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A Christiania, la città libera di Copenaghen

Welkommen til Christiania. È quanto si legge su un vecchio arco di legno che segna l’entrata nel quartiere più incredibile d’Europa: Christiania.

Intorno c’è Copenaghen, la città del design che, con le sue architetture, le piste ciclabili e il concetto di organizzazione e precisione accompagna il popolo a metà tra i tedeschi e gli scandinavi. Quel rigore che termina una volta varcato l’arco della Fristaden, la città libera in cui vivono più di mille persone.

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Si tratta degli eredi degli squatter che nel 1971 hanno occupato  una vecchia base militare dismessa a seguito della fine  della Seconda Guerra Mondiale. Qui, tra vecchi edifici e strade dissestate, il gruppo ha proclamato la propria indipendenza e creato una comunità che resiste ancora oggi.

Il merito è stato di Jacob Ludvigsen, giornalista danese che ha proclamato l’indipendenza di Christiania dalle pagine del foglio anarchico la Hovedbladete.

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Ma se inizialmente questo quartiere, nato all’interno di Christianshavn, è stato la base per una comunità hippie, oggi è assimilabile alla Comune di Parigi. Una sorta di esperienza anarco-insurrezionalista riconosciuta dal governo danese nel 2011.

I 35 ettari di proprietà delle forze armate sono infatti stati concessi in usufrutto ai cristianiti. Ma a un solo patto: i cittadini avrebbero dovuto acquistare il terreno al prezzo di 76 milioni di corone danesi. Poco più di dieci milioni di euro.

L’area è free tax, anche se i residenti versano una quota per la manutenzione delle strade e delle case. Con questo denaro vengono coperte le spese per l’usufrutto al ministero della Difesa, le bollette di luce, acqua e gas.

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Essendo una città libera, Christiania ha tuttavia regole di convivenza civile, sono infatti vietati i furti, le armi, la violenza. Un’oasi di pace e tranquillità molto ambita, tanto da avere una lista d’attesa per chi intende risiedere in questa zona.

Le case sono tuttavia limitate e si liberano solo al decesso di uno degli abitanti.

La legislazione interna è invece retta da consigli di zona che prendono decisioni comuni, come le risoluzioni consensuali di eventuali problematiche legali.

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La stessa legislazione che alla sua nascita ha votato per abolire il divieto di vendere droghe leggere. Per anni la via principale, Pusher Street, è stata la strada del commercio di marijuana e hashish, tanto da far nascere contrasti interni tra chi qui ha deciso di vivere e chi invece si è dedicato alla vendita delle droghe leggere.

Almeno fino ad aprile del 2024. A seguito di tre omicidi in appena tre anni, gli abitanti, con il supporto delle forze dell’ordine, hanno deciso di smantellare la via principale. Con l’aiuto di vanghe e mazze i cristianiti, alla presenza di autorità, turisti e giornalisti provenienti da ogni parte del mondo, hanno divelto i ciottoli della strada.

Una distruzione dal sapore simbolico, dal momento che Christiania intende riscrivere la storia e fare dimenticare i fatti di cronaca legati alla sua strada principale. La via dello spaccio è infatti destinata a trasformarsi in un’area dedicata al commercio e alla cultura, come prevede il progetto promosso dai residenti e finanziato dal governo danese.

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Il tour della cittadina non può che iniziare da Prinsessegade, dove si erge l’arco in legno da cui poter accedere a piedi o in bicicletta in questa comunità autogestita. Qui campeggiano le bandiere della cittadina: rossa con tre dischi gialli, come i punti delle “i” della città.

Una volta all’interno, troverete negozi, gallerie d’arte, ma anche bar e ristoranti. Uno degli spazi artistici e creativi si trova proprio nei pressi dell’ingresso. Si tratta di Stadens Museum for Kunst ospitato all’interno del Loppen, ex magazzino per l’artiglieria, trasformato in centro culturale.

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A pochi passi si trovano lo skate part e il mercato cittadino: Carl Madsens Plads. Proseguendo la passeggiata verso il fiume vi imbatterete nei tre bastioni: il Vilhelms Bastion, il Sofie Hedevigs Bastion e l’Ulriks Bastion.

Una risposta a “A Christiania, la città libera di Copenaghen”

  1. […] Attraversate il ponte e pedalate verso Christianshavn, il “quartiere dei canali” di Copenaghen. Qui oltre ad avvertire l’influenza olandese potrete tuffarvi nel colore del quartiere Christiania. […]

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