Viaggio nella Goccia, alla scoperta dei gasometri di Bovisa

L’unico rumore è quello dei treni che si fermano alla stazione di Villapizzone. Poi c’è solo silenzio. Anche il cinguettio degli uccelli è debole, quasi a voler creare un’atmosfera rarefatta in cui il tempo è bloccato. Del rumore del vecchio impianto di gas non è rimasto nulla, solo strutture abbandonate e gli scheletri dei gasometri che svettano nel cielo terso. Governando sull’area La goccia e sull’ex impianto di gas. Oggi i manufatti edilizi hanno un valore storico con una forte identità, tanto da divenire importanti strutture di archeologia industriale. Camminare tra gli edifici significa assaporare una porzione di storia industriale di quella Milano fatta di fabbriche e industrie.

Accanto c’è il Politecnico, che dal 2000 è diventato proprietario di almeno 90mila metri quadrati. Il progetto era quello di creare uno studentato. Era perché dallo scorso anno associazioni e comitati si sono uniti per evitare che l’intera area venisse smantellata per dare vita a quella che hanno definito “colata di cemento”.

E oggi l’ex area industriale di Bovisa è uno dei tanti spazi lasciati abbandonati. E la natura, come sempre succede, si è riappropriata di tutti gli spazi.  La zona era occupata da un serbatoio fluttuante, il cui volume dipendeva dalla quantità di gas presente all’interno. Proprio qui nel 1905 è arrivata l’Union des Gaz. Il progetto era semplice: costruire un impianto per distillare carbon fossile da usare per l’illuminazione della città e per il riscaldamento. I gasometri all’epoca erano in grado di produrre 300mila metri cubi al giorno. La materia prima arrivava alla stazione, mentre il processo di distillazione veniva compiuto all’interno.

Poi con l’innovazione tecnologica qualcosa è cambiato, l’area ha cessato qualsiasi attività. Era il 1969. Ma sono dovuti passare più di 20 anni perché l’area venisse dismessa. Nel 2015 c’è stata la svolta, un lotto di 80mila metri quadrati è stato interessato da lavori di bonifica e riqualificazione con i fondi ottenuti dal piano Città. Cinque milioni di euro per rimettere a nuovo l’intera area. Perché la zona è inquinata, molto inquinata, tanto da rientrare nei siti di interesse nazionale. Motivo che ha bloccato l’acquisto dell’area da parte del Politecnico.

Ma ci sono 12 milioni di euro da usare. La somma versata dal Politecnico al Comune per acquistare 91 mila metri quadrati. Il progetto è molto ambizioso:  portare nella “Goccia”  il polo scientifico e tecnologico, e altri 5 trasferiti dallo Stato alla Regione. Nel 2015 iniziano i lavori di bonifica, interrotti tuttavia dopo appena un anno. Il motivo? Il ricorso pendente al Consiglio di Stato avanzato dal comitato cittadino. La volontà dei residente è quella di  preservare gli alberi della zona, perché secondo il comitato il Comune non avrebbe mai eseguito analisi di rischio sui terreni inquinati. Non avrebbe quindi mai acquisito le osservazioni che avrebbero poi dovuto dare l’avvio alla programmazione dei lavori. Così se il lotto A1 è stato riqualificato e bonificato, lo stesso non è stato per il lotto B1, di cui manca l’analisi di rischio. Come conferma il Ministero dell’Ambiente che ha quindi accolto il ricorso del comitato. La questione del recupero della Goccia sembrava archiviata, quando l’ex vice sindaco Ada Lucia De Cesaris aveva fatto approvare un progetto di riqualificazione di 80mila metri quadrati per 5 milioni di euro.

La bonifica è quindi la chiave di tutto. Perché l’area, a forma di goccia rovesciata e incastonata tra Politecnico, stazione di Villapizzone e Bovisa,   conserva un vero e proprio patrimonio verde stimato dal Corpo Forestale dello Stato, nel 1995, in oltre 2000 alberi, tra cui alcuni di pregio, e sicuramente oggi ancora più esteso e fiorente. La partita è ancora aperta e il Comitato prova a vincerla.

Questi sono i passaggi chiave nella storia di Bovisa-gasometri.

2002      Il Politecnico di Milano acquista dal Comune alcuni lotti dell’area Bovisa-Gasometri al fine di ampliare qui il suo secondo Polo universitario. Il ricavato (12 milioni di € circa) viene destinato alle bonifiche delle aree stesse.

2001/02               L’area viene inserita nell’elenco dei Siti di Interesse Nazionale (SIN) dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare.

2001/12               Il Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare istruisce il procedimento di bonifica e approva e valida il Piano della Caratterizzazione nonchè il progetto preliminare di bonifica.

2013      L’area viene esclusa dall’elenco dei SIN e classificata come Sito di Interesse Regionale (SIR). La responsabilità per l’approvazione dei progetti di bonifica diviene di Regione Lombardia, con una rimodulazione dei finanziamenti attribuiti nel 2002.

2013      Ai sensi della LR 30/2006 il Comune di Milano (Settore Bonifiche) diventa responsabile dei procedimenti di bonifica.

2013      Con D.M. 1105 del 8 febbraio 2013 è stata approvata la destinazione delle risorse del Fondo per l’attuazione del Piano nazionale per le città (Piano Città) che prevede un finanziamento di 5 milioni di € per l’attuazione del progetto di bonifica di un primo lotto di intervento destinato a fruizione pubblica (lotto 1, suddiviso in 1A e 1B), da realizzare entro 24 mesi.

2014      MM SpA ha concluso l’attività di sistematizzazione dei dati raccolti nel tempo per la maggior parte dell’area, organizzandoli secondo la normativa vigente.

2014      Nel mese di settembre è stato approvato in Conferenza dei Servizi il progetto di bonifica per il lotto 1A, che sarà il primo ad essere oggetto di bonifica.

Per questo gli obiettivi prioritari dell’Amministrazione sono: realizzare un parco urbano; aumentare i percorsi pedonali e ciclabili e il trasporto pubblico; realizzare un polo scientifico tecnologico e funzioni a servizio; limitare la mobilità carrabile di attraversamento.

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