In giro per la Val Brembana. Alla scoperta dei laghi Marcio, Casere e Gemelli

Siete in cerca di un sentiero in montagna in grado di farvi rilassare e dimenticare le fatiche della settimana? Evitate allora il sentiero Cai 211 delle Orobie che parte da Carona e arriva al lago Marcio, in piena Val Brembana. Sì perché  la strada montana che parte dal lago artificiale in provincia di Bergamo e arriva fino a 2mila metri è tutto tranne che riposante. È un sentiero escursionistico di media difficoltà che si inerpica sulla montagna fino alla diga del lago Marcio.

Ma una cosa è certa, nonostante la fatica e la stanchezza una volta arrivati in cima vi troverete davanti un paesaggio da sogno. E allora se volete cimentarvi con questo sentiero, dirigetevi  in auto fino  a Carona, abbandonate l’auto e dirigetevi sul lungo lago. Proprio qui inizia il sentiero 211, sentiero che parte da quota 1105 metri e sale lungo un bel bosco di abeti a zig zag. Per quasi tutto il tragitto sarete accompagnati da un rivolo d’acqua che scende dalla montagna e bagna il sentiero. La salita, nonostante la pendenza è agevole, fino ala parte in cui troverete massi e pietre che con tempo asciutto possono essere superati senza particolari problemi.

In più punti vi troverete a passare sotto la seggiovia che nella stagione estiva è chiusa, fate dunque attenzione a non sottostare sotto i piloni e i fili della struttura. A circa 1770 metri intersecherete il sentiero 213 che vi condurrà alla diga del lago Marcio a 1840 metri e che vi farà uscire dal bosco. Costeggiate il lago fino ad imboccare il sentiero 250 che, se da una parte  porta al Lago del Becco, dall’altra scende leggermente verso il Lago delle Casere e vi porta su un ponticello. Oltrepassato il ponte continuate a salire. Di lì a pochi metri avrete davanti le persiane rosse del Rifugio Laghi Gemelli. La zona è, inoltre,  conosciuta col nome di “altopiano dei laghi” a causa della presenza di ben una decina di laghi artificiali a poca distanza tra loro.

Il rifugio  di oggi non è lo stesso inaugurato il 1 Luglio del 1900 alla presenza dei soci Cai. La costruzione, ormai ridotta a poche pietre, è su un piano. Originariamente  disponeva di 18 posti letto. È stato poi incendiato e distrutto durante la seconda guerra mondiale, tuttora e visibile il perimetro e il terrazzamento antistante al rifugio.

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