse (6 636 m).

sotano-golondrinasRisveglio della Terra – salto da mille piedi dentro la caverna sotterranea chiamata “The Cave of the Swallows”. Il Sótano de las Golondrinas è una grotta carsica situata presso il villaggio de Aquismón, nello Stato di San Luis Potosí (Messico). La sua profondità è di 376 metri in caduta libera. L’apertura ha un diametro di quasi 60 metri, mentre il fondo ha un’apertura massima di 300 x 60 metri, cioè tre campi da calcio. Le grotte sono state teatro nel 1993 di una delle numerose imprese del paracadutista estremo Patrick de Gayardon il quale, partendo da un elicottero, si è lanciato dentro il Sotano. L’apertura del paracadute era possibile solo dopo i primi 150 metri dentro il buco, troppo stretto per entrare in sicurezza con il paracadute aperto. Le immagini sono diventate materiale di uno spot televisivo per gli orologi Sector (sponsor di Gayardon) alla fine degli anni novanta. Sótano de las golondrinas (Messico).

Utah non è certo il primo a tuffarsi dentro questa grotta carsica presso il villaggio de Aquismón, nello Stato di San Luis Potosí: nel 1993 il Sótano de las golondrinas fu teatro di una delle imprese estreme di Patrick de Gayardon, che vi si lanciò da un elicottero aprendo il paracadute solo una volta superato il foro d’ingresso: la grotta è profonda 376 metri, e l’apertura un diametro di quasi 60. Quelle immagini diventarono uno degli spot più iconici della Sector, mentre oggi la grotta è meta usuale di jumper, oltre che la casa di rondoni e parrocchetti.

point-breakVita dell’Acqua – Cavalcare onde giganti Le scene di surf si vedono all’inizio e poi di nuovo alla fine del film. La prima sequenza, ambientata sulle coste francesi, è stata girata in realtà vicino a Tahiti, nella Polinesia francese, alla famosa barriera di Teahupoo nel Pacifico, dove nel settembre del 2014, le onde erano alte come montagne. È qui che Utah lancia la sua tavola su un’onda enorme per attirare l’attenzione di Bodhi e fargli credere che lui è semplicemente un altro drogato di adrenalina, desideroso di partecipare alla più grande festa di surfisti del pianeta. Il rispettato filmmaker Philip Boston, regista del documentario sulle onde giganti “The Billabong Odyssey” del 2003, si è unito al team di regia come secondo regista per le scene di azione sulle onde. Il campione australiano di surf, Dylan Longbottom, ha fatto da controfigura a Bodhi, mentre i surfer professionisti Billy Kemper, Bruce Irons e Laurence “Laurie” Towner hanno fatto le controfigure a Utah.

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A portata di mano c’era anche il leggendario Laird Hamilton, pioniere della tecnica del “tow-in”, che ha reso possibile il surf su onde molto distanti e che ha un cameo nel ruolo del pilota di jet sky che trasporta la tavola di Utah in posizione. “Capita spesso che il surf nei film sia stereotipato e terribile”, ammette Hamilton. “In questo film, Ericson ha fatto di tutto per renderlo il più vero possibile, scegliendo i migliori surfer e andando nel posto dove ci sono le onde più grandi del mondo. Il suo obiettivo era di catturare l’essenza di quello che fanno questi atleti e portarla sullo schermo, e penso ci sia riuscito”. Longbottom, talentuoso creatore di tavole, utilizzate nelle scene di surf, considera Teahupoo uno dei posti più pericolosi del pianeta e rivela come i filmmaker abbiano voluto aspettare fino al momento perfetto. “Il culmine della storia, con i surfer professionisti Ian Walsh e Makuakai Rothman, è ambientato a Cortes Bank, sulle coste della California del sud, ma girato in realtà presso il celebre Peahi Break, meglio conosciuto come “Jaws”, sulle coste dell’isola hawaiana di Maui. Aspettando le onde più alte, i filmmaker hanno cominciato a controllare i grafici nel Novembre del 2013 e sono stati premiati con delle onde formidabili nel tardo gennaio 2014. Core ricorda che: “Sono state le onde più alte da un decennio; più di venticinque metri. Molti dei surfisti nati e cresciuti a Maui non avevano mai visto onde così alte”.

 

point-break5Vita del Vento – Volo in wingsuit Per testare il fegato di Utah, Bodhi lo invita a partecipare alla loro prossima sfida, Vita del Vento, un volo in wingsuit che li porterà a lanciarsi da cime altissime a picco sui prati sottostanti. Per prepararsi alla scena, Core ha contattato il famoso BASE-jumper e pilota di volo in wingsuit, Jeb Corliss. Costretto in quel momento a rimanere fermo a causa di un infortunio, Corliss ha firmato la sua partecipazione come consulente tecnico, aiutando a mettere insieme un team internazionale da sogno di piloti professionisti di wingsuit, per realizzare un volo di gruppo: il freestyler Michael Swanson, come controfigura di Bodhi; il paracadutista e cameraman Jon Devore, come coordinatore degli stunt aerei e controfigura di Utah e i piloti di wingsuit, di livello internazionale, Noah Bahnson e Julian Boulle, come controfigure di Roach e Grommet. Jhonathan Florez, che ha raggiunto quattro record del Guinness Mondiale dei Primati, con un salto di oltre undicimila metri nel 2012 e il famoso paracadutista e documentarista, James Boole, che è sopravvissuto a un incidente in cui si è spezzato la schiena nel 2009, hanno condiviso il difficile compito di volare in coda alla formazione con telecamere RED montate sul casco, per riprendere l’azione dall’alto.

 

Abbiamo davvero spinto questo sport oltre il limite”, dice Core. “Non solo abbiamo ripreso un autentico volo alare, ma lo abbiamo fatto in un modo che nessuno aveva mai sperimentato prima di noi: cinque persone che volano in formazione, in uno spazio angusto, a velocità incredibile. E per creare la sequenza hanno volato più volte, è stato straordinario”. Corliss, che vola, in una forma o nell’altra, da oltre venti anni, conferma: “Questa è una sequenza incredibilmente complicata. In generale il volo in wingsuit è complicato: per volare in modo relativamente sicuro, ad alta velocità, in prossimità del terreno, sono necessari molti, molti anni di training. Farlo come gruppo è ancora più complesso. Si deve lavorare comunicando attraverso la radio. La persona che si trova in coda avvisa gli altri, se bisogna rallentare o 18     aumentare la velocità o girare a destra o a sinistra. Credo sinceramente che questi siano i migliori piloti di volo in tuta alare che esistano e che questo sia il più grande stunt mai realizzato da un uomo. Quando il pubblico vedrà questa sequenza sul grande schermo, non potrà fare a meno di rimanere a bocca aperta”.

point-break4È stato Corliss a suggerire di girare nei pressi della piccola città di Lauterbrunnen, nell’area di Jungfrau, nelle Alpi svizzere, e dentro il famigerato “Crack”, una crepa gigante nella montagna, vicino a Walenstadt, conosciuta dai wingsuiters di tutto il mondo, per poi combinare i video delle due location in un unico, spettacolare filmato. Dice Devore: “I protagonisti della storia stanno tentando di realizzare le imprese più incredibili, quindi per la sequenza del wingsuit non volevamo volare solamente sopra la terra, ma anche in mezzo, cosa che è possibile fare a Walenstadt: è un luogo dove si trova una crepa gigante, una spaccatura nella terra, nella quale abbiamo volato, uscendo dall’estremità opposta e avendo rocce sui due lati. È una situazione senza uscita, cioè non si può volare via lateralmente o aprire il paracadute”. Richiamando uno dei temi fondamentali del film, aggiunge “ Ti prendi l’impegno di superare il tuo limite e poi lo devi mantenere”.

point-break6Vita del Ghiaccio – Snowboarding Dopo la sua avventura di wingsuit flying, Utah ritiene di essere entrato nella banda di Bodhi ed è pronto a fare il prossimo salto nel buio, qualsiasi esso sia. Questo vuol dire pregare Pappas e Hall perché continuino a tenerlo in incognito, nonostante i loro crescenti dubbi su quello che effettivamente stia diventando l’obiettivo di Utah. La prova successiva, Vita del Ghiaccio, Bodhi vuole superarla facendo snowboard sulla rocciosa e ghiacciata facciata di una montagna vicino al Monte Bianco, nelle Alpi italiane. Per realizzare questa sequenza, un piccolo gruppo di membri chiave della squadra, si è accampato vicino a Courmayeur in Italia. Xavier De Le Rue, sette volte campione di snowboard, insieme alle Medaglie d’Oro Olimpiche, Iouri Podladtchikov, Ralph Backstrom, Mitch Toelderer e ad altri snowboarder professionisti, ha fatto da controfigura a Utah, a Bodhi e ai suoi compagni, mentre si catapultano giù dalla montagna a una velocità tra i 50 e i 100 chilometri orari.

“Il nostro capo snowboarder, Xavier, è uno dei migliori del mondo per le discese freestyle da da grandi montagne”, afferma Core. “Ci ha aiutato a trovare una location unica. È 19     anche un filmmaker a modo suo, quindi ha collaborato alle decisioni su dove mettere le telecamere. Alla fine, quando è stato chiaro che nessuno poteva stargli dietro, gli ho dato una telecamera e ha ripreso gran parte di quello che succedeva nelle discese, perché era l’unico così bravo da riuscire a scendere per quei pendii incredibili e allo stesso tempo a maneggiare una telecamera RED”. De Le Rue afferma: “Non ho mai visto un film di Hollywood che mostrasse una scena di snowboard davvero credibile, quindi il nostro obiettivo era di realizzare qualcosa che tutti riconoscessero come autentico e non solo il pubblico ampio, ma anche gli snowboarders più navigati”.

L’instabilità dello strato di neve è sempre un problema e le valanghe sono una continua minaccia. Quindi, con la sicurezza come prima preoccupazione, abbiamo fatto consultazioni giornaliere con guide di montagna locali e con il Centro italiano di Consulenza sulle Valanghe, organizzando la scaletta giornaliera e la scelta delle location in base ai loro consigli. Siamo rimasti sempre in grande allerta per tutto il tempo. Delle tre settimane e mezzo concesse per girare, la squadra è riuscita a lavorare solo undici giorni”. “La sequenza di snowboard è stata girata due volte e abbiamo affrontato situazioni diverse entrambe le volte”, ricorda Core. “Eravamo tutti legati. Stavo usando una telecamera, proprio quando una delle valanghe più grandi è precipitata davanti a me”. “Nelle discese da alte montagne ci sono molti tipi di pericoli, di cui il numero uno è la neve stessa, perché è un elemento difficile da controllare”, evidenzia De Le Rue.

point-break2Possono esserci delle crepe o delle slavine, che possono seppellirti o buttarti giù tra le rocce. Quindi devi sempre tenere queste situazioni sotto controllo, oltre a gestire la spinta della velocità mentre corri su quelle rocce. Ci sono molte variabili, quindi devi rimanere concentrato e lasciare ampi margini in ogni movimento che fai. Mai affrettarsi e mai farsi prendere la mano dal grande divertimento che stai vivendo in quella giornata”. Il rischio è stato amplificato dall’abbinamento di due o quattro snowboarder su uno stesso pendio, cosa che non viene quasi mai fatta, perché lo snowboarder in testa potrebbe alzare della neve che impedisce la visibilità a chi sta dietro, motivo per cui la comunicazione e la pianificazione tra i nostri performer è stata vitale “È stato tutto molto tecnico,” dice De Le Rue, “ma nel complesso, una fantastica esperienza”.

point-break-3Padrone delle Sei Vite– Arrampicata libera Le prime sei prove di Ozaki funzionano con la gravità, ma la settima prova va contro la legge di gravità, perché si sale invece di scendere; per questa impresa non c’è miglior posto della parete di roccia lungo le cascate più alte del mondo, le Angel Falls, in Venezuela. Nel momento in cui arriva Bodhi, la sua relazione con Utah è cambiata radicalmente e quindi la loro scalata diventa più una resa dei conti che uno sforzo condiviso, rendendo quest’arrampicata libera ancora più pericolosa. Chris Sharma, uno dei più importanti freeclimbers del mondo, ha contribuito a trasformare in realtà, la visione del regista di questa memorabile arrampicata libera. Sharma non ha solo guidato il team, che include Dani Andrada come controfigura di Bodhi, ma ha anche fatto la controfigura di Utah, oltre a scegliere la location.

Vista la sua esperienza e conoscenza dei possibili pericoli, Sharma è stato anche coinvolto nell’organizzazione delle misure di sicurezza volute della produzione, come la messa in sicurezza dei cordoni, fatta da esperti arrivati un mese prima dell’unità di ripresa. I primi piani degli attori sono stati girati a un’altezza di oltre 60 metri sulla facciata di una parete rocciosa preparata apposta per loro, a pochi minuti di distanza dalle Angel Falls e anche loro hanno sentito tutta la maestosità di questo luogo. Ramirez, nato in Venezuela, riconosce che “le Angel Falls si trovano in un’area chiamata Canaima, un parco nazionale, probabilmente uno dei pochi posti ancora inesplorati sulla faccia della terra e anche uno dei più belli. È molto importante essere venezuelano e ritrovarsi a girare un film, in uno dei luoghi più spettacolari del mio paese. È un posto sacro, che pochi esseri  umani hanno avuto la fortuna di vedere e io sono stato felice, non solo di poter essere qui, ma di avere avuto l’opportunità di mostrarlo al resto del mondo, per di più in una maniera così incredibile”.

point-breakAtto di Fede Estrema L’ottava e ultima prova, l’Atto di Fede Estrema, è qualcosa che Bodhi e Utah non possono pianificare e che capiranno solo mentre accade, cosa che i filmmaker sperano colga il pubblico di sorpresa. Oltre alle scene delle Otto prove di Ozaki, i motociclisti Steve Haughelstine e Dustin Nowak hanno realizzato la mozzafiato corsa inziale, lungo un isolato crinale nello Utah, a Swingarm City. Poi, i famosi motociclisti Riley Harper e Oakley Lehman se la sono spassata, interpretando Utah e Bodhi, che s’inseguono in una corsa in moto da cross giù da una collina, per poi lanciarsi in mezzo a una foresta, vicino al piccolo villaggio di montagna di Flattach, in Austria, un luogo nascosto, selezionato come posto dove far avvenire un’esplosione con la dinamite e dove le cose per il gruppo cominciano a essere davvero pericolose. Dice Harper: “Abbiamo avuto tre settimane per organizzarci e preparare le moto, testare le rampe e rinforzare i parapetti, in modo da non cadere da questi dirupi alti oltre cento metri”. “Uno degli aspetti che preferisco del film”, osserva Broderick Johnson, “è come, nel mezzo di queste azioni spettacolari, nei personaggi ci sia un grande conflitto e forti emozioni. Vediamo Bodhi e Utah fermi su una strada di montagna, dove Bodhi progetta di far esplodere una miniera d’oro e Utah cerca di fermarlo. È una scena drammatica, con esplosioni e frane e un inseguimento in motocicletta, ma è anche il punto di svolta del film e della loro relazione”.

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