Viaggio tra storia a natura. Alla scoperta di Comacchio e delle sue Valli

Sorge su 13 isole, e il suo centro storico si perde in tanti piccoli vicoli spesso accompagnati da canali. È la Venezia dell’Emilia Romagna: Comacchio, la terra delle anguille. Sì, perché proprio qui a pochi chilometri dal Veneto ci sono impianti per la pesca di questo pesce lagunare.

La cittadina in provincia di Ferrara, che offre rifugio a 22mila anime, si trova nel cuore del Parco del Delta del Po.  La sua origine risale a circa duemila anni fa e fino al 1821 si poteva raggiungere soltanto via acqua. Durante la sua lunga storia Comacchio è stata  assoggettata al potere dell’Esarcato di Ravenna prima, del Ducato di Ferrara in seguito, per poi tornare a far parte dei territori dello Stato Pontificio.

Oggi è meta di turisti, degli amanti dell’anguilla che è la protagonista indiscussa della Sagra che si tiene solitamente tra metà settembre e ottobre. Durante queste due settimane gli amanti della gastronomia potranno degustare l’anguilla marinata, fritta, grigliata e tante altre specialità.

Tuttavia del 2006 si tiene inoltre la Fiera Internazionale del birdwatching, durante la quale vengono esposte varie ricette dell’anguilla che viene pescata nelle Valli di Comacchio, la casa di diverse specie di uccelli, fenicotteri compresi.

Per visitare la cittadina vi consiglio di parcheggiare l’auto nei pressi del duomo. Da qui a piedi vi intrufolerete nei piccoli vicoli della cittadina, emiliana dove passo dopo passo entrerete nello spirito di Comacchio. Partite quindi da piazza XX settembre dove sorge la Cattedrale di San Cassiano. L’ingresso è gratuito. Secondo gli studiosi  la prima cattedrale dedicata al santo patrono della città sarebbe stata fondata nel 708, mentre l’attuale cattedrale sarebbe stata  consacrata soltanto nel 1740. La struttura è stata progettata dall’architetto romano Angelo Cerruti. Sul lato destro della Cattedrale si trova la maestosa Torre Campanaria, opera del veneziano Giorgio Fossati, in stile leggermente diverso rispetto allo spirito del duomo.

Vicino via Mazzini si trova il Loggiato dei Cappuccini costituito da 143 archi sostenuti da altrettante colonne, capaci di creare un ambiente suggestivo. Il loggiato conduce al Santuario di Santa Maria in Aula Regia, ma conduce anche alla struttura che ospita la Manifattura dei Marinati, che è accessibile tramite un arco posto proprio sotto il porticato che ne indica la presenza. Si tratta di un  museo dedicato alla storia e alla cultura degli abitanti di Comacchio.

Proseguite seguendo le numerose indicazioni del Trepponti e arriverete nei pressi della Torre Civica e della Loggia del Grano. La prima è forse la ricostruzione ottocentesca di un’antica torre trecentesca che è stata rasa al suolo e dal 1816 si compone inoltre di un orologio meccanico. La Loggia, invece, è stata attribuita all’architetto ferrarese Giovan Battista Aleotti ed edificata tra il 1615 e il 1623. Oggi è un luogo in cui riposare all’ombra.

Tuttavia il vero e proprio simbolo di Comacchio è il ponte Pallotta, oppure il Trepponti. Costruito nel 1638, il ponte era la vera porta della cittadina, dato che il canale portava direttamente sul mare Adriatico. Il monumento è stato progettato dall’architetto ravennate Luca Danese per volere del Cardinale Giovan Battista Pallotta. La struttura tuttavia sembra richiamare l’atmosfera metafisica tanto cara a Giorgio De Chirico, artista caro alla provincia ferrarese e in particolar modo alla cittadina capoluogo di provincia.

Per questo motivo preferisco il piccolo  ponte degli Sbirri, (o Ponte della Ca’), formato da tre arcate per unire il principale snodo d’acqua della città. Nei pressi della struttura si trova uno degli edifici più belli della cittadina: Palazzo Bellini. Costruito nella seconda metà dell’Ottocento, oggi è sede della biblioteca civica L.A. Muratori, dell’Archivio Storico Comunale e di numerose mostre che periodicamente vengono organizzate. Questo palazzo è stato sede fino a novembre 2016 del Museo del Carico della Nave Romana, oggi trasferito ed ampliato nella nuova struttura museale. Dal lato opposto si trova invece l’Ospedale degli Infermi, una splendida struttura in stile neoclassico progettata dall’architetto ferrarese Antonio Foschini a partire. Oggi l’edificio realizzato nel  1771, è diventato la sede del nuovissimo Museo Delta Antico.

Una volta terminato il tour nella piccola cittadina, riprendete l’auto e dirigetevi verso la foce. Qui si trova uno dei luoghi più caratteristici dell’intera regione: le Valli di Comacchio. La laguna è dotata di vecchie salite che oggi sono siti di nidificazione dei fenicotteri rosa e sono i posti prescelti per pescare. Qui sorgono infatti diversi casoni, dove, prenotando la visita in battello della zona, si possono effettuare brevi escursioni per osservare il modo di catturare le anguille.

Una volta terminato il giro a piedi, battello o bicicletta, raggiungete il mare Adriatico. Potete infatti visitare la cittadina marina di Porto Garibaldi dove poter prendere uno spritz con l’odore del mare.

 

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Borghettaro ha detto:

    A me è piaciuta un sacco

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    1. Enrica Tancioni ha detto:

      Bella, bella. Non ci sono parole per descriverla…

      Piace a 1 persona

      1. Borghettaro ha detto:

        Peccato che è molto conosciuta per le anguille e non per la sua bellezza

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