Da una parte gli ex capannoni di stoccaggio riconvertiti a locali e musei nell’area dei docks, dall’altra edifici gotici e moderni. E nel mezzo la street art di Banksy. È Bristol, la città a misura di giovani che vive sull’acqua.
Nata come importante centro portuale, la città è diventata famosa per le “industrie” che qui prosperano: arte, manifattura e tecnologia.

Bristol è infatti la città natale di Banksy, lo street artist diventato famoso per i suoi stencil graffiti sparsi in giro per il mondo.
Le opere, che toccano con grande satira argomenti come politica, etica e cultura, si trovano anche su muri, ponti e in mezzo agli stretti vicoli di Bristol.
Il tour sulle orme di Banksy parte dalla zona dell’Harbourside e in particolare dall’opera “La ragazza con l’orecchino di perla”. Il murale, che riprende il quadro di Jan Vermeer, diventa strumento dissacratorio, dal momento che l’orecchino viene sostituito con una scatola dell’antifurto ADT. Lo stencil viene dunque ribattezzato “La ragazza con il timpano perforato”.

Banksy realizza il murale nel 2014 per smentire la notizia diffusa dal “National Report” (sito satirico americano), secondo cui sarebbe stato arrestato. E la sua vera identità resa pubblica.
Il tour prosegue verso il centro di Bristol dove, nei pressi del College Green e della cattedrale, si trova “You don’t need planning permission to build castles in the sky”. Sul muro di mattoni rossi al 41 Lower Lamb Street BS1 5QR campeggia infatti la scritta di 2 metri e mezzo che richiama la forma di un sorriso. Le prese d’aria sono ovviamente gli occhi.

Al numero 7 di Park street si trova invece “Well hung lover”. L’opera, realizzata sul muro esterno di una clinica della salute, ha rischiato di essere cancellata. Sì, perché quando il consiglio comunale ha acquisito il palazzo, l’amministrazione ha lanciato un sondaggio online per chiedere ai cittadini e ai residente se mantenere o meno il murale.
Il 97% dei partecipanti ha votato a favore della presenza dell’opera sull’edificio, così da renderlo il primo murale legale dell’intero Regno Unito.
Così ancora oggi, passeggiando per le vie è possibile imbattersi nella figura di un uomo nudo appeso alla finestra della sua amante. Il tutto mentre tenta di scappare dallo sguardo del marito della donna.

Si intitola “Mild mild west” il murale sociale che tra ispirazione dalla rivolta di strada a Stokes Croft. Sul muro di un edificio campeggia infatti la figura di un orsacchiotto che lancia un cocktail Molotov contro tre poliziotti antisommossa. Zona, quella di Stokes Croft, ricca di diverse opere di street art.

È stata invece incorniciata “Rose on a mousetrap”. L’opera, realizzata nei primi anni del 2000, si trova a Thomas Street North BS2 8LX e raffigura una rosa “incastrata” in una trappola per topi.

Perché a Bristol il passato e il presente convivono e si mescolano, così da creare un’atmosfera multiculturale. Non a caso gli ex capannoni utilizzati per lo stoccaggio di materiale oggi sono spazi creativi e culturali a misura d’uomo e soprattutto dei giovani.
Non bisogna dimenticare che a Bristol è luogo di contaminazione musicale, qui si sono diffusi diversi generi, come reggae, dubstep, drum and bass e soprattutto trip hop, genere nato proprio nella cittò portuale. Qui sono nati i Massive Attack, i Portishead, i Tricky e gli Idles.

Famosa per i 45 ponti di ogni misura e materiale, Bristol offre il Clifton observatory, costruito sulle fondamenta di un fortino celtico dell’età del Ferro, una cattedrale medievale in stile gotico, il Bristol museum e art gallery, la Royal West of England Academy, l’Arnolfini center.
E non solo. Perché Bristol è riuscita a reinventarsi. Da città portuale è diventata un centro dinamico, rivisitando il passato in chiave contemporanea. Ne sono un esempio la comunità e il suo spirito da sempre dedita alla sostenibilità e all’ambiente, passando per il riciclo.
Tanto che per la rivista Time Out, Bristol è la “destinazione numero 1 del Regno Unito”.











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