Son tutte belle le mamme del mondo

10917792_10206541845529356_7803357087171305278_oHo imparato ad allacciare le scarpe a 5 anni. Era una calda giornata di maggio e dopo pianti e urla per l’assenza del fiocco, mia madre si è seduta accanto. Con pazienza mi ha spiegato il metodo per allacciare le scarpe. Da allora il fiocco viene, ma al contrario. Come tante altre cose della mia vita. Il metodo di mettere il dentifricio sullo spazzolino per esempio, con la testa rivolta verso il basso, sfatando tutte le leggi della fisica e della forza di gravità. Le cose strane, “le cose fatte alla Enrica”, come diceva mia madre.

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E le perdite…

1927626_1068693681414_2644_nIl primo ricordo della mia infanzia è mio nonno. In un letto d’ospedale. Il mio rapporto con la morte è iniziato presto, a tre anni. Perché di li a poco, da quel giorno e dal ricordo sbiadito di una camera d’ospedale affacciata sullo stadio, mio nonno è morto. Ricordo anche le fughe da casa, con i miei pigiami colorati di rosa e giallo a rincorrere mia madre, che a due passi dall’ospedale andava a fare visita al nonno. E  io impaziente di dirle qualcosa, la seguivo per strada. Per poi perderla. Credo sia successo due volte. E in entrambi i casi sono stata riportata a casa da una vicina di casa che ha suonato alla porta e ha detto alla nonna che ero uscita di casa. Continua a leggere “E le perdite…”