Da Bereguardo alla Lomellina attraverso il Ponte delle barche

Costruito come opera provvisoria il ponte delle barche di Bereguardo sembra resistere al tempo. Perché la struttura, che è rimasta in piedi durante le due guerre mondiali,  “lotta” da secoli per testimoniare il passaggio del tempo.

Nato per permettere ai nobili di attraversare il Ticino e raggiungere l’altra sponda del fiume per cacciare, il ponte e la sua costruzione si devono ai Visconti. Nel 1.378 la famiglia ha fatto riedificare la costruzione facendo mettere ai due estremi torrette di guardia per controllare il passaggio.

È soltanto nel 1.449 che gli Sforza hanno deciso di usare i resti del vecchio ponte per crearne uno più stabile che permettesse il passaggio di pedoni e carrozze. Le barche in legno e ancorate sul fondale del fiume reggevano una passerella sulla quale ogni giorno passavano decine di mezzi e persone. La struttura,  in caso di invasioni o calamità, riusciva a garantire la rimozione della passerella, per poi riappoggiarla al termine dell’emergenza.

Solo nel 1.913 il legno delle barche è stato sostituto dal cemento e oggi il ponte, su cui sono stati fatti diversi lavori, riesce a regalare un panorama particolare. Perché qui, a pochi chilometri da Bereguardo e da Pavia, le chiatte riescono a conservare il fascino di un mondo antico.

A causa della siccità che ha seccato il fiume, le barche poggiano sulla ghiaia, tanto da rendere la manutenzione della struttura più difficoltosa. E non solo, perché le stesse chiatte si stanno deteriorando.

Il ponte è meta per gli amanti del cinema, visto che qui i registi Castellano e Pipolo hanno girato alcune scene di “Mani di Velluto” e del “Bisbetico domato”, pellicole in cui Adriano Celentano è il protagonista indiscusso.

Il ponte si trova all’interno del parco del Ticino, forse uno degli ultimi lembi della antica foresta planiziale che un tempo copriva l’Europa. Si tratta di uno dei 610 ecosistemi del mondo tutelati integralmente dall’Unesco. Per questo motivo è stato inserito nel programma Mab, Man and the Bioesphere che intende preservare gli ecosistemi terrestri e marini, per la conservazione della biodiversità. In questo luogo vivono infatti molte specie animali ormai altrove estinte.

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