Da Treviso a Jesolo, lungo la greenway del Sile

Cinquantadue chilometri alla scoperta del Sile. E poi giù fino al mare. Alla scoperta delle spiagge di Jesolo. È il percorso della ciclovia che, inaugurata più di un anno fa, collega la città di Treviso con Jesolo, lungo il percorso del fiume veneto.

La greenway, una delle tante che costeggiano il Veneto, segue il corso del fiume Sile lungo la restera da Treviso fino alla torre del Caigo nel comune di Jesolo. E da qui, punto in cui la ciclovia si interrompe si può proseguire  lungo ciclabili urbane o strade a basso scorrimento per poi raggiungere il Lido di Jesolo e quello del Cavallino”, e accedere direttamente alle spiagge.

La greenway del Sile inizia nella zona delle risorgive, tra Casacorba di Albaredo  e Torreselle di Piombino Dese, prosegue per strade bianche alternate a strade a basso scorrimento fino alla periferia sud-ovest di Treviso. Ma la ciclovia vera e propria ha inizio dove un tempo le bestie da soma trainavano i barconi fluviali. Lì lungo il Sile da dove parte via Alzaia. Nei pressi del muro la strada segue la sponda sinistra del Sile che poi scende sinuosa tra testimonianze di archeologia industriale fino alla chiusa di Silea. Qui si passa sul lato destro, attraversando poco dopo l’affascinante cimitero dei burci e il pittoresco abitato di Casier.

La pista segue quindi le anse del fiume fino a Lughignano, per abbandonarle e poi  riprenderle. A Rivalta si passa su una strada fino a lambire le prime propaggini di Casale sul Sile, dove la pista attraversa il fiume e passa sulla riva sinistra, proseguendo per alcuni chilometri.

A Musestre, frazione di Roncade, la ciclabile incrocia la torre di Everardo, tutto ciò che rimane del castello di epoca longobarda, e dopo aver attraversato il fiume che dà il nome alla frazione, passa nuovamente sul lato destro del fiume. Da qui le anse del Sile la conducono a lambire la tenuta di Ca’ Tron e finalmente a raggiungere l’abitato di Portegrandi, foce del fiume fino alla creazione del “taglio” per mano veneziana nel 1683. Attraversata la chiusa la ciclabile entra sulla gronda lagunare, che percorre per ben 11 km fino a quando il Sile confluisce nella Piave vecchia a Caposile.

Proseguendo diritti in direzione di Caposile, un ponte di barche permette di raggiungere il punto della confluenza tra i due fiumi. Qui, a fianco del pittoresco ponte a bilanciere datato 1927 inizia la ciclabile che conduce fino a San Donà di Piave.

Chi invece volesse proseguire verso Jesolo dovrà svoltare a destra circa 200 metri prima del ponte di barche, dove una strada bianca di recente realizzazione piega verso la laguna costeggiando una boscaglia. Il tragitto prosegue lungo la gronda lagunare per circa 3 km, per poi distaccarsene e, costeggiato un altro boschetto, attraversare via Salsi ricongiungendosi al corso della Piave vecchia. Da qui si prosegue per altri 3,5 km su strade bianche seguendo le anse del fiume, fino ai resti dell’antica torre del Caigo. La ciclabile si interrompe, ed è necessario proseguire per altri 4 km lungo la viabilità ordinaria (trafficata solo d’estate, quando nei periodi “caldi” fa da scolmatore per la SR43).

Da Jesolo Paese è possibile, dopo aver attraversato il fiume sul ponte pedonale, proseguire lungo via Sauro fino ad immettersi nella rete ciclabile urbana, che dopo circa 2 km conduce in vista di piazza Drago, a due passi dall’asse pedonale/ciclabile di via Bafile cuore della località di villeggiatura.

In alternativa, da Jesolo Paese è possibile rimanere sulla destra orografica della Piave vecchia immettendosi in via Cristo Re, la quale dopo alcuni km a servizio delle poche case declina in una strada bianca fino alle porte del Cavallino. Superate le chiuse, si riprende la ciclabile tenendo la sinistra, e dopo essere passati sotto il ponte della provinciale ci si immette nella rete ciclabile urbana del Lido del Cavallino, da cui non è difficile raggiungere la spiaggia e da qui il faro che segnala la foce del fiume nel mare Adriatico.

L’intero percorso si snoda quindi all’interno del parco regionale del Sile e lungo la gronda della laguna Veneta, in un contesto naturalistico altamente significativo. Lungo il fiume si incrociano altresì numerose ville venete oltre alle testimonianze delle attività umane legate all’acqua, dai mulini e gli opifici della periferia di Treviso, al cimitero dei Burci a Casier, ai cascinali abbandonati nelle terre di bonifica lungo il taglio del Sile.

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