Tra scaffali e odore di pagine stampate, in giro per librerie

Quando abiti a Milano e il mare si trova a 150 chilometri di distanza, c’è un solo luogo capace di far riconciliare con il mondo: la libreria. Da “lupa di mare” sono nata e cresciuta seguendo i ritmi della luna e delle maree, e il mare è sempre stato il mio personale posto in cui ritrovare la pace. Non a caso amavo correre sul lungomare o lungo il molo, tra brezza e odore si salsedine.

Ma a Milano è impossibile, per questo da 5 anni a questa parte amo chiudermi nelle librerie, dove posso annusare le pagine dei libri, sfogliarli o anche solo rimanere ipnotizzata davanti le copertine. Da lettrice compulsiva adoro circondarmi di libri e provare a leggerne anche quattro contemporaneamente, e  il libro, soprattutto in questo strano e triste anno, è stato un compagno.

Chiunque abbia questo rapporto con le storie e i libri sono sicura che abbia una libreria del cuore. Le mie sono sparse per il mondo. Da Parigi a Porto, passando per Crotone e San Francisco per arrivare a Milano.

Foto di Giuliano Monterosso

Il mio personale viaggio tra le librerie parte da Crotone e dalla Cerrelli. A pochi passi dal centro storico della città in cui sono nata e cresciuta si trova un luogo che racchiude storie e musica. E questo grazie al proprietario Paolo che, amante della musica jazz, ha cercato di creare un luogo di aggregazione, in cui poter sfogliare libri, ma anche ascoltare musica. Sono diversi gli eventi organizzati nella piccola libreria dove, nel periodo di Natale, si affacciano in vetrina anche i pastori e re Magi del presepe. Punto di incontro per i genitori in cerca dei libri scolastici, la libreria Cerrelli è fatta di persone che consigliano libri. Insieme a Paolo potrete scambiare quattro parole con la moglie Claudia o Ivan e potrete farvi consigliare un libro da leggere.

Foto dalla pagina Fb di Paolo Cerrelli

Paolo ha poi lanciato una particolare iniziativa: #seiparoleperunracconto. Amanti dei libri e non, si sono cimentati a costruire una frase fatta di appena sei parole. Diversi i temi trattati: dal Natale alle zone rosse, dall’amore ai sogni, per poi passare alle battute in dialetto crotonese. Prima dell’inizio delle feste di Natale 2020, Paolo ha lanciato l’iniziativa su Facebook: “Una delle iniziative, chiaramente con sottofondo jazz, che ebbe più successo in libreria fu “Sei parole per un racconto”. Il pubblico fu invitato a creare un racconto utilizzando solo sei parole come fece Hemingway in un locale : “Vendesi scarpe di bambino mai usate”. Ho deciso di premiare il miglior racconto in sei parole che mi giungerà su questa pagina. Fate un po’ voi”. Queste le sue parole.

Foto dalla pagina Facebook di Ave Ubik

A Reggio Calabria, dove ho passato 10 anni della mia vita, ogni passeggiata sul corso Giuseppe Garibaldi mi portava in una piccola libreria: Ave, oggi diventata Ave- Ubik Reggio Calabria. Aperta nel 1950 in piazzetta San Giorgio, nasce  come punto vendita dell’omonima casa editrice romana, per poi trasformarsi in una sorta di centro culturale. Anzi in un “cenacolo di intellettuali che ne fanno il loro punto di incontro”. Qui a pochi passi dal lungomare potrete perdervi nei libri, nelle pubblicazioni dedicate alla Calabria o potrete anche solo scambiare quattro chiacchiere con i proprietari. Come faceva mio zio Francesco. Se a Reggio volevo incontrare mio zio, sapevo bene dove trovarlo.

È invece il luogo dell’anima la libreria Verso. Perché qui, tra l’aroma del caffè del bar e i libri potrete leggere, seguire veri e propri itinerari di lettura e incontrare gente che nella piccola libreria in corso di Porta Ticinese a Milano hanno trovato una vera e propria casa. Verso, come scrivono i fondatori “nasce da un gruppo di amici, con anni di esperienze in tutta la filiera dell’editoria: Andrea Gessner, editore di Nottetempo; Pietro Biancardi, editore di Iperborea; Tomaso Biancardi, scout letterario e traduttore; Alessandro Beretta, critico letterario, direttore del Milano Film Festival; Lisa Sacerdote, photoeditor e autrice di progetti per la fotografia. A dirigere la libreria è lo scrittore Davide Mosca, insieme a un team di giovani librai”.

foto dalla pagina Facebook della Scatola lilla

Sempre a Milano si trova un piccolo gioiellino, si tratta della Scatola lilla. E’ una piccola libreria gestita da una giovane libraia, Cristina di Canio che, mossa dall’amore per i libri, ha creato questo piccolo spazio in cui poter discutere di libri, o anche solo prendere parte alle presentazioni. Ma la Scatola lilla non è solo un luogo fisico, ma anche “umano”, perchè Cristina nel corso degli anni ha promosso diverse iniziative: dal “libro sospeso”, alla consegna a domicilio dei titoli acquistati. In pieno lockdown la libraia ha girato per le vie di Milano per consegnare libri e accorciare la distanza con i lettori. Ha poi lanciato l’idea degli abbonamenti di libri e sono diversi gli eventi organizzati sui tetti degli edifici milanesi.



Quando penso a Parigi, i primi luoghi che mi vengono in mente sono Montmartre, il lungo Senna, il Centre Pompidou e il museo Rodin. Ma c’è un posto in cui sono sempre andata, anche se per pochi minuti: la libreria Shakespeare and co.  Fondata nel 1919 da Sylvia Beach, la libreria è diventa in poco tempo un luogo di incontro per scrittori, tanto da venire considerata considerata il centro della cultura anglo-americana a Parigi. Diversi gli autori che sono passati dalla libreria, Ernest Hemingway, Ezra Pound, Francis Scott Fitzgerald, Gertrude Stein, George Antheil, Man Ray e James Joyce. Citata in libri, come Festa mobile di Hemingway, o nella pellicola Prima dell’alba, la Shakespeare and Company è stata chiusa nel 1941 a durante la seconda guerra mondiale e non è stata più riaperta. Solo nel 1951 George Whitman ha aperto la libreria Le Mistral, centro focale della cultura parigina e non. Alla morte di Sylvia Beach il nome è stato cambiato in Shakespeare and Company, proprio in onore della fondatrice. Qui sulla Rive Gauche della Senna, dove tuttora si trova la libreria, sono passati Allen Ginsberg, Gregory Corso e William Burroughs. Fermatevi ad annusare i libri e a sfogliarli, all’interno troverete poltrone e piccoli angoli in cui vi sentirete a casa.

Nasce in pieno clima di Beat Generaioni la libreria City Lights Bookstore di San Francisco. Nel 1953 Lawrence Ferlinghetti e Peter Martin fondano la casa editrice nel quartiere italiano di San Francisco denominato North Beach. Qui, hanno inoltre aperto una libreria con un ampio catalogo di letteratura indipendente internazionale, arti e politica progressista. Chiunque abbia passeggiato nel quartiere o abbia solo messo piede a San Francisco ha sicuramente sentito l’eco della beat generation e della summer of love e qui nella libreria fondata da Ferlinghetti sembra di rivivere quelle epoche. Citata in Big Sur di Jack Kerouac, la casa editrice pubblicato la collana Pocket Poets Series che raccoglie una cernita di scrittori all’epoca emergenti, o indipendenti, e promossi da Ferlinghetti. Ma la pubblicazione più famosa è  l’edizione di Howl & Other Poems di Allen Ginsberg, che all’epoca ha suscitato clamore e controversie legali. Quando, nel 1956, è stato pubblicato il libro, Ferlinghetti è stato arrestato con l’accusa di diffusione di oscenità. Il processo, che ha avuto un grande richiamo a livello nazionale e internazionale, è terminato con il rilascio di Ferlinghetti. Il caso è tuttavia importante dal momento che ha creato il  primo precedente di appello al Primo Emendamento (libertà di parola e di stampa) per la pubblicazione di materiale controverso, ma di interesse sociale.


Photo by Ivo Rainha on Unsplash

Si trova in Rua das Carmelitas a Porto la  Livraria “Lello”, nota anche come  “Lello e Irmão” o Libreria “Chardron”. La struttura è  un’antica proprietà commerciale di Porto che ogni anno richiama centinai di turisti al suo interno. Il merito è senza dubbio della struttura, creata  dall’ingegnere Francisco Xavier Esteves con una commistione contemporanea fra tradizione gotica ed elaborazioni liberty. La livraria, citata dallo scrittore spagnolo Enrique Vila-Matas, dal giornale britannico Guardian e dalla casa editrice australiana Lonely Planet, è indicata come la libreria più bella del mondo. Il merito è della scala di legno nel grande salone, i suoi scalini rossi ricordano una cascata, mentre la parte superiore, interamente occupata da libri, richiama l’attenzione. Il soffitto è realizzato in gesso dipinto, stesso materiale usato per le scale. Leggenda vuole che le scale della libreria abbiano ispirato la scrittrice JK Rowling nella descrizione delle scale della scuola di magia di Hogwarts e della libreria in Diagon Alley. Al suo interno vi perderete e farte un vero e proprio viaggio nella bellezza.


Photo by Michele Purin on Unsplash

Accanto alle librerie che ho visitato ne esistono altre che per diversi giornali sono i negozi di libri più belli al mondo. Tra questi c’è  “Acqua alta” a Venezia. Si trova  in un vicolo poco affollato vicino a Piazza San Marco e si affaccia su uno dei tanti canali che scorrono nella città. È il 2004 quando Luigi Frizzo, vicentino di origine ma veneziano d’adozione, apre la libreria che si potrebbe definire come una sorta di micro cosmo, perché fatta di libri, arredi e gatti. Al suo interno potrete trovare barche e gondole sulle quali sono sistemati i libri che altrimenti verrebbero letteralmente sommersi dall’acqua.


Photo by Alexandra Kirr on Unsplash

Si trova invece a Londra la Daunt Books for Travellers,  una delle librerie della catena di negozi indipendenti fondata nel 1990 da James Daunt. Il negozio che si trova al numero 83 di Marylebone High Street, è stato realizzato all’interno di un palazzo dell’età edwardiana che ospitava una libreria. I suoi interni, quasi esclusivamente in legno di quercia, richiamano un museo perché la parte centrale è occupata dal salone ricco di libri sul quale si affacciano balconate.


Photo by S Turby on Unsplash

È stata fondata da Benjamin Bass, la libreria Strand di New York. Nato in quello che potremmo definire distretto librario, il negozio si affacciava sulla cosiddetta “Book Row”, una via di circa 6 isolati che poteva contare su 48 librerie, oggi tutte scomparse tranne che la Strand. L’idea del fondatore era quella di creare un luogo in cui gli appassionati di libri potessero ritrovarsi e leggere, da qui la scelta del nome che richiama la strada londinese  in cui erano soliti radunarsi scrittori come Dickens e Mill. Il negozio, che si estende su tre piani, conta al suo interno circa 2 milioni di volumi, per circa 28 miglia di libri, come cita lo slogan dello store.

Foto dalla pagina Instagram della libreria

È dedicata ai giovani lettori la Wild Rumpus di Minneapolis. Lo store è stato inaugurato nel 1992 su chiara ispirazione al libro The Salamander Room di Anne Mazer. Al suo interno si trovano, oltre ai libri, si possono trovare animali liberi, come gatti, topi, conigli. Da oltre 20 anni Wild Rumpus mette a disposizione di bambini e famiglie un luogo per promuovere l’amore per la lettura. Il Co-fondatore Collette Morgan voleva creare un luogo per i bambini, da qui l’idea non convenzionale del progetto.  La porta d’ingresso sembra uscire da un libro di Alice, mentre sul soffitto si trova una   canoa che sfonda un lago ghiacciato, e gli angoli di lettura sono pieni di pouf imbottiti e sedie a misura di bambino.


Photo by Jaredd Craig on Unsplash

A Los Angeles si trova The Last Bookstore, sembra la più grande libreria indipendente dello stato americano che si affaccia sul Pacifico. Con i suoi  quasi 1.000 metri quadri occupati da libri nuovi e usati, si trova all’angolo tra la Spring e la Fifth Street in un’ex banca. Ma se immaginate una libreria convenzionale abbandonate questa idea, perché non esistono scaffali, ma solo pile di libri posizionate per creare sculture futuristiche. Lo store è stato fondato nel 2005 da Josh Spencer che ha aperto alla vendita anche di lp. Lalibreria attira decine di turisti che vogliono passeggiare nel labirinto e tra gli scaffali dello store. I visitatori vengono infatti accolti da libri appesi o sospesi in volo, libri che creano tunnel e stanze nascoste.


Photo by Jeison Higuita on Unsplash

È nata all’interno dello storico Teatro Gran Splendid El Ateneo, libreria di Buenos Aires. Inaugurato nel 2000, lo store si trova nel cuore della capitale dell’Argentina. La  ristrutturazione,  affidata all’architetto Fernando Manzone, ha permesso di mantenere la bellezza dell’antico cinema, con i balconi nati per diventare sale lettura.

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