Alcatraz, la prigione da cui era (quasi) impossibile scappare

The Rock,  The Bastion, la fortezza. Tanti nomi per un solo luogo: l’isola di Alcatraz, il carcere più famoso al mondo. Situata nella Baia di San Francisco, la struttura viene aperta l’undici agosto del 1934 e in breve tempo diventa uno dei carceri più blindati al mondo, tanto da rendere quasi impossibile la fuga. Il nome è di origine spagnola e deriva da una specie di uccello marino che popolava l’isola.

Nato come bastione militare prima, e come isola con faro dopo, Alcatraz entra nell’immaginario collettivo come una delle prigioni più dure al mondo, in cui le regole molto rigide hanno “disegnato” la struttura come luogo infernale. Non a caso sull’isola finivano i criminali più pericolosi, nonostante convivessero pacificamente con i secondini e le loro famiglie. Sì, avete letto bene, ad Alcatraz vivevano anche le famiglie delle guardie penitenziarie che qui potevano fare giardinaggio e diverse altre attività, a pochi passi dalle sbarre in cui erano imprigionati ladri e assassini.

Ma Alcatraz è diventata famosa grazie alle sue regole e alla sua struttura che avrebbe dovuto impedire qualsiasi tentativo di fuga. Tanto da ispirare diverse pellicole hollywoodiane. Tra questi Fuga da Alcatraz (Escape from Alcatraz, 1979) di Don Siegel con Clint Eastwood, tratto dal romanzo di J. Campbell Bruce. Nella pellicola il direttore diceva ai detenuti: “Se si infrangono le regole della società si va in prigione, se si infrangono le regole delle prigioni ti mandano da noi”. Ma a rendere celebre la fortezza americana è un film del 1962, “L’uomo di Alcatraz” (Birdman of Alcatraz) di John Frankenheimer, con Burt Lancaster nel ruolo del criminale Robert Stroud, ornitologo, accusato di omicidio e rinchiuso in isolamento.

La cella che tutti avrebbero voluto evitare. E non solo. Perché vivere ad Alcatraz non era molto facile, le celle singole avevano dimensioni ridotte, e spesso i detenuti passavano molto tempo in isolamento in celle ancora più piccole e molto buie chiamate il “buco”, e le visite dei parenti erano rare, molto rare.

Nella storia ci sono stati 26 tentativi di evasione, ma soltanto di pochi uomini (si dice 5) si sono perse le tracce e si suppone che ce l’abbiano fatta. Alcatraz chiude i battenti nel 1963 e dal ‘69 al ‘71 è occupata da un gruppo di indiani d’America con l’intento di costruire sull’isola un centro culturale. Guidati da Richard Oakes, la comunità si era offerta di acquistare l’isola allo stesso prezzo al quale, nel 1626, gli indiani Lenape avevano venduto l’isola di Manhattan agli europei: perline colorate e stoffa rossa. Il presidio pacifico è stato rinforzato dai membri di 50 tribù, uniti sotto il nome di ‘Indians of all tribes’. Il progetto era quello di fondare ad Alcatraz un centro studi nativi americani, ma i manifestanti furono sgomberati un anno e mezzo dopo l’inizio della protesta.

Aperta per 29 anni, la prigione ha ospitato 1576 prigionieri. Da George  Kelly Burns, uno dei banditi più famosi del proibizionismo, meglio noto come “Mitragliatrice” a Alvin Karpis, “Il raccapricciante Karpis”, fino a Al Capone. Quest’ultimo si è mostrato così collaborativo da meritarsi l’accesso alla banda della prigione, gli Rock Islanders, dove era solito suonare il banjo nei concerti della domenica.

Ma la prigione è famosa anche grazie alla battaglia scoppiata tra le celle. Il 2 maggio del 1946, i detenuti, non vedendo possibilità di fuga hanno iniziato una sanguinosa lotta contro le guardie carcerarie. Queste hanno chiamato  i colleghi dell’unità della Polizia di San Francisco, della Guardia costiera, dell’Aeronautica militare e dei Marines. L’uccisione di due guardie prese in ostaggio ha infatti provocato la reazione di tutta la prigione che si è scatenata sulle forze dell’ordine per avere la meglio. La battaglie è tuttavia finita con la morte di tre prigionieri.

Ma Alcatraz è diventata famosa anche per la storia dei fratelli Anglin e Frank Morris, che, nel giugno del 1962, tramite alcuni buchi scavati e visibili ancor oggi nelle loro celle, sono riusciti a fuggire  (la loro storia è raccontata in Fuga da Alcatraz di Don Siegel, che vede tra i protagonisti anche Clint Eastwood). Si dice che Morris stesse studiando lo spagnolo da qualche mese, per raggiungere, dopo l’evasione, il sud America. Oggi, la fuga da Alcatraz è una gara di triathlon che si tiene la prima domenica di maggio e prevede 2.4 chilometri a nuoto, 29 in bicicletta e 12.9 a piedi.

Quello che resta della fortezza è comunque visitabile: attualmente Alcatraz è parte della Golden Gate National Recreation Area, gestita dal National Park Service. Per fare una visita conviene prenotare con largo anticipo, così da poter salire sul battello per raggiungere la prigione più famosa al mondo.

Durante la visita potrete entrare nella zona delle celle, osservarle e vedere come vivevano i criminali più pericolosi al mondo, potrete fare una sosta nella sala mensa e immaginare il piano di fuga progettato da Morris. Lasciatevi accarezzare dalla brezza marina durante la visita della prigione e in particolar modo nel cortile in cui i detenuti avevano l’ora d’aria.

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