Tra monoliti e lingue di argilla, alla scoperta dei Calanchi del Marchesato

Ci sono luoghi bruciati dal sole in cui le “dune gialle” citate da Pier Paolo Pasolini creano uno scenario naturale di grande bellezza. Uno scenario capace di evocare incanto e magia. Accade a Cutro dove sulle colline che si “gettano” sul mar Ionio si trovano i calanchi, ovvero profondi solchi nel terreno.

E in piena provincia di Crotone, dove insisteva il progetto di creare un sito per lo stoccaggio di rifiuti, un gruppo di persone ha dato battaglia e ha creato un movimento di tutela e valorizzazione poi trasformatosi in associazione di promozione sociale: Calanchi del Marchesato.

Il gruppo ha promosso diversi eventi, nati per far scoprire questo grande patrimonio naturale. Ha iniziato a organizzare escursioni e visite guidate per valorizzare e proteggere il patrimonio naturale e geologico che insiste nella zona.

Non a caso il geosito di Vrica è uno dei siti conosciuti e studiati dalla comunità Già nel 1985 il Global Stratotype Section and Point di Vrica è stato definito dalla Commissione Internazionale per la Stratigrafia (ICS) e ratificato dall’Unione Internazionale delle Scienze Geologiche (IUGS). Si tratta del primo dei geositi di interesse nazionale ad essere ratificato in ordine di tempo. Come scrive l’Ispra “l’evoluzione del bacino crotonese ha inizio dopo la crisi di salinità del Messiniano. Dal Pliocene inferiore al Calabriano si registra una serie ciclica di ingressioni e regressioni marine dovute ad alterne vicende tettoniche; tali cicli determinano una alternanza di sedimenti che vanno dalle argille di ambiente marino relativamente profondo a strati sabbiosi caratteristici di ambienti deposizionali di spiaggia”.

Così in fondo a via Barbara Mecarelli a Cutro parte la strada che conduce al sentiero dove poter ammirare questo panorama unico,  in cui il colore grigio-azzurro dei calanchi si fonde e si confonde con il bianco edlle biancane e con l’oro delle colline. Qui partono due sentieri: quello della Scala e delle Forche. A pochi passi dall’area sic Stagni sotto Timpone San Francesco, area inserita nella Rete Natura 2000 grazie alla presenza di un particolare habitat.

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