In giro per San Gimignano, la Manhattan del Medioevo

È incastonata nel cuore della Toscana tra Siena e Firenze la Manhattan del Medioevo. San Gimignano, la cittadina che nell’età medievale contava 72 torri simbolo di ricchezza delle famiglie nobili dell’epoca, è stata  dichiarata Patrimonio Mondiale dell’Unesco. Tuttavia oggi rimangono soltanto 13 torri, ma nonostante tutto passeggiando nel borgo fatto di vicoli e stradine si respira ancora l’atmosfera medievale. Qui, all’ombra di una delle torri, potrete passeggiare sentendo l’eco di epoche lontane.

Tutto ha inizio nel 1282 quando il governo di San Gimignano ha promulgato una legge che impediva di abbattere le vecchie case se non per costruirne di più belle. Dopo un secolo, la cittadina ha raggiunto il suo massimo splendore. E oggi la San Gimignano che andiamo a visitare è quasi identica a quella medievale.

Racchiusa tra case nobiliari e torri medievali si trova la piazza della Cisterna, forse una delle piazze più belle del borgo. Deve il suo nome alla cisterna a forma ottagonale costruita nel centro della piazza nel 1273. Collegata da un passaggio a Piazza del Duomo, la piazza è quindi il centro del borgo, e da sempre il suo cuore pulsante delle attività commerciali. Ancora oggi è possibile passeggiare tra botteghe e taverne, proprio lì dove nel Medioevo si organizzavano giostre e mercati. Sulla piazza si affaccia il Vicolo dell’Oro, il passaggio in cui nell’antichità risiedevano le botteghe dei “battiloro”, ovvero gli artigiani che, battendo l’oro, riuscivano a realizzare lamine sottili usate per ricoprire le immagini dei santi che ornavano gli altari delle chiese.

Merita una visita il duomo, al cui interno, suddiviso in tre navate, sono conservati veri e propri capolavori di pittura. Le pareti sono affrescate con le storie del Nuovo e Vecchio Testamento, così come la cappella di Santa Fina, uno dei capolavori di tre artisti fiorentini: l’architetto Giuliano da Maiano, lo scultore Benedetto da Maiano e il pittore Domenico Ghirlandaio.

Insieme alla cattedrale, la Loggia del Comune e le torri arrivano a creare il complesso architettonico di Piazza Duomo. Oggi la struttura ospita il  Museo Civico di San Gimignano con la cisterna del 1361 che segna l‘ingresso dello spazio, gli affreschi di Sodoma e la Pinacoteca. Al suo interno si trova la Sala di Dante, ovvero la Sala del consiglio ribattezzata in onore della visita del poeta della Divina commedia nel 1299. Dal palazzo si può accedere alla torre più alta della città, Torre Grossa.

Facilmente raggiungibile dal duomo, attraversando Piazza delle Erbe, dalla Rocca di Montestaffoli è possibile godere della vista a 360° sulle torri di San Gimignano e sulla Val d’Elsa. Qui in pieno Medioevo, c’era una rocca di proprietà del vescovo di Volterra. Successivamente, dopo la sottomissione a Firenze, è stata edificata la fortezza per difendere la città dagli attacchi provenienti da Siena. Oggi di queste testimonianze rimane ben poco, infatti è aperto al pubblico solo uno degli antichi torrioni.

Nell’Ottocento, con l’arrivo in città dell’architetto tedesco Von Klenze, al servizio del Gran Duca di Toscana, ha inizio il processo di rinnovamento di San Gimignano. La ricostruzione delle torri e delle mura che circondano la cittadina si devono infatti all’intervento dell’architetto, grande amante del periodo medievale.

Oggi San Gimignano è uno dei borghi toscani da visitare, non solo per la bellezza del borgo, ma anche per la bontà delle materie prime. E non solo, perché è diventata la meta del turismo lento, quello che ruota intorno al cammino della Via Francigena.

La cittadina è stata inoltre la location del videogioco Assassin’s Creed II, in cui sono rappresentati e citati molti dei maggiori monumenti della città. Torri e vicoli che hanno fatto da sfondo a diverse produzioni cinematografiche.  È il caso de “Il fu Mattia Pascal”, adattamento cinematografico della novella di Luigi Pirandello di Marcel L’Herbier. Era il 1925.

Si dovrà attendere poi il 1949 per ritrovare tra le strade del borgo vere e proprie troupe cinematografiche, come quella di “Prince of Foxes”, pellicola di Henry King, in cui Orson Welles/Cesare Borgia e Tyrone Power/Andrea Orsini percorrono in lungo e in largo le strette vie di San Gimignano.

Nel 1971 arriva Franco Zeffirelli che qui ha girato qui ‘Fratello sole, sorella luna’, struggente rivisitazione della storia di San Francesco. Location cara al regista che qui è tornato anni dopo per  il film  ‘Un tè con Mussolini’. Nel 1979 i fratelli Taviani decidono di ambientare a San Gimignano “Il prato” con Isabella Rossellini.

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