Gita fuoriporta, alla scoperta del Lago delle Streghe e di Codelago

Natura incontaminata, villaggi da fiaba e leggende che risuonano tra le valli. Sto parlando di Alpe Devero,  in provincia di Verbano-Cusio-Ossola, una valle incantata ricca di sentieri e di piccole baite. A due ora da Milano, l’intera area serve per rilassarsi e per staccare la spina. Anche dal caldo. Sì, avete capito bene, con i suoi 1700 metri di altitudine il fresco serale è assicurato, così come le passeggiate “fresche”.

Ed è proprio per il caldo che lo scorso giovedì io e il mio compagno siamo partiti da Milano per affrontare le dolci salite dei sentieri che portano al lago delle Streghe e al lago Devero, o di Codelago. La strada è semplice, una volta arrivati a Devero ai due ponti avete la possibilità di lasciare il mezzo fuori dai parcheggi oppure nei parcheggi a pagamento. Da Devero partono quindi diversi sentieri, potete scegliere addirittura quale strada percorrere se l’itinerario estivo, quello invernale o piccoli sentieri tra i boschi.

Noi abbiamo scelto la terza opzione, abbiamo quindi imboccato il sentiero a destra e ci siamo avviati verso uno dei laghi alpini più suggestivi della zona. Non per nulla gli specchi d’acqua fanno della provincia la Canada italiana.

Zaino in spalla e dirigetevi verso il lago delle streghe, raggiungibile in circa 20 minuti di camminata, usando un sentiero che si inerpica dolcemente tra i boschi. Una volta arrivati vi troverete davanti uno specchio d’acqua limpido in cui, se siete temerari, potrete fare un tuffo. Il nome deriva da una leggenda locale, leggenda tuttavia molto presente nella zona dove è possibile intravedere tra le case diversi spaventapasseri vestiti da strega.

La leggenda narra la storia di una coppia di innamorati molto spensierata. Ma con il tempo l’uomo ha iniziato a dare maggiore attenzione ad un’altra ragazza, facendo così rattristare la compagna.   Questa ha quindi deciso di confidare i propri dispiaceri a un’anziana sconosciuta incontrata sulla strada per raccogliere i mirtilli.

La vecchietta, dopo aver ascoltato  attentamente le parole della ragazza, senza mai interromperla, le ha raccontato dell’esistenza di una strega che avrebbe potuto far tornare l’amato. Ma a una sola condizione, che la ragazza avrebbe dovuto guardare il volto di un altro giovane rimanendo tuttavia “fedele” all’amato.  La ragazza ha dunque accettato e la strega l’ha condotta in una grotta nella montagna, dove in una pozza si vedeva il riflesso del giovane amato. In pochi istanti il riflesso si è imbruttito, è invecchiato e quindi si è deteriorato. La ragazza, spaventata, si è affacciata in una seconda pozza dove ha visto il viso di un uomo bello e dal sorriso sincero.

La strega ha quindi spiegato l’esistenza di due tipi di amore che possono riempire il cuore degli esseri umani: il primo fugace, illuso ed effimero, dove non si può far nulla per mantenerlo vivo; il secondo, sincero ed eterno, verso tutto ciò che ci circonda. La ragazza, davanti a quella verità ha deciso di “regalarsi” all’amore verso il tutto. Così una volta presa la decisione, un getto improvviso di acqua ha riempito la grotta, facendo quindi nascere il Lago delle Streghe.

Dopo le foto di rito e dopo aver “saggiato” per qualche secondo l’acqua del lago, ritornate leggermente indietro e avviatevi a Crampiolo, un piccolo e incantevole villaggio che potrete visitare di ritorno dal lago di Devero. Sì, perché il lago dista ad appena 45 minuti. Quindi oltrepassate il grazioso  ponticello in legno, e proseguite sul sentiero che con piccole e lievi salite tra i ciottoli e il bosco vi condurrà verso la diga di Codelago.

Qui potrete scegliere di fare il giro del lago. Noi ci siamo diretti prima verso la diga piccola e una volta superata ci siamo immessi sul sentiero principale. Su questo lato la strada è larga e offre scorci panoramici sulle acqua del lago. Una volta arrivati verso la fine del lago incontrerete un piccolo ponticello che vi offrirà una vista molto particolare: il rio d’Arbola. Proseguite lungo il sentiero, e fate attenzione, in alcuni punti la strada è molto stretta e non ricca di ostacoli. Una volta terminato un lato vi troverete sulle sponde del lago, anzi su una pietraia dove incontrerete una piccola baita in pietra. Proprio qui potrete sceglier se proseguire con il giro, oppure prendere un altro sentiero per dirigervi verso il lago Pianboglio e percorrere il sentiero che lo costeggia in circa 45 minuti.

Noi abbiamo optato per terminare il giro del lago. Proprio oltre la baita il sentiero si inerpica lungo una vecchissima mulattiera oggetto oggi di diverse frane. Quindi prestate attenzione alle numerose pietre cadute e alle salite, spesso faticose. Arriverete dunque al Rio Valdeserta e poi infine alla diga. Ritornare verso Crampiolo, immergetevi nell’atmosfera della piccola frazione e poi continuate per Devero ai due ponti. Potrete fare tre strade: la carrozzabile, la strada dell’itinerario invernale, oppure un sentiero immerso tra i boschi. Noi abbiamo preferito quest’ultimo che in circa 50 minuti ci ha condotto a Devero.

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