Alla scoperta del borgo di Petrarca

Sorge sulle pendici del Monte Piccolo e del Monte Ventolone nel complesso dei Colli Euganei e ospita circa 1182 abitanti. È il borgo medievale di Arquà Petrarca, inserito nel club dei “borghi più belli d’Italia” e che nel 2017 si è aggiudicato il II posto nella speciale concorso “Borgo dei borghi” della trasmissione  Alle falde del Kilimangiaro.

Le sue origini sono molto antiche, risalgono infatti all’età del bronzo, come testimonia il sito di palafitte del laghetto della Costa.  Successivamente la zona è stata abitata dagli Eneti prima di essere annessa con la dominazione romana alla X Regio Venetia et Histria. Il nome del paese deriva dal latino Arquatum o Arquata, modificata durante la dominazione veneziana in Arquada e poi Arqua ma solo con l’annessione del Veneto al Regno d’Italia nel 1868 il nome è stato modificato in Arquà Petrarca per omaggiare Francesco Petrarca, il poeta che qui ha vissuto.

Una volta parcheggiata l’auto nella parte bassa del borgo si può iniziare a salire per visitare il borgo. Salendo da  via Fontana si incontrano diversi edifici e palazzi di pietra, ma anche  i lavatoi di pietra e la fontana del Petrarca. A pochi passi c’è la chiesa di Santa Maria, in cui sono presenti diversi affreschi di scuola veneto-bizantina e la pala di Palma il Giovane “L’ascensione” ed il Polittico del Trecento in cui si è stata messa la tomba del Petrarca realizzata sei anni dopo la morte del poeta utilizzando il pregiato marmo rosso di Verona. L’autore, Francescuolo da Borsano, ha realizzato il progetto su modello della tomba di Antenore a Padova. Il palazzo gotico che si vede arrivando sul sagrato è il quattrocentesco Palazzo Contarini, sede della famosa famiglia patrizia veneziana,  mentre di fronte c’è la trecentesca Casa Strozzi, sede di mostre e di eventi culturali.

Da qui si inizia a salire verso la parte alta di Arquà Petrarca.  Seguendo via Jacopo da Arquà si torva un affresco sbiadito sull’Ospitale della Madonna, costruito nel 1320 per ospitare mendicanti e viaggiatori. Guardandoci attorno non possiamo non ammirare alcuni splendide case con i loro broli e giardini realizzate dalle famiglie nobili padovane e veneziane tra XIII e XVI secolo.

La salita che prosegue per poche decine di metri porta al nucleo di Arquà Petrarca con le arcate della Loggia dei Vicari. Dalla piazzetta di San Marco si nota il complesso architettonico formato dalla Loggia dei Vicari con l’attigua casa dei Vicari e l’Oratorio della santissima Trinità. Restaurato recentemente con una moderna copertura che ne consente l’utilizzo durante le iniziative della comunità locale, la Loggia dei Vicari con la vicina Casa è stata costruita nel XIII secolo e per secoli è stata la sede dell’amministrazione locale.

Proseguendo sulla stradina che lambisce la loggia dei Vicari e santissima Trinità si sale sul piccolo promontorio del Monte Castello dove era situato il castello. Prima di scendere è possibile fare una piccola sosta all’Enoteca di Arquà dove poter assaggiare vini e formaggi locali. Il locale, non a caso, fa parte della Strada del Vino dei Colli Euganei.

Ovviamente bisogna visitare la casa del Petrarca. Dopo la morte del poeta nel 1374 la proprietà è passata a Francescuolo da Borsano o Brossano e successivamente a varie famiglie veneziane fino a quando il Cardinale Silvestri ha donato al Comune di Padova nel 1875 con la clausola di non cedere a nessuno l’abitazione per abitarci.  Già a metà Cinquecento il proprietario del tempo Paolo Valdezocco ha fatto alcune modifiche,  tra cui la loggetta e le scale esterne e la disposizione degli spazi interni per allestire una casa-museo. Gli interni sono stati decorati con affreschi raffiguranti la vita del Petrarca e scene ispirate ad alcune sue opere.

Oggi è stato creato un vero e proprio Museo che è suddiviso in varie sezioni: al primo piano ci sono quindi  “La Casa di Francesco Petrarca”, “Iconografia del Petrarca e di Laura”, “Arquà e il territorio circostante”, “La tomba del Petrarca”, “Il mito della Casa: i registri dei visitatori”, “Il mito della Casa: le reliquie e le medaglie commemorative”, mentre al piano terra si può vedere un video che illustra la vita del Petrarca ad Arquà negli ultimi anni della sua vita oltre ad una mostra fotografica dedicata ai luoghi del poeta in Veneto.

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