Carnevale in Italia, ecco dove andare per la festa più divertente dell’anno

Photo by Llanydd Lloyd on Unsplash

Da nord a sud, con una maschera e un travestimento per trasformarsi nel personaggio dei propri sogni. Il 23 febbraio arriva la festa più colorata d’Italia: il Carnevale. Le sue origini risalgono ai saturnali romani che  celebravano il nuovo anno. Tuttavia l’etimologia del nome deriva dal latino “carnem levare”, ovvero il banchetto che si teneva l’ultimo giorno subito prima del periodo di astinenza e digiuno di carne della Quaresima cristiana. Il carnevale infatti, nel calendario liturgico cattolico-romano è collocato tra l’Epifania (6 gennaio) e, appunto, la Quaresima.

Nata per far “sfogare” le classi meno abbienti, il Carnevale dalle sue origini è sempre stato caratterizzato da banchetti ricchi di cibi e bevande, poi con il passare del tempo il carnevale si è arricchito di sfumature molto particolari, tanto da diventare un vero e proprio spettacolo. Le regioni italiane hanno quindi posto le basi per la celebrazione della festa in maschera che richiama le antiche tradizioni, riviste alla luce della modernità dei tempi. Largo quindi a maschere, travestimenti, carri allegorici. In un put pourri di colori e sapori.

Photo by Marc Vandecasteele on Unsplash

Il Carnevale italiano più elegante si celebra a Venezia dove, cittadini e turisti, amano usare travestimenti eleganti, capaci di far viaggiare i turisti nel tempo. Perché in giro per le calle è possibile incontrare moderni Casanova accompagnate da donne vestite da dame della fine del Settencento. E non solo. Perché Venezia offre diversi appuntamenti: giri in gondola, feste e concerti rinascimentali. L’appuntamento da segnare in agenda è senza dubbio il Volo dell’angelo in piazza San Marco, dove una giovane donna, librandosi nell’aria, effettua una veloce discesa dalla cella campanaria fino al suolo.

A Ivrea lo storico Carnevale si concentra in uno storico evento durante il martedì grasso: la battaglia delle arance. Lungo le strade della cittadina in provincia di Torino, 9 squadre di arancieri, (Asso di picche; arancieri della Morte; Tuchini del Borghetto; arancieri degli Scacchi; Pantera nera; Scorpioni d’Arduino; Diavoli; Mercenari; Credendari) combattono lanciandosi arance. Il popolo, che fa parte della squadra degli Arancieri a piedi e privi di qualsiasi protezione, combatte  contro le armate del feudatario, rappresentate dai “lottatori” su carri trainati da cavalli. Cittadini e visitatori scendono in strada indossando il Berretto Frigio, un cappello rosso a forma di calza simbolo dell’ideale adesione alla rivolta.

Arriva invece con una settimana di ritardo il tradizionale Carnevale Ambrosiano. L’evento risale all’epoca di Sant’Ambrogio, Patrono di Milano, che tornato in ritardo in patria chiese di dare inizio ai festeggiamenti solo dopo il suo ritorno, ovvero il martedì grasso. E’ per questo motivo che il Carnevale Ambrosiano si festeggia dal martedì grasso fino al sabato successivo che quest’anno è il 1 marzo 2020.

Foto di alessandro perini da Pixabay

Viareggio richiama ogni anno centinaia di curiosi e visitatori grazie ai carri allegorici realizzati in occasione del carnevale. Il primo corteo risale al 1873, quando i giovani del posto che frequentavano il caffè del Casinò hanno avuto l’idea di una sfilata per festeggiare il Carnevale. L’anno della svolta è stato il 1921, anno in cui non solo è stato scelto una canzone come inno, ma è partita la promozione dell’evento con la rivista “Viareggio in maschera”. Nello stesso le anno le maschere sono state “animate” a suon di musica, grazie alla presenza di una banda sul carro “Tonin di Burio”.

Il Carnevale di Putignano è invece caratterizzato dal binomio indissolubile tra cibo e tradizione. E Farinella ne è il mattatore indiscusso. Tanto piatto tipico, quanto maschera regionale, Farinella ha l’aspetto di un joker, con un abito costituito da toppe multicolori e un cappello a due punte, ciascuna delle quali con un sonaglio. “Farinella” è inoltre il titolo di un brano musicale strumentale virtuosistico e di carattere allegro, tipico del periodo carnascialesco. Scritto e dedicato dal fisarmonicista putignanese Benedetto Pipoli, all’omonima maschera di carnevale, il canto risuona ancora tre le strade della cittadina pugliese. Per il Funerale del Carnevale, che si svolge il Martedì Grasso, si brucia un maiale di cartapesta e si avviano i festeggiamenti con banchetti di cibo e bevande.

È arrivato alla sua 61 edizione il Carnevale di Castrovillari. Le origini risalgono al 1635 quando è stata rappresentata, davanti la sede universitaria cittadina, in occasione dei riti carnascialeschi, la farsa teatrale dell’Organtino. La prima manifestazione progettata dalla Pro Loco è datata 1959, quando, grazie all’intuizione di  Vittorio Vigiano, fondatore dell’associazione, viene organizzata la prima edizione del Carnevale del Pollino e Festival Internazionale del Folklore. Nel corso del tempo la manifestazione si è fondata sul binomio tra maschere e folklore, che ha portato nella cittadina del Pollino milioni di persone. Ogni anno a Castrovillari si tengono concorsi ed eventi collaterali.

In Sicilia gli amanti delle maschere possono decidere se prendere parte al Carnevale di Sciacca o di Acireale. Le prime notizie della manifestazione di Sciacca risalgono al 1889, in uno scritto a firma di Giuseppe Pitrè nell’opera Biblioteca delle tradizioni popolari siciliane. Tuttavia le sue origine risalgono all’epoca romana dei saturnali. Nel 1616 il viceré Ossuna ha stabilito che l’ultimo giorno di festa tutti si dovevano vestire in maschera.

Photo by Graham Guenther on Unsplash

Molto partecipato è anche il Carnevale di Acireale, che vive una profonda rivalità con la manifestazione cugina di Sciacca. Tra le vie barocche della cittadina sfilano insieme maschere e carri allegorico-grotteschi in cartapesta, carri infiorati e carri in miniatura. Il tutto condito dalla lotta con i martelli in gommapiuma per le strade della cittadina. Il programma tradizionale prevede la sfilata dei carri di cartapesta il giovedì, la domenica ed il martedì grasso, mentre i carri infiorati sfilano il lunedì ed il martedì. Da qualche anno i carri allegorici sfilano anche le due domeniche precedenti e l’ultimo sabato, le macchine infiorate sfilano tutti i giorni dall’ultimo sabato al martedì grasso. I carri infiorati, invece, come s’è detto, sfilano in un’apposita manifestazione (denominata, per l’appunto, Carnevale dei fiori) che si tiene nel mese di aprile. La manifestazione si chiude comunque la sera del martedì grasso con le premiazioni ed i tradizionali fuochi d’artificio con cui si vuole bruciare il Re Carnevale.

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