Bagno Vignoni, tra acque termali e vecchi mulini

Evoca atmosfere di altri tempi Bagno Vignoni, piccola frazione di San Quirico d’Orcia in provincia di Siena. Nonostante, secondo l’ultimo censimento del 2001, gli abitanti siano appena 30, il borgo richiama ogni anno decine di turisti.

Perché la frazione, che si trova all’interno del Parco Artistico Naturale della Val d’Orcia, “racchiude” acque che sgorgano naturalmente, tanto da diventare all’epoca dei romani uno dei centri termali più importanti della Toscana.

Bagno Vignoni è inoltre la location di diverse produzione cinematografiche. La prima risale al 1982, quando il regista sovietico Andrej Arsen’evič Tarkovskij, ha deciso di ambientare proprio qui tra colli e cipressi molte scene del film Nostalghia che l’anno successivo ha vinto il Grand Prix du cinéma de création al festival di Cannes, ex æquo con L’Argent del regista francese Robert Bresson.

La piazza delle sorgenti, una vasca rettangolare di origine cinquecentesca, contiene una sorgente di acqua termale calda e fumante che esce dalla falda sotterranea di origini vulcaniche. Ed è uno dei luoghi più fotografati dell’intero villaggio, dove nel 1992 è stata girata una scena del film Al lupo al lupo di Carlo Verdone, nella quale i tre fratelli interpretati da Francesca Neri, Sergio Rubini e dallo stesso Verdone fanno il bagno di notte nelle acque termali.

Sempre nel 2014 la piazza ha ospitato la troupe de “La scuola più bella del mondo” con Christian De Sica e Rocco Papaleo. Bagno Vignoni nel corso dei secoli è stato il luogo del buen retiro di personaggi illustri, come Lorenzo de’ Medici, Caterina da Siena, Papa Pio II che hanno scelto di passare del tempo nel piccolo borgo.

Sulla piazza si affacciano edifici rinascimentali e il  loggiato di Santa Caterina da Siena, costruzioni che riescono a conferire all’intera area grande eleganza.  

Le acque termali si dirigono poi verso la scarpata dove si trova il Parco Naturale dei Mulini, qui, completamente immergi nel verde,  si stagliano quattro mulini scavati nella roccia. Realizzati forse intorno al XII secolo, i mulini riuscivano a funzionare anche in estate grazie alla perenne sorgente termale.

L’acqua precipita quindi verso il fiume dove si suddivide in piccolo rigagnoli che formano cascate e vasche suggestive. Qui, in basso, si trovano le terme libere grazie alla presenza di una vasca naturale dal color turchese. Colorazione che si deve al calcare che nel corso dei secoli si è depositato sul fondo. La balneazione è tuttavia vietata.

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