Tra cascate e gole. Alla scoperta degli orridi di Bellano e Nesso

È lento e impercettibile il processo erosivo del fiume Pioverna. Lui, tra salti e spruzzi, ancora oggi plasma la roccia del canyon dell’orrido di Bellano. Situato in una gola naturale, l’orrido è racchiuso tra il Taceno e Bellano, a due passi dal lago di Como. Nonostante per molti studiosi l’origine della sua formazione sia da imputarsi al fiume Pioverna, che nel corso dei secoli ha finito per scavare le rocce in gigantesche marmitte e suggestive spelonche, secondo altri sarebbe dovuta ai movimenti tettonici e ai terremoti.

Così sulle sponde del lago gli amanti del mistero potranno passeggiare all’interno della gola, su passerelle in acciaio fissate nella roccia. Un passo dopo l’altro potranno immergersi nelle atmosfere cupe dell’attrazione, venendo risucchiati dal rumore assordante dell’acqua. Camminando lungo le passerelle si attraversano gole e si possono ammirare le cascate, e ci si può immergere in un’atmosfera lontana, in cui la vegetazione e gli specchi d’acqua azzurrissima regalano panorami imperdibili.

Appena all’ingresso del percorso pedonale si trova una roccia, sulla quale spunta una torretta. La sua origine e funzione sono circondate da mistero, tanto che nel corso dei secoli decine sono le storie a essa legate. È infatti conosciuta come Casa del diavolo, anche grazie alla presenza di figure mitologiche e un satiro. Ancora oggi la funzione della struttura è sconosciuta, ma si narra che al suo interno si svolgessero festini che terminavano con evocazioni del maligno.

Nei pressi di Torno si trova un altro orrido, quello di Nesso. È  visibile da piazza Castello o dal ponte medievale (detto anche ponte della Civera), sulla riva del lago. L’Orrido è formato dalla confluenza dei due torrenti: Tuf e Nosè, che scivolando tra le rocce, formano una ripida cascata. Il dislivello dal salto della cascata alle acque del Lario, che è di circa 200 metri, si snoda tra gole strette e profonde modellate dallo scorrere delle acque. Usato al servizio delle fabbriche e degli opifici della zona, l’orrido è stato fondamentale per lo sviluppo dell’industria manifatturiera della zona.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. A. ha detto:

    Ma è bellissimo 😍

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    1. Enrica Tancioni ha detto:

      Posti incantevoli…

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  2. Eleonora Ongaro ha detto:

    Un posto davvero incantevole, grazie per avercelo fatto conoscere! La passerella mi ha ricordato quella delle Cascate del Varone (vicino a Riva del Garda), che mi avevano affascinato molto 😊

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  3. Enrica Tancioni ha detto:

    Due posti splendidi, sicuramente da vedere e da visitare. Una delle prossime gite sarà quelle alle cascate del Varone, non vedo l’ora di vederle…

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