Umbria, terra di borghi. Alla scoperta di Spello, Todi, Città della Pieve, Città di Castello e Bevagna

Umbria, terra dei borghi. Lontano dal caos e dalla fretta delle grandi città la regione più verde d’Italia è capace di regalare e offrire veri e propri capolavori di arte e architettura. Così tra una salita e l’altra, sarà possibile scoprire rocche, vicoli, chiese e campanili incastonate tra colline e prodotti di primo ordine.

La prima tappa ci porta nella meravigliosa Spello, la cittadina che, celebre per l’infiorata, è una famosa colonia Julia. Adagiata sulle pendici del monte Subasio, Spello è incastonata tra Assisi e Foligno. Entrata tra i borghi più belli d’Italia, la cittadina regala un importante patrimonio ambientale, culturale ed artistico.

La visita inizia dalla parte bassa, dove si trova una villa romana ricca di mosaici. Dopo la visita entrate nella cittadina usando una delle numerose porte medievali, come quella Consolare che segnava l’ingresso in città della via Flaminia. Salite lungo l’antica via e seguite il percorso. La porta forse più nota è quella di Venere, che costruita in età augustea, ha un arco trionfale contornato da due torri di Properzio a pianta dodecagonale.

Tra antiche chiese e negozi di arte e artigianato raggiungerete il belvedere,  un’antica terrazza su cui era costruito il foro romano. Perdetevi tra i vicoli, ognuno dei quali sarà in grado di  regalarvi odori e colori. Sì, perché le vie di Spello durante il giorno del Corpus Domini, si vestono di fiori.

Dove mangiare: Gusto Bistrot dove potrete degustare salumi e formaggi e un ottimo bicchiere di vino.

Si trova invece nella piana di Foligno Bevagna, la città delle gaite. Circondata da terreni pianeggianti ricchi di acqua e per questo coltivati a grano, viti e olivi, la cittadina è famosa per una delle rievocazioni storiche più belle d’Italia: le Gaite. Ma a causa dell’emergenza della pandemia di coronavirus l’evento, che porta tra i vicoli e le piazze i cittadini vestiti in costume per far scoprire gli strumenti di un tempo ormai passato, è stato riorganizzato seguendo le misure anti Covid-19.

foto di Gabriele Mauro

Tuttavia anche nel 2020 sono stati numerosi i turisti che hanno passeggiato tra le vie della cittadina, per scoprire la sua storia. Proprio qui, nel centro del borgo, sembra possibile udire le antica gesta dei cittadini di Mevania, “colei che sta nel mezzo”. Famosa nell’antichità come centro commerciale, Bevagna è attraversata dalla via Flaminia ed è stata un importante porto fluviale, grazie alla confluenza tra Clitunno e Timia. Il borgo è stato “cantato” da Plinio il Vecchio e Plinio il Giovane, Virgilio, Giovenale e dai viaggiatori del Grand Tour e Carducci.

Dove mangiare: enoteca e norcineria Mevania. Ottimo tagliere di salumi e formaggi.

Famoso centro etrusco-romano, Città della Pieve è uno dei borghi più visitati dell’Umbria. Il motivo? La bellezza dei vicoli e dei panorami. Il piccolo centro storico mantiene ancora oggi l’impianto urbanistico medievale, sul quale i diversi architetti hanno innestato elementi rinascimentali, ma anche barocchi e neoclassici. Una volta arrivati nel centro storico potrete decidere si seguire l’itinerario dei vicoli, o quello dei paesaggi.

Fate un salto nella cattedrale dei santi Gervasio e Protasio, la torre Civica, eretta nel XII secolo, e la torre del Vescovo, torrione di avvistamento edificato probabilmente nel 1326, notevoli sono la Rocca (1326), con cinque torri, il Palazzo della Corgna (XVI secolo), sede della biblioteca comunale e di esposizioni temporanee, palazzo Bandini (XVI secolo) e palazzo Baglioni, del XVIII secolo.

Ma il consiglio è uno solo: perdersi tra i vicoli dove potrete godere del fresco e della bellezza delle composizioni floreali. Tra i vicoli più famosi c’è il Baciadonne, considerato il vicolo più stretto d’Italia per la sua larghezza che varia dai 50 ai 60 centimetri.

Dove mangiare: trattoria Bruno Coppetta, dove troverete la pasta mantecata nelle forme di formaggi e ottimi primi, come il risotto con le fave.

Si estende lungo l’Alta Valle del Tevere ai confini con l’alta Toscana Città di Castello. Famosa per il passato industriale, rivitalizzato grazie alla Fondazione Burri, la cittadina respira arte in ogni vicolo. Cinta da mura cinquecentesche, la città regale atmosfere sognanti grazie al centro storico e alle sue architetture rinascimentali, i cortili e i loggiati dei palazzi gentilizi, ma anche ai chiostri e alle navate delle sue chiese. Fate un salto nella Cattedrale (XI secolo), ma anche a Santa Maria Maggiore, Santa Maria delle Grazie, San Francesco e San Domenico. Visitate la Pinacoteca comunale, in palazzo Vitelli alla Cannoniera: ampliata con nuove sale espositive conserva capolavori di Raffaello, Luca Signorelli, Ghirlandaio, Raffaellino del Colle e Pomarancio. Se siete amanti dell’arte contemporanea visitate palazzo Albizzini e gli ex Seccatoi del Tabacco dove troverete le opere di Alberto Burri.

Dove mangiare: Hostaria l’Accademia, ottimi antipasti tipici e ottimi primi.

È invece  cinta da tre concentriche cerchia di mura, che testimoniano l’estensione raggiunta in epoca umbro-romana, romana e medievale, Todi. Prima di entrate nel cuore del centro storico vi troverete davanti una delle chiese più alte del Rinascimento umbro: Santa Maria della Consolazione.

Foto di Gabriele Mauro

Nel centro vi potrete perdere della grande piazza del Popolo, dove si affacciano palazzi laici e religiosi. Il  palazzo del Popolo, chiamato anche palazzo Vecchio, è uno degli edifici più antichi non solo della regione, ma dell’intera nazione. Costruito tra il 1214 ed il 1228 si presenta con la sua loggia molto ampia. Sulla piazza si affaccia inoltre il palazzo del Capitano (fine XIII secolo), detto palazzo Nuovo in stile gotico.

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