E la tristezza…

Da piccola immaginavo la tristezza come un cumulo di neve, lasciato solitario nell’angolo di una strada. Perché la mancanza di vento e il clima eccessivamente freddo avrebbero impedito che si sciogliesse. Credevo che la tristezza fosse così: un cumulo di ghiaccio che non si sarebbe mai sciolto. Per tanto tempo ho fatto in modo che lo spazzaneve passasse in continuazione, perché credevo che la tristezza … Continua a leggere E la tristezza…

Storie di ricordi e di fotografie…

A volte ho la sensazione che i ricordi occupino una stanza della mia testa. In un enorme stanzone ricco di cassetti in cui conservare e suddividere i ricordi per età, esperienze, genere. Ma a volte ho l’impressione che i ricordi della mia vita si siano trasformati in una massa fangosa. In una specie di palude piena di sabbie mobili, capace di tenermi intrappolata al suo … Continua a leggere Storie di ricordi e di fotografie…

E i ricordi….

E poi mentre metto su la macchinetta del caffè i ricordi arrivano come una tempesta caotica e violenta. L’aroma del caffè alle 6 di mattina mi riporta indietro di anni, quando preparavo la macchinetta per studiare tutta la notte, per reggere fino alle 3 davanti a parole e pagine di libri. Oppure mi riporta alle mattinate in cui io e mia madre prendevamo il caffè … Continua a leggere E i ricordi….

E le somiglianze…

Ebbene sì, sono uguale a mia madre. Ho la sua stessa risata, il suo modo di fumare e ridere delle piccole rotture di scatole. Me ne sono accorta l’altro giorno in macchina, di ritorno da una piccola gita. Gabro ha fatto una battuta e sono scoppiata a ridere. Con la sigaretta in mano e la risata da stanchezza tipica di mia madre. Ed è stato in quel momento, quando la cenere, come spesso accade, mi è caduta sulla mano producendo una meravigliosa bolla da scottatura, che ho capito di essere uguale a lei. Continua a leggere “E le somiglianze…”

E le perdite…

1927626_1068693681414_2644_nIl primo ricordo della mia infanzia è mio nonno. In un letto d’ospedale. Il mio rapporto con la morte è iniziato presto, a tre anni. Perché di li a poco, da quel giorno e dal ricordo sbiadito di una camera d’ospedale affacciata sullo stadio, mio nonno è morto. Ricordo anche le fughe da casa, con i miei pigiami colorati di rosa e giallo a rincorrere mia madre, che a due passi dall’ospedale andava a fare visita al nonno. E  io impaziente di dirle qualcosa, la seguivo per strada. Per poi perderla. Credo sia successo due volte. E in entrambi i casi sono stata riportata a casa da una vicina di casa che ha suonato alla porta e ha detto alla nonna che ero uscita di casa. Continua a leggere “E le perdite…”

E i sapori dell’infanzia…

 

Photo by Alan Hardman on Unsplash

La mia infanzia ha il sapore delle zuccarate. Dei biscotti friabili ricoperti di “ciuciulena”. Mia nonna, quando andavamo a trovarla a Reggio Calabria, me le faceva sempre trovare. E dato che ne mangiavo grosse quantità le nascondeva. Ma un giorno, spiandola dal buco della serratura, ho scoperto dove le teneva. E ora dopo ora, sono riuscita a finire tutti i biscotti. La bustona, con me in casa, durava sempre tre o quattro ore. Perché di nascosto aprivo la busta e prendevo un biscotto che mangiavo sul terrazzo di casa. E rimanevo lì incantata ad osservare il mare e lo Stretto. Continua a leggere “E i sapori dell’infanzia…”