E la tristezza…

Da piccola immaginavo la tristezza come un cumulo di neve, lasciato solitario nell’angolo di una strada. Perché la mancanza di vento e il clima eccessivamente freddo avrebbero impedito che si sciogliesse. Credevo che la tristezza fosse così: un cumulo di ghiaccio che non si sarebbe mai sciolto. Per tanto tempo ho fatto in modo che lo spazzaneve passasse in continuazione, perché credevo che la tristezza … Continua a leggere E la tristezza…

E le paure…

1234185_10202218443447006_306272462_nDa piccola tenevo le mie paure fuori dalla porta, credendo che una volta fuori sarebbero sparite. Pensavo che se fossero entrate mi avrebbero potuto distruggere. Ero ossessionata dall’idea di tenere nascosti i miei timori  sotto il tappeto, e quello che provavo. Sentire il dolore era una debolezza, una fragilità che non volevo gestire. Così per anni le ho nascoste. Ho fatto finta che tutto andasse come doveva andare, che il dolore non appartenesse alla mia vita. Continua a leggere “E le paure…”

E le anime gemelle…

11694030_10207445645243784_8864657958711927550_nTutto è iniziato il 20 aprile di tanti anni fa. Fata Morgana a fare da sottofondo musicale  e due mani intrecciate, strette strette. Era il 2005, e Piero Pelù aveva iniziato a cantare uno dei successi più belli dei Litifiba. E noi orfani del gruppo, ci siamo stretti, capendo che la Fata Morgana non era mai stata tanto reale, quanto in quella calda serata di aprile.

Alla fine del concerto eravamo io e lui. Abbracciati e stretti. È iniziata così. Con mani intrecciate e sguardi sognanti la storia tra me e Gabriele, lui la mia casa, una delle persone che mi conosce meglio di chiunque altro. Quasi quanto Manu che dal solo tono della voce e dalla scritta su wazzup capisce cosa mi gira per la testa.
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Son tutte belle le mamme del mondo

10917792_10206541845529356_7803357087171305278_oHo imparato ad allacciare le scarpe a 5 anni. Era una calda giornata di maggio e dopo pianti e urla per l’assenza del fiocco, mia madre si è seduta accanto. Con pazienza mi ha spiegato il metodo per allacciare le scarpe. Da allora il fiocco viene, ma al contrario. Come tante altre cose della mia vita. Il metodo di mettere il dentifricio sullo spazzolino per esempio, con la testa rivolta verso il basso, sfatando tutte le leggi della fisica e della forza di gravità. Le cose strane, “le cose fatte alla Enrica”, come diceva mia madre.

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