I film da vedere se ami viaggiare

Luoghi remoti o vicini. Storie di viaggio e di viaggiatori compulsivi. Ecco la selezione di film che raccontano il viaggio e che vi faranno venire una voglia irrefrenabile di preparare lo zaino e partire. Immediatamente.

 

Photo by McKayla Crump on Unsplash

Into the Wild – Nelle terre selvagge (Into the Wild) è un film del 2007 scritto e diretto da Sean Penn, basato sul libro di Jon Krakauer Nelle terre estreme, in cui viene raccontata la storia vera di Christopher McCandless, giovane proveniente dalla Virginia Occidentale che, subito dopo la laurea abbandona la famiglia e intraprende un lungo viaggio di due anni attraverso gli Stati Uniti, fino a raggiungere le terre sconfinate dell’Alaska. Il libro è stato pubblicato negli Stati Uniti nel 1996, e in Italia è stato distribuito dalla Rizzoli nel 1997. Il romanzo è stato poi riedito da Corbaccio in concomitanza con l’uscita del film. Protagonista della pellicola è l’attore californiano Emile Hirsch, che per la sua drammatica interpretazione ha vinto il premio come migliore attore dal National Board of Review. La colonna sonora del film è stata composta da Michael Brook, con canzoni di Eddie Vedder. Il brano Guaranteed ha vinto il Golden Globe per la miglior canzone originale.

C’è tanta gente infelice che tuttavia non prende l’iniziativa di cambiare la propria situazione perché è condizionata dalla sicurezza, dal conformismo, dal tradizionalismo, tutte cose che sembrano assicurare la pace dello spirito, ma in realtà per l’animo avventuroso di un uomo non esiste nulla di più devastante di un futuro certo. Il vero nucleo dello spirito vitale di una persona è la passione per l’avventura. La gioia di vivere deriva dall’incontro con nuove esperienze, e quindi non esiste gioia più grande dell’avere un orizzonte in costante cambiamento, del trovarsi ogni giorno sotto un sole nuovo e diverso… Non dobbiamo che trovare il coraggio di rivoltarci contro lo stile di vita abituale e buttarci in un’esistenza non convenzionale…

Chi: coloro che non sopportano l’idea di farsi possedere dagli oggetti e che cercano il contatto con la natura.

Photo by Josh Nezon on Unsplash

Il treno per il Darjeeling (The Darjeeling Limited) è un film del 2007 diretto da Wes Anderson, scritto dallo stesso Anderson insieme a Roman Coppola e all’attore Jason Schwartzman. Il film è stato presentato in concorso alla 64ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. La pellicola è una commedia dalle sfumature drammatiche, ambientata in India nel Darjeeling, con protagonisti i tre fratelli Whitman, Francis (Owen Wilson), Peter (Adrien Brody) e Jack (Jason Schwartzman). È preceduto dal cortometraggio Hotel Chevalier, con il quale è stato distribuito.

Il passato è accaduto. Ma è passato..”

Chi: per tutti coloro che sono alla ricerca delle proprie origini e per chi cerca un nuovo rapporto con la propria famiglia.

Photo by Jakub Gorajek on Unsplash

Easy Rider è un film del 1969 diretto e interpretato da Dennis Hopper, con Peter Fonda (Wyatt “Capitan America”) e Jack Nicholson (George Hanson); narra il viaggio attraverso l’America da Los Angeles alla Louisiana di due motociclisti sui loro chopper, in totale libertà. È considerato da molti critici il film simbolo della New Hollywood. Ha vinto il premio per la miglior opera prima al 22º Festival di Cannes e ha guadagnato due nomination all’Oscar come Miglior Sceneggiatura e Miglior Attore non Protagonista (Jack Nicholson). Il film si inserisce nel contesto culturale del ’68, cultura di controtendenza e voglia di evasione – libertà da una piatta società medio-borghese. Il tema del viaggio percorre e traccia le linee generali del film: da molti critici è infatti considerato il road movie per eccellenza ed è indubbiamente il film su due ruote più celebre in assoluto. Il film esprime chiaramente la cultura del mondo hippie di fine anni ’60: i protagonisti sono malvisti dalla gente comune per il loro aspetto, il loro modo di vestire, di vivere e di comportarsi, pur essendo persone non violente che vanno per la loro strada senza creare fastidi. Particolarmente apprezzata la fotografia e i relativi paesaggi, in particolare le ambientazioni nelle zone desertiche della California, che restano impresse negli occhi dello spettatore; da segnalare anche le immagini psichedeliche, tipiche del periodo, durante la visita di New Orleans.

George Hanson: Una volta questo era proprio un gran bel paese, e non riesco a capire quello che gli è successo. Billy: È che tutti hanno paura ecco cos’è successo. Noi non possiamo neanche andare in uno di quegli alberghetti da due soldi, voglio dire proprio di quelli da due soldi capisci? Credono che si vada a scannarli o qualcosa, hanno paura. George Hanson: Si ma non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate. Billy: Ma quando… Per loro noi siamo solo della gente che ha bisogno di tagliarsi i capelli. George Hanson: Ah no… Quello che voi rappresentate per loro, è la libertà. Billy: Che c’è di male nella libertà? La libertà è tutto. George Hanson: Ah sì, è vero: la libertà è tutto, d’accordo… Ma parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato. E bada, non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran da fare a uccidere, a massacrare, per dimostrarti che lo è. Ah, certo: ti parlano, e ti parlano, e ti riparlano di questa famosa libertà individuale; ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.Billy: Eh la paura però non li fa scappare! George Hanson: No, ma li rende pericolosi”.

Chi: per chi intende il viaggio come atto di libertà.

Photo by Mantas Hesthaven on Unspl

I sogni segreti di Walter Mitty (The Secret Life of Walter Mitty) è un film del 2013 diretto da Ben Stiller e con protagonisti lo stesso Ben Stiller, Kristen Wiig e Sean Penn. È il secondo film tratto dal racconto The Secret Life of Walter Mitty scritto da James Thurber nel 1939. Il film è un remake del film del 1947 Sogni proibiti, prodotto da Samuel Goldwyn (padre di Samuel Goldwyn Jr.), diretto da Norman Z. McLeod, seppure con uno sviluppo della trama completamente diverso: se il film del 1947 aveva una trama gialla-noir, quello del 2013 è in buona parte un road movie. La pellicola racconta la storia di Walter Mitty, grigio impiegato della rivista Life che lavora nell’archivio dei negativi da molti anni, con una madre anziana e una sorella aspirante attrice a cui badare; Walter tuttavia è anche un moderno sognatore: senza mai uscire dalla propria città, compie regolarmente dei viaggi mentali lontano dalla sua noiosa esistenza, entrando in un mondo di fantasie caratterizzate da grande eroismo, appassionate relazioni amorose e costanti trionfi contro il pericolo. Nella realtà il timido Walter cerca, senza successo, di contattare attraverso un sito di incontri online l’anima gemella, che egli ritiene essere una sua collega, Cheryl Melhoff, che incrocia spesso al lavoro ma che non ha il coraggio di invitare fuori a cena.

Una volta sapevo chi volevo essere, cosa volevo fare”.

Chi: per chi ama viaggiare da seduto.

Photo by Sylvia Zhou on Unsplash

On the Road è un film del 2012 diretto da Walter Salles, adattamento del romanzo di Jack Kerouac Sulla strada (On the Road). Protagonisti del film sono Sam Riley e Garrett Hedlund, che interpretano rispettivamente Sal Paradise e Dean Moriarty. La storia si basa sugli anni che Kerouac trascorse viaggiando attraverso gli Stati Uniti con il suo amico Neal Cassady e altri personaggi che sarebbero diventate figure di spicco della Beat Generation, tra cui William S. Burroughs e Allen Ginsberg. Un viaggio nell’America del dopoguerra al ritmo della musica jazz, alla continua ricerca di un nuovo stile di vita, puro e folle. Sal Paradise e Dean Moriarty, fraterni amici, intraprendono un lunghissimo viaggio per gli Stati Uniti da est a ovest. Senza soldi, senza meta, percorrono le strade vivendo di quello che trovano, incontrando le più stravaganti e folli persone. Tra amori, amicizie e rancori questa esperienza stupisce ed emoziona, facendo riscoprire la bellezza della semplicità e della spensieratezza. Solo vita selvaggia e pura.

La purezza della strada, la linea bianca in mezzo alla statale si srotolava e abbracciava la ruota anteriore sinistra come incollata al nostro sballo”.

Chi: ama vivere il presente con spensieratezza.

 

Photo by Andreas Selter on Unsplash

Tracks – Attraverso il deserto (Tracks) è un film del 2013 diretto da John Curran con protagonista Mia Wasikowska. Il film è tratto dal libro autobiografico Tracks, che racconta la vera storia di Robyn Davidson, che nel 1977 attraversa il deserto australiano per 2.700 km, partendo da Alice Springs fino ad arrivare all’Oceano Indiano, con la sola compagnia di quattro dromedari ed il suo fedele cane. Seguita saltuariamente dal fotografo Rick Smolan della National Geographic, Robyn affronta un lungo viaggio prevalentemente solitario durante il quale si scontra con avversità sia fisiche che emotive accompagnata da angosciosi ricordi infantili che le danno la forza di superare il dolore con la fatica e la volontà imposta dal deserto.

Sono sempre stata attratta dalla purezza del deserto, dal vento caldo e dagli ampi spazi aperti… soprattutto ero stanca della vita in città, con la sua routine e i miei tentativi poco riusciti e poco sentiti di trovare un lavoro e di studiare qualcosa. E volevo scrollarmi di dosso quella negatività auto-compiaciuta, ma l’essere tipico della mia generazione, del mio sesso e della mia classe sociale. Decidere di agire è stato il vero inizio del viaggio. Quanto sei immobile da troppo tempo, non ti resta che gettare tutto all’aria e buttarti e pregare”.

Chi: ama mettersi alla prova.

Photo by Andreas Wagner on Unsplas

Wild è un film del 2014 diretto da Jean-Marc Vallée con protagonista Reese Witherspoon. Su una sceneggiatura dello scrittore Nick Hornby, il film si basa sul libro di memorie Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita (Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail) scritto da Cheryl Strayed. Dopo la fine traumatica del suo matrimonio con Paul, problemi di eroina e la morte della madre Bobbi, la giovane Cheryl Strayed si ritrova la vita completamente sconvolta. Alla ricerca di se stessa e di un senso nella vita, la ragazza decide di intraprendere un lungo e solitario viaggio attraverso gli Stati Uniti d’America. In questo viaggio avventuroso e formativo, la donna si ritrova ad affrontare le bellezze e i pericoli della natura selvaggia. Incontra alcuni uomini che le procurano acqua e cibo in momenti difficili, tra i quali Greg, un altro ragazzo che come lei deve percorrere il Pacific Crest Trail. Inoltre conosce Jimmy Carter, un giornalista che la scambia per una vagabonda e che perciò la vuole intervistare. Arrivata in una città, incontra Jonathan, che la invita ad un concerto dopo il quale i due passano la notte intima. Dopo la sua escursione di circa 3 mesi, Cheryl si sposa e ha due figli.

Nella vita ci sono un’alba e un tramonto ogni giorno. E tu puoi scegliere di essere presente, puoi metterti sulla strada della bellezza.”

Chi: va alla ricerca del senso della vita.

 

Photo by Sebastien Gabriel on Unsplash

I diari della motocicletta (Diarios de motocicleta) è un film del 2004 diretto da Walter Salles sulle avventure del giovane Ernesto “Che” Guevara, ispirato dai diari di viaggio Latinoamericana (Notas de viaje) dello stesso Guevara e Un gitano sedentario (Con el Che por America Latina), del compagno di viaggio del “Che”, Alberto Granado. È stato presentato in concorso al 57º Festival di Cannes. Il film ripercorre il lungo ed avventuroso viaggio intrapreso dal giovane Ernesto Guevara ed il suo amico Alberto Granado attraverso l’America Latina, inizialmente in sella alla motocicletta di quest’ultimo (una Norton 500 M18 del 1939 soprannominata “la Poderosa”) e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna. All’epoca, il futuro rivoluzionario è ancora un ventiduenne studente della facoltà di medicina, prossimo alla laurea, mentre Alberto è un giovane biochimico ventinovenne che lavora in un ospedale locale.  Le tappe fondamentali del loro viaggio sono Machu Picchu ed il lebbrosario di San Pablo, che permetteranno al giovane protagonista di osservare la miseria e la povertà del popolo latino-americano, iniziando ad analizzare i nefasti effetti dei sistemi economici vigenti, scoprendo l’esigenza di un mondo più equo. In tal modo il film tenta, implicitamente, di dare una spiegazione alle origini del percorso intellettuale e politico che i due protagonisti avrebbero poi intrapreso nel resto della loro vita.

Non è questo il racconto di gesta impressionanti. È il segmento di due vite raccontate nel momento in cui hanno percorso insieme un determinato tratto, con la stessa identità di aspirazioni e sogni. Forse la nostra vista non è mai stata panoramica, ma sempre fugace e non sempre adeguatamente informata, e i giudizi sono troppo netti. Forse. Ma quel vagare senza meta per la nostra maiuscola America, mi ha cambiato più di quanto credessi. Io, non sono più io, perlomeno non si tratta dello stesso io interiore”.

Chi: per coloro che intendono il viaggio come riscoperta del genere umano.

Photo by Galen Crout on Unsplash

 Lost in Translation – L’amore tradotto (Lost in Translation) è un film statunitense del 2003, scritto, diretto e prodotto da Sofia Coppola con protagonisti Bill Murray e Scarlett Johansson. Il film ruota intorno al particolare rapporto tra l’attore in declino Bob Harris e la neolaureata Charlotte, nato in un grande hotel di Tokyo. I due americani si incontrano e fanno amicizia in un lussuoso albergo di Tokyo. Star del cinema in declino, Bob è arrivato per girare uno spot pubblicitario di una marca di whisky; il lavoro non lo entusiasma e ha sempre la sensazione di mancare qualcosa nelle traduzioni degli interpreti. Charlotte accompagna John, il marito, fotografo in ascesa che non rinuncia mai ad un incarico e per questo la trascura; le telefonate ad amici e famigliari lasciano intuire una situazione di grande solitudine interiore. Bob e Charlotte passano molto tempo in albergo; la notte, presi entrambi dall’insonnia, si rifugiano al bar sempre aperto.

Bob: “Più conosci te stesso e sai quello che vuoi, meno ti lasci travolgere dagli eventi.” Charlotte: “Già… E’ solo che io non so cosa voglio diventare, capisci? Ho cercato di fare la scrittrice, ma detesto quello che scrivo. Mi sono messa a fare fotografie, ma sono mediocri. Sai, ogni ragazza attraversa una fase – la fotografia – con la fissa dei cavalli… o fa foto dei piedi.” Bob: “Ce la farai di sicuro, non sono preoccupato per te. Continua a scrivere.” Charlotte: “Ma ho dei limiti.” Bob: “Non è un male!”

Chi: è alla ricerca del vero amore.

Photo by Matthew Wheeler on Unsplash

Mediterraneo è un film del 1991, diretto da Gabriele Salvatores, con Diego Abatantuono, Claudio Bigagli e Giuseppe Cederna. Giugno del 1941: otto militari italiani sbarcano su una piccola isola dell’Egeo con il compito di stabilire un presidio italiano. L’isola appare deserta, abbandonata dalla popolazione greca che ha subito la precedente sanguinosa occupazione tedesca. Il manipolo di soldati, al comando del tenente Montini, un insegnante di latino e greco appassionato di pittura, si rivela un gruppo di persone assolutamente inadatto alla minima attività militare e presto, sfruttando l’isolamento geografico, l’impossibilità di comunicazione con il comando dovuta alla radio in avaria e l’apparente solitudine dell’isola, si dedica ad attività del tutto estranee alla guerra, compreso il sergente maggiore Lorusso, l’unico di loro che aveva già combattuto e si era guadagnato il grado nella campagna d’Africa.

Una vita è troppo poco. Una vita sola non mi basta. Se conti bene non sono neanche tanti giorni. Troppe cose da fare, troppe idee. Sai che ogni volta che vedo un tramonto mi girano i coglioni? …perché penso che è passato un altro giorno. Dopo mi commuovo, perché penso che sono solo. Un puntino nell’universo. I tramonti mi piacerebbe vederli con mia madre, e con una donna che amo. Invece le notti mi piacerebbe passarle da solo; da solo, magari con una bella troia, che è meglio che da solo”.

Chi: per chi ama meravigliarsi.

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