Alla scoperta di Cornello dei Tasso, antico borgo della Val Brembana

Qui il tempo si è fermato. Le chiacchiere dell’antico mercato e del passaggio degli asini lungo la via Mercatorum sono un’eco che sembra rimbombare tra le pietre delle case e il lungo porticato, diventato il simbolo del borgo. Siamo a Cornello dei Tasso, piccola frazione di Camerata Cornello, un paesino in provincia di Bergamo, inserito nella lista dei borghi più belli d’Italia.

Cornello conserva ancora la vecchia struttura urbanistica tipica dell’era medievale. Centro di smistamenti commerciali, grazie alla sua creazione lungo la via Mercatorum, da dove si svolgevano scambi con la Valtellina, Cornello via via ha iniziato a perdere il suo prestigio a seguito della costruzione, intorno al 1592 della Priula, la strada a fondovalle che, attraversando tutta la Val Brembana non toccava più il borgo dei Tasso.

Il borgo, rimasto escluso dai traffici commerciali, ha perso la sua entica funzione, ovvero quella di raccordo tra la media e l’alta valle. Forse l’isolamento, o forse l’attaccamento dei cittadini al borgo, hanno consentito alla piccola frazione di conservare l’antico tessuto urbanistico dove si possono intravedere quattro diversi piani edificativi. Tra il 1986 e il 1989 la Provincia di Bergamo ha avviato veri e propri progetti di recupero del sito e, durante i lavori, sono emersi grossi quantitativi di frammenti di ceramica del Quattrocento e secoli successivi. L’Ente per, salvaguardare il borgo, ha poi deciso di  non creare una strada carrozzabile fino al nucleo abitato, ma ha realizzato un parcheggio collegato attraverso una comoda mulattiera, in questo modo Cornello è raggiungibile solo a piedi.

Si parte dal basso dove si trovano tutte le costruzioni a strapiombo sul Brembo, simbolo delle fortificazioni del borgo.

Il secondo piano è costituito dalla via porticata che, sovrastata da arcate in pietra e coperta da un soffitto di travi in legno, è ancora oggi l’elemento di maggiore pregio dell’intero borgo. È qui che nel Medioevo si svolgeva il mercato. Il terzo piano è invece fatto dalle abitazioni. Qui è possibile scovare normali palazzi ed edifici di grande pregio, testimonianza dell’antico splendore di Cornello. L’ultimo piano è invece occupato dalla chiesa che rappresenta l’ideale raccordo tra le costruzioni dei piani sottostanti.

Il campanile è tra i pochi esempi di stile romanico in Val Brembana, grazie alla presenza delle bifore che caratterizzato l’intera struttura. Costruito intorno al XII secolo, la chiesa nel corso degli anni è stato elemento di raccordo con gli stili dell’epoca. Di grande pregio sono gli affreschi all’interno della cappella nobiliare dei Tasso che, risalenti al XV – XVI secolo, che rappresentano  diversi stili: accanto a figure che riproducono, nel portamento e negli abiti, esempi tipici della vita popolare, si ammirano soggetti piuttosto raffinati, ripresi in atteggiamenti contemplativi e in abbigliamento sfarzoso.

Ai piedi del borgo si trova invece l’antico palazzo dei Tasso, di cui sono rimasti soltanto rovine. Sorto su uno sperone di roccia sul lato meridionale del borgo con evidente funzione di guardia verso la valle, il palazzo, o quello che ne rimane, è stato recuperato da un progetto della Provincia di Bergamo.

Ma il nome di Cornello è rimasto legato all’antica famiglia Tasso, nota in tutto il mondo per le doti poetiche di Torquato Tasso e per l’abilità imprenditoriale di alcuni suoi esponenti che, a partire dal Cinquecento, gestirono le poste imperiali degli Asburgo. Si trova infatti nel piccolo borgo il Museo dei Tasso e della storia postale. Il Museo sviluppa e approfondisce la storia postale e la storia della famiglia, qui sono conservati numerosi documenti legati alla loro attività nella gestione dei servizi postali e, in generale alla storia postale, tra cui una lettera del 1840 affrancata con il primo francobollo emesso al mondo, il famoso Penny Black.

Da gennaio 2015 il Museo dei Tasso e della Storia postale fa parte del Polo Culturale “Mercatorum e Priula / vie di migranti, artisti, dei Tasso e di Arlecchino“, nato da una convenzione firmata dai Comuni di Camerata Cornello, Dossena e San Giovanni Bianco (in Valle Brembana) per valorizzare i beni artistici, architettonici, storici, ambientali del territorio e promuoverne gli eventi culturali.

Se amate la natura potete raggiungere il borgo da Oneta, percorrendo l’antica Via Mercatorum. Da Oneta, la terra di Arlecchino parte infatti un sentiero inserito nell’itinerario storico-artistico tra Oneta di San Giovanni Bianco e il Cornello dei Tasso, lungo un tratto della Via mercatorum.

La via è rimasta immutata dal periodo medioevale, sia all’interno dei due abitati, dove il tracciato è agevolmente identificabile per la presenza di archi e porticati, sia nel tratto di collegamento che si snoda per un paio di chilometri attraverso prati e fitti boschi, lambendo il piccolo nucleo agricolo di Piazzalina, con l’oratorio di Sant’Anna, e superando alcune suggestive vallette. La zona si presta ad essere visitata per la varietà dei riferimenti storici, la ricchezza della documentazione artistica e culturale e la bellezza dell’ambiente. A Oneta, si trova la casa di Arlecchino, un edificio signorile di epoca quattrocentesca, le cui stanze, elegantemente affrescate, riecheggiano le gesta di quell’Alberto Naselli detto Ganassa, primo interprete della famosa maschera della commedia dell’arte.

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