E l’alba…

11182163_10206784367912264_5164305581887117305_nAdoro svegliarmi presto quando il sole inizia ad affacciarsi in città e le case iniziano a svegliarsi. Amo l’abitudine di spiare l’arrivo della luce del nuovo giorno per strada. Con in mano la prima tazza di caffè. È come se nel momento in cui tengo la tazza con una mano e la sigaretta nell’altra  assapori la fortuna della vita. Del risveglio con la natura, in questo angolo di mondo in cui la fretta e la velocità e la fanno da padrone. Mi risveglio con la natura, con il rumore del vento tra le foglie e il cinguettio degli uccelli che si affacciano dagli alberi. Mentre l’ultimo camion della nettezza urbana abbandona la strada. E nel momento in cui i miei piedi toccano terra, respiro il giorno nuovo. Come se fosse la prima volta. Per me questo rappresenta la felicità. Perché in ogni alba la luce è sospesa, magica, irripetibile, come se trattenesse il fiato.

12966461_10209448587676093_1100330143_nE ha ragione Tiziano Terzani nel suo “Un altro giro di giostra”. “L’ora più bella è quella dell’alba, quando la notte aleggia ancora nell’aria e il giorno non è ancora pieno, quando la distinzione fra tenebra e luce non è ancora netta e per qualche momento l’uomo, se vuole, se sa fare attenzione, può intuire che tutto ciò che nella vita gli appare in contrasto, il buio e la luce, il falso e il vero non sono che due aspetti della stessa cosa. Sono diversi, ma non facilmente separabili, sono distinti, ma “non sono due”. Come un uomo e una donna, che sono sì meravigliosamente differenti, ma che nell’amore diventano Uno”.

10655_10201465151615181_774495791_nL’alba è indefinita, sfuggente e magica. Fluttuante, perché gli oggetti perdono l’ombra e iniziano a rivivere grazie alla luce e ai colori. È l’ora in cui le cose attraversano un confine incerto, ma appena sfiorate dalla luce acquisiscono una dimensione umana.

22002_10206687436649043_2501654296661674554_nIl mattino porta con se sempre piccoli miracoli, momenti magici. Come il sole che si affaccia tra le foglie, i cani che corrono, e la città che si sveglia. Adoro svegliarmi, fare il caffè e mettere le scarpe da corsa. Iniziare a macinare metri mentre la città si sveglia. Nel parco sono sempre da sola, e mi fa piacere. Perché posso apprezzarne la bellezza e il silenzio. Non quello dei miei passi o della musica che ascolto mentre i miei piedi sfiorano il breccio. Ma ci sono giorni in cui condivido gli spazi con i ragazzi che hanno appena finito la loro giornata, birra in mano e sorriso sulle labbra. A volte ci incrociamo, sorridiamo e a volte parliamo. Così mentre la loro giornata è finita, la mia è appena iniziata. Con il vento fresco tra i capelli e la brezza che sembra sussurrarmi alle orecchie segreti indicibili.

L’alba è l’inizio del giorno e della mia giornata.

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