Giro a Ferrara, la città delle biciclette e dei cappellacci

Bella, misteriosa e metafisica. Come amava dipingerla Giorgio De Chirico, il padre della pittura metafisica. Così Ferrara, fulcro della potenza e della ricchezza degli estensi è così, un piccolo gioiello. Incastonata tra le verdi valli, la laguna di Comacchio e il mare Adriatico, la cittadina delle biciclette, anzi il suo centro storico è patrimonio dell’Unesco dal 1995. Il merito è delle sue bellezze rinascimentali arrivate fino ai giorni nostri.

Il giro per la cittadina dei cappellacci con zucca inizia proprio dal suo simbolo: il castello Estense. Si tratta di uno dei rari esempi di castello con fossato ancora oggi pieno di acqua. La costruzione, iniziata nel 1385, oggi conserva imponenza e bellezza. Il merito è del colore mattone della struttura, delle quattro torri poste ai lati e al sistema di ponti levatoi attraverso cui entrare nel castello. Una volta all’interno, oltre alle foto d’obbligo, si possono inoltre visitare le prigioni e le ampie sale affrescate, utilizzate per i giochi e il diletto di corte.

A due passi dal castello, e più precisamente nel lato opposti del castello, si trova il Teatro comunale, al cui interno si trova una struttura che un tempo era adibita al tarffico delle carrozze, si tratta della Rotonda Foschini. È un piccolo cortile ovale da cui poter osservare con il naso all’insù l’azzurro del cielo. Gli ingressi sono due: da corso Giovecca, una delle vie principali di Ferrara e da corso Martiri della libertà.

Una volta finita la visita del castello arrivate lungo corso Ercole I d’Este. È considerato uno dei viali più belli d’Europa, e questo anche grazie alla presenza di palazzi storici e alla totale assenza di negozi e attività commerciali. Arrivate al Palazzo dei Diamanti, entrate nel cortile per osservare il pozzo e l’intera struttura, e una volta terminato il giro potete decidere di arrivare fino alle Mura medievali. Se riuscite fate un giro all’interno della Pinacoteca nazionale di Ferrara e delle mostre temporanee che si susseguono all’interno del palazzo.

Perdete almeno due minuti per fotografare il corso da palazzo dei diamanti, struttura che ha preso il suo nome dalle presenza di circa 8500bugne in marmo bianco e rosa a forma di diamante, che ne ricoprono le due facciate. La struttura, fortemente voluta dagli Estensi , è stata progettata da Biagio Rossetti. Belle e misteriosa la struttura custodisce anche un’antica leggenda. Secondo antichi miti una delle bugne conterrebbe un diamante nascosto da Ercole I. Gli unici a conoscere la vera posizione della pietra sarebbero stati dunque lo stesso duca e il capomastro, ma la leggenda vuole che Ercole I fece tagliare la lingua all’operaio per evitare che svelasse il nascondiglio  del diamante.

A nord del palazzo dei Diamanti si trova inoltre il vecchio cimitero ebraico, costruito a ridosso delle vecchie mura medievali.

Tornate indietro verso il castello e muovetevi in direzione sud. Ammirate piazza Savonarola e i numerosi portici, riparo per i ferraresi, costeggiate quindi il palazzo comunale e troverete la cattedrale di San Giorgio Martire, il Duomo di Ferrara. È il maggiore luogo di culto della cittadina della Spal che, costruita in marmo banco, solo grazie alla sua facciata riesce a “raccontare” gli stili architettonici che si sono susseguiti nel tempo. Il campanile è rinascimentale, ed è stato iniziato da Leon Battista Alberti, dal momento che è ancora incompiuto. Se volete potete inoltre visitare il Museo della Cattedrale.

Ammirate quindi i portici della cattedrale in piazza Trento – Trieste tornate indietro fino ad arrivare in  piazza Municipio. Qui troverete il Palazzo Municipale. Tuttavia l’edificio era chiamato Palazzo Ducale, perché sede dei duchi fino alla costruzione del castello. L’ingresso è ornato dall’imponente Scalone d’Onore, opera dell’architetto Pietro Benvenuto degli Ordini, che ha inoltre progettato l’intera  piazza, oggi ricca di bar e negozietti.

La strada più bella e caratteristica di Ferrara è via delle Volte. Per arrivarci da piazza Trento – Trieste potete imboccare via San Romano, dove si incrociano piccoli vicoli un tempo abitati dagli ebrei. Proprio nelle vie più a sud della cattedrale sorgeva infatti il ghetto ebraico, di cui sono rimaste delle tracce, grazie alle indicazioni affisse sui palazzi. A un certo punto vi troverete proprio in mezzo alla via, chiamata così per la presenza di archi e passaggi sospesi. È lunga circa 2 chilometri, per questo motivo potrete scegliere il tratto che più vi piace.

Il nostro giro è poi proseguito alla ricerca della darsena ferrarese. Abbiamo infatti raggiunto la zona di porta Paula fino al canale di Burano e siamo arrivati nei pressi dell’Acquedotto monumentale, si tratta del primo acquedotto costruito a Ferrara. Correva il 1890, quando la struttura ha permesso di portare nella città dei cappellaci l’acqua da Castelfranco Emilia. Questo  attraverso una condotta che è rimasta in funzione fino ai primi anni ’80 del XX secolo. Oggi appare come una struttura moderna ma che allo stesso tempo richiama agli interventi rinascimentali.  La struttura è alta circa 37 metri e poggia su di una base tendenzialmente circolare assimilabile agli antichi templi cinquecenteschi.

Passeggiate lungo corso Vittorio Veneto e osservate le villette liberty e déco che sono state edificate lungo la strada. Il giro vi porterà quindi all’incrocio con corso Cavour, svoltate e attraversate il lungo viale che vi porterà fino al centro della città e al castello Estense.

A questo punto potrete proseguire lungo corso Giovecca fino a via Madama, imboccate la stradina e proseguito dritto fino a incrociare via Scandiana, qui a pochi metri si trova palazzo Schifanoia. Il palazzo, costruito nel 1385, ha ereditato il nome dall’espressione:   schifare la noia, ovvero edificio destinato al riposo ed allo svago. Il nome  intendeva, infatti, sottolineare la sua funzione presso la corte estense. Oggi è sede di un Museo che appartiene alla rete museale di Ferrara.

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