Ricca di storia e di magia e patria delle contaminazioni tra cultura cristiana e araba, Siviglia permette di unire l’amore per la storia e per l’arte. Così la capitale dell’Andalusia è riuscita a ritagliarsi spazio tra chi ama immergersi in un luogo magico e chi desidera perdersi tra le contaminazioni di culture diverse.

Siviglia è la città perfetta per chi ama vivere in slow motion, passeggiare tra vie ricoperte di ciottoli, e osservare ogni angolo da una prospettiva diverse. Ecco dunque l’itinerario per visitare Siviglia in tre giorni.
La prima tappa è senza dubbio la cattedrale de Santa Maria, il più imponente monumento del cristianesimo. Nata dove si ergeva la Moschea Mayor e abbattuta nel XV secolo, la chiesa è caratterizzata da 5 navate interne in stile gotico, e da due cappelle: la cappella reale e la cappella maggiore.
Non dimenticate la Giralda, ovvero la torre campanaria, che con i suoi 96 metri di altezza, deve il suo nome alla statua della fede, detta Giraldillo.

Fa sprofondare i visitatori in epoche lontane il palazzo reale. Los reales Alcazares richiamano, infatti, centinaia di turisti che qui si “immergono” in stanze ricche di decorazioni e arazzi. Senza tuttavia dimenticare le meraviglie naturalistiche “custodite” negli immensi giardini.
La costruzione dei palazzi è partita nel 300 e nel corso dei secoli è riuscita a restituire la vera atmosfera della città: la mescolanza delle tradizioni occidentali e della cultura orientale. Mix perfetto ripreso nell’architettura mudejar.
La struttura, rimodellata dai vari governati, è stata ampliata più volte fino a oggi. È ancora adesso uno dei palazzi più antichi del mondo in uso dal Re.

All’uscita dall’Alcazar è possibile accedere ai giardini, immensi e completamente immersi nel silenzio. Questi sono decorati con fontane, statue e giardini formali dove è anche possibile trovare los Baños de Doña Maria de Padilla all’interno di una grotta realizzata per decorare il patio.

Non dimenticate di visitare casa de Pilato, la struttura che, costruita nel XV secolo, è stata fortemente voluta da Don Fadrique. Secondo la leggenda, Fadrique si sarebbe accorto che la distanza tra la sua abitazione e la chiesa più vicina era uguale a quella tra la residenza di Ponzio Pilato e il luogo in cui Gesù è stato messo in croce. Per questo motivo ha fatto inserire la propria abitazione nel percorso della via crucis.
Casa de Pilato diventa quindi la stazione del processo di Gesù. La facciata e l’interno del palazzo presentano un mix di stili: da quello rinascimentale al gotico fino a quello mudéjar. Non può mancare la visita al giardino.

Un altro esempio di architettura nobiliare è il palacio de las duenas. Il suo interno, in cui si trovano più di 1.400 opere d’arte, svela la vita e i ricordi del famoso scrittore spagnolo Antonio Machado che qui ha vissuto durante i suoi primi anni di vita.
L’attrazione più famosa di Siviglia e Plaza de Espana, la piazza che, inaugurata nel 1929, è stata la location per diverse produzioni cinematografiche. Questo grazie alle ceramiche, ai marmi colorati e ai mattoni rossi che compongono la piazza a emiciclo.
Proprio la forma semicircolare richiama l’abbraccio della Spagna alle sue nuove colonie, mentre le 58 panchine rappresentano le province spagnole. Il Palacio Español al suo interno, imponente e fiero, è l’emblema del prestigio della potenza mondiale spagnola. Mentre l’intera piazza guarda verso il fiume, così da richiamare il sogno spagnolo di seguire la rotta per raggiungere l’America.
L’area si trova all’interno del parco Maria Luisa e a pochi passi del giardino del Prado de san Sebastian. Qui potrete prendervi una pausa e rilassarvi tra palazzi e piante.

Se amate lo stile barocco, gotico e rinascimentale raggiungete le strette vie del Barrio de San Bartolomé. Il quartiere, che parte dalla chiesa di Santa Maria la Blanca e si estende fino alla chiesa de Santa Magdalena, è un labirinto di viuzze e stradine strette, contornato da case basse, così da diventare il luogo ideale per chi cerca silenzio e autenticità.
Se siete alla ricerca di posti insoliti non perdete l’occasione di fare una mini crociera sul Guadalquivir, il fiume che attraversa la città e sulle cui sponde sorge la Torre dell’Oro e calle Betis, appartenente al quartiere di Triana.

Non passa dunque inosservata la torre del oro, l’antica torre di guardia alta 36 metri costruita a pochi passi dalla Plaza de Toros Real Maestranza, luogo capace di raccontare un passato ricco di storia e di tradizioni.
Sulla sponda occidentale del fiume sorge il vivace e caratteristico Barrio di Triana. L’ex quartiere dei gitanos, considerato la culla del flamenco e il luogo originario di produzione delle splendide ceramiche e piastrelle di Siviglia, offre ottimi ristoranti, ma anche vicoli acciottolati e cortili di grande bellezza.

Se amate i luoghi particolare non potete perdere il quartiere abbandonato dell’Expo. Tra l’erba alta troverete i vecchi edifici utilizzati per l’edizione del 1992, quando più di 41 milioni di visitatori hanno varcato le porte dell’esposizione mondiale. La zona scelta è stata l’isola della Cartuja.

Il Metropol Parasol è fotografa la contemporaneità di Siviglia. Nato da un progetto urbano di riqualificazione di Plaza de la Encarnacion il “monumento” è diventato una delle icone moderne si Siviglia.
Una volta arrivati a Siviglia non dimenticate di vedere almeno uno spettacolo di flamenco, il ballo che, nato nel ‘700, è stato praticato in maniera clandestina per poi “uscire allo scoperto” grazie a Carlo III.

Oltre al museo del flamenco dove potrete osservare oggetti e disegni sulla danza tradizionale dei gitani della Spagna del Sud, potete andare alla Carboneria. È un locale storico con bar, tavoli e palco per il flamenco. La carboneria si trova vicino la chiesa Santa Cruz a Calle Levis 18 e l’ingresso è completamente gratuito.
E lasciatevi tentate dal cibo. Sedetevi a sorseggiare sangria o birra e assaggiate le famose tapas. Le zone migliori in cui mangiare vere e proprie prelibatezze si trovano a Triana e La Macarena. Ricca anche l’offerta di dolci, tra cui le torrijas, i borrachuelos e gli alfajores.


























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