Il memoriale della Shoah, alla scoperta del binario 21

Simbolo della deportazione degli ebrei nei campi di concentramento e luogo della memoria il Memoriale della Shoah in piazza Safra a Milano nasce nella zona sottostante il piano dei binari della Stazione Centrale di Milano, dove tra il 1943 e il 1946 sono partiti decini di treni per i campi di concentramento. Così oggi il luogo simbolo delle partenze degli ebrei, stipati su carri bestiame in partenza dalle carceri di San Vittore, è diventato il luogo della memoria “come debito doveroso verso chi non è più tornato dai viaggi verso lo sterminio, ma un luogo vivo per chi avrà domani la responsabilità di migliorare la società e i rapporti umani”.

Lo spazio del Memoriale è stato realizzato in una parte dell’area di manovra realizzata per i vagoni postali, che comprende 24 binari paralleli. Gli spazi interni si articolano su due livelli: piano terra e rialzato di circa 6.000 metri quadrati, e il piano interrato  di circa 1.000 metri quadrati.

Per accedere alla struttura è necessario superare l’ingresso principale affacciato su piazza Edmond J. Safra 1. Si entra dunque nell’atrio dominato da un muro in cemento armato sul quale campeggia la scritta  Indifferenza, il sentimento a causa del quale è stata compiuta la Shoah, come afferma Liliana Segre, deputata della Repubblica e una delle poche sopravvissute ai campi di concentramento.

Il monito dell’indifferenza accompagna l’intera visita, dal momento che risuona come un’eco impazzito tra le testimonianze dei deportati, tra le assi dei treni, all’interno del luogo della meditazione, in un universo fatto di domande e di come l’olocausto sia stato possibile. Una volta superata la scritta, il visitatore può prendere la rampa sospesa che collega l’atrio di ingresso con il piano rialzato. Lungo il tragitto può affacciarsi per osservare le biblioteca.

Prima tappa della visita è l’Osservatorio dove viene proiettato il film dell’Istituto Luce che spiega passo dopo passo il funzionamento del montavagoni, e che chiarisce come l’area nascosta al pubblico sia stata requisita dai nazisti nel settembre 1943 e adibita fino alla liberazione, nel 1945, alla formazione dei treni speciali diretti ai campi di transito, di concentramento e di sterminio. Sotto la passerella è stata posizionata un’aiuola di pietre” che se da una parte rimanda ai binari del treno, dall’altra richiama l’usanza ebraica di posare una pietra in memoria dei defunti.

Ma lo spazio più evocativo è senza ombra di dubbio quello della banchina dove sono posizionati quattro vagoni merci originali. Proprio su questi vagoni hanno viaggiato decine di ebrei. Su ciascun carro, normalmente adibito al trasporto di 8 cavalli, venivano ammassate circa 80 persone che avrebbero viaggiato per giorni in condizioni disumane. I carri caricati di prigionieri e sprangati venivano posizionati su un carrello traslatore    per finire su un ascensore montavagoni. Sollevato dal ventre della stazione, ogni vagone usciva all’aria aperta, su un binario di manovra, posizionato tra i binari 18 e 19, appena al di fuori dell’enorme tettoia della stazione. Una volta formato, il convoglio partiva “per ignota destinazione”. In questa area è inoltre collocato il Muro dei Nomi, ai piedi del quale si trovano le lapidi dei convogli. Sul muro sono stati scritti i nomi delle persone  partite il 6 dicembre 1943 e il 30 gennaio 1944 dalla Stazione Centrale di Milano con destinazione Auschwitz-Birkenau.

I 27 nomi evidenziati sono i nomi dei cittadini ebrei deportati al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau partendo dalla Stazione Centrale di Milano che sono sopravvissuti alla deportazione.

Al termine della banchina, dalla parte opposta del montavagoni, attraverso una rampa elicoidale si accede al Luogo di Riflessione, spazio a sezione tronco-conica nel quale è possibile sostare, confrontarsi, pensare, pregare.

Dal cosiddetto “binario 21”, dal quale venivano caricati e scaricati solo i treni postali, centinaia di ebrei, partigiani e deportati politici venivano caricati su vagoni bestiame diretti ai campi di Auschwitz–Birkenau, Mauthausen, Bergen-Belsen, Ravensbrück, Flossenbürg, Fossoli e Bolzano. Si conosce il numero dei convogli RSHA partiti dal Binario 21, circa 20 (12 di soli ebrei, 5 di politici e 3 di misti); si conoscono soltanto poche informazioni in merito ai  deportati, ad esempio è certo che in un convoglio partito nel gennaio 1944 si trovavano 605 passeggeri, dei quali si conosce anche la sorte.

Il memoriale, promosso dalla Fondazione Memoriale della Shoah, presieduta da Ferruccio de Bortoli[5], è stato inaugurato il 27 gennaio 2013. Oggi l’intera struttura è gestita dalla Fondazione Memoriale della Shoah di Milano, nata con lo scopo di realizzare un luogo di memoria e incontro negli spazi sottostanti alla Stazione Centrale di Milano.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. The Butcher ha detto:

    Vedere questi memoriali mi fa sempre star male. Pensare a quello che è siamo stati capaci di fare è qualcosa che mi riempie di orrore.

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    1. Enrica Tancioni ha detto:

      Esatto. Entrare, leggere le storie e i nomini è un colpo sordo allo stomaco. E ci fa capire quanto riusciamo a essere cattivi…

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