E il tempo…

pragaHa ragione Jennifer Egan, la vincitrice del premio Pulitzer per “Il tempo è un bastardo”. Il tempo vola e non aspetta nessuno. È vero che guarisce tutte le ferite, o almeno ci prova. Il tempo. Ci riflettevo in fila alla cassa dell’Auchan,  dove un signore aveva soltanto pochi articoli. Tre o quattro. E per non farlo aspettare gli abbiamo proposto di passare avanti. Ma lui ha gentilmente rifiutato: “No grazie veramente, ma oggi, proprio oggi non voglio avere fretta”. Ed è stato lì, in quel preciso momento, con in mano le piadine senza glutine, che ho pensato che il signore in t-shirt rossa e pantaloncini blu avesse ragione. Ha deciso di “sprecare” tempo.

parigiE nell’era delle connessioni 24 ore su 24, del tempo “mangiato” e “digerito” nell’attimo di un click, c’è un detto che calza a pennello “Chi ha tempo non aspetti tempo”. E se i filosofi, i nonni e i genitori avessero sbagliato tutto? In fondo siamo cresciuti pensando veramente che non avremmo preso alcun pesce se avessimo dormito e che non avremmo fatto nulla se avessimo sprecato tempo. Siamo cresciuti con il culto del “carpe diem”, quello di Orazio poi trasformatosi in quello ricco di passione dell’attimo fuggente. Siamo scappati dalla perdita di tempo per vivere a pieno l’attimo che sarebbe potuto sparire senza lasciare traccia. Lasciandoci con un gigantesco rimpianto. E se avessimo sbagliato?

parisIn fondo anche i poeti maledetti ci hanno insegnato di cogliere l’attimo fuggente. E l’abbiamo fatto. Ma a un certo punto ci siamo persi. Perché ci è mancata una guida. E in quel momento abbiamo capito che avremmo dovuto fare tutto da soli. Senza poeti, senza scrittori e senza registi e attori. Abbiamo sbagliato da soli, abbiamo commesso i nostri errori, anche imperdonabili. Ma l’abbiamo fatto. Perché l’idea non era quella di perdere tempo e di sprecarlo, ma quella di impiegarlo nel miglior modo possibile: provandoci. Con il ragazzo o la ragazza dei nostri sogni, con il lavoro che ci sarebbe piaciuto fare. Con tutto lo scibile umano. Abbiamo capito che cercare le risposte è meglio che farsi le domande, che stare svegli è meglio che dormire. E anche il più terribile fallimento, anche il peggiore, è meglio del non averci provato affatto. E abbiamo chiesto più tempo, per lasciarci andare e per lasciare andare via una situazione o una persona, tempo per cadere, battere con il culo per terra per poi rialzarci. Il tempo. È tutto quello che vogliamo.

prahaIl tempo è relativo. E so di non aver fatto alcuna scoperta. Perché credo che il tempo sia come il preparato di una torta. Con il glutine, perché senza non riuscirebbe ad allungarsi e stendersi. Il tempo, come la crema, si attacca alla teglia e con il calore del forno “lievita” e cresce. Così è il tempo. Si adatta al contesto, alle situazioni sentimentali e alle persone. Da piccoli il tempo sembrava un mostro irraggiungibile. A sei anni, quando le nostre mamme ci imponevano il vestito di turno, dicevamo di voler crescere. In fretta. Magari per poter decidere cosa indossare. Poi cresciuti abbiamo chiesto il parere alle nostre mamme per sapere se la maglia appena acquistata ci stesse bene. Come è strano il tempo, così veloce, eppure così dilatato. Sono andata via da Crotone a febbraio, eppure sembra che mi sia trasferita da 4 anni. Sei mesi sono circa 180 giorni, eppure sembrano 180 anni. Perché il tempo è relativo.

Chi di voi a 14 anni non ha sperato che la maturità arrivasse immediatamente? Pensavamo che una volta compiuti i 18 anni tutto sarebbe stato diverso. In primis noi e il nostro carattere. E il giorno del compleanno abbiamo capito che il tempo era sì passato, ma che  noi non eravamo cambiati. Le uniche cose che si sono trasformate sono state il numero delle candeline sulla torta e la possibilità di acquistare senza problemi sigarette e alcolici.

milanoA 33 anni il tempo è più dilatato. Poco importa se la vita è velocissima, più di una Ferrari sulla pista, ma a 33 anni, e anche prima, si capisce che il tempo deve essere “sciolto” lentamente in bocca. Come una caramella mou o una gelatina. Perché la vita, ogni minuto della nostra vita è tempo regalato. E ogni persona alla quale ci permettiamo di voler bene sarà un punto fermo della nostra esistenza, ma anche un’altra perdita ad un certo punto del nostro cammino. Per questa ragione cerchiamo di spostare quel punto lungo il cammino, cerchiamo di prendere tempo per portare quella perdita il più lontano possibile. Ma a volte sbagliamo. Perché se il tempo regalato a una persona non vale neanche una manciata di riso, non facciamo altro che prolungare la perdita di tempo. In questo caso sarebbe una delle cose peggiore cui potremmo incappare. A 33 anni ho capito che devo regalare tempo alle cose e alle persone che mi fanno stare bene. Le persone con le quali il tempo si ferma. Come il primo momento in cui abbiamo incontrato una persona speciale o il tempo che precede il primo bacio. Lungo, lunghissimo, quasi eterno. Perché il tempo è anche questo. È una percezione. Quando guardo Carla e Giuliano mi sento la ragazzina di tanti anni fa appesa alla corda del porto di Crotone, mentre quando parlo con Chiara mi ritrovo in un garage di via Tufolo. Abbracciate perché unite dallo stesso dolore. E se riguardo le foto con Pasquale e Stefano mi ritrovo alla facoltà di ingegneria con i disegni di anatomia in mano. Quando invece ripenso a Gabro, mi trovo improvvisamente catapultata in un ascensore, dove le nostre dita si sono incrociate per la prima volta.

downloadMa la verità è una sola, per sopravvivere al tempo dobbiamo rinnovarci. In ogni istante. Perché il mondo intorno a noi può cambiare ogni minuto. Ed è in questo caso che non bisogna guardarsi indietro. Sarebbe una perdita di tempo. E l’unico modo per sopravvivere ai cambiamenti è accettarli, dal momento che spesso ci vengono imposti, mentre altre volte capitano per caso. Ed è in questa circostanza che dobbiamo avere cura del tempo.  Dobbiamo carpirne l’essenza e usarlo nel miglior modo possibile. Dobbiamo saper sfruttare anche le piccole perdite di tempo, quelle in fila alla posta o nello studio del medico.

Adesso vorrei più tempo. Per dedicarmi alle cose che amo fare, alle persone alle quali credo di rubare del tempo prezioso. O vorrei più tempo per passarlo con le persone che non ci sono più. E rimpiango di non averlo fatto prima. Rimpiango di non aver riso di più con mia madre e di non averla abbracciata più e più volte. Vorrei avere anche pochi istanti per rivedere il suo sorriso e fumare con lei una sigaretta. Raccontarle della mia nuova vita a Milano e spiegarle come sono cambiata grazie a lei. Ma il tempo, come dice Jennifer Egan, è un bastardo.

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giuliano M. ha detto:

    “Ma la verità è una sola, per sopravvivere al tempo dobbiamo rinnovarci. In ogni istante. Perché il mondo intorno a noi può cambiare ogni minuto. Ed è in questo caso che non bisogna guardarsi indietro. Sarebbe una perdita di tempo.”

    Uno dei tuoi post migliori, bellissimo Enri!
    Sottoscrivo e ti mando un abbarccio,
    G.

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    1. Enrica Tancioni ha detto:

      Grazie Giù. Un abbraccio grande grande anche a te

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