Alla scoperta di Sirmione: tra terme, Grotte e vicoli

Sirmione, perla delle penisole e delle isole, di tutte quante, sulla distesa di un lago trasparente o del mare senza confini, offre il Nettuno delle acque dolci e delle salate, con quale piacere, con quale gioia torno a rivederti; a stento mi persuado d’avere lasciato la Tinia e le contrade di Bitinia, e di poterti guardare in tutta pace”. Sono le parole del Carme 31 di Catullo che, legato al lago di Garda, ha deciso di dedicare versi alla sua amata Sirmione.

Il Carme, che parla di una proprietà  della ricca famiglia veronese dei Valerii nella penisola, è stato messo in relazione con i resti della villa fin dal XV secolo. Da allora la denominazione “Grotte di Catullo” è diventata di uso comune,  nonostante sia stata costruita dopo la morte del poeta.

Tuttavia a suffragare la tesi che la villa fosse di proprietà della famiglia di Catullo è anche un affresco che rappresenta una figura maschile con una toga, un rotolo tra le mani. Secondo gli studiosi si tratterebbe proprio del poeta Catullo. Ipotesi che si basa sul confronto con una raffigurazione presente nella Casa con Biblioteca di Pompei (VI, 17). Qui, all’interno di una nicchia è stato “dipinto” un poeta con abiti romani e una corona di lauro e un rotolo tra le mani, simbolo della sua creazione poetica.  Il piccolo Erote, che decora la lampada sospesa sopra il capo del poeta, fa riferimento alla poesia amorosa, genere in cui eccelleva Catullo, e sembra suggerirne la sua identità. Gli studiosi, dopo aver notato le analogie, hanno quindi avanzato l’ipotesi che si tratti di due ritratti dello stesso poeta.

Il viaggio a Sirmione, una delle perle del lago di Garda, inizia proprio dalle Grotte di Catullo che si trovano sulla punta della penisola. Qui, contrariamente al nome, il visitatore si troverà davanti a una domus romana che, costruita tra la fine del I secolo avanti Crotone e il I secolo dopo Cristo, è uno dei complessi archeologici più belli e interessanti dell’intera Lombardia.

Il nome deriverebbe dallo stato in cui l’area è stata trovata, ovvero coperta di vegetazione. Le strutture apparivano dal terreno sotto forma di caverne. Qui, in una passeggiata nella storia e  nell’arte è possibile perdersi nella bellezza del panorama che si erge su tutto il lago di Garda.

Dal sito archeologico è possibile osservare una delle spiagge più caratteristiche della stessa Sirmione: Jamaica Beach. L’area, che offre ai bagnanti un’atmosfera esotica, è interamente circondata dalle acque del lago così da far trascorrere ore di relax e tranquillità a chiunque voglia immergersi nelle acque del lago.

Ma il simbolo della cittadina è senza ombra di dubbio il Castello Scaligero che, con le sue tre torri, è messo a guardia dell’unico punto d’accesso via terra al centro storico della città. Costruito alla metà del XIII secolo, il castello è stato il simbolo della dinastia degli Scala che per 125 ha governato la città di Verona. È uno dei pochi esempi presenti in Italia di una fortificazione lacustre, nonché di uno dei castelli più completi e meglio conservati dell’intero bel paese.

La rocca è circondata da tutti e quattro i lati dalle acque del lago, così da diventare un luogo magico e suggestivo.  Dopo aver percorso i 146 gradini della lunga scalinata si può accedere alle ronde di camminamento da cui si apre la vista tutto il Garda. Ma Sirmione e in particolar modo il castello sembra legato alla storia di amore  tra Ebengardo e Arice. La leggenda vuole che i due neo sposi si siano trasferiti nella Rocca. Una notte, quando infuriava la tempesta, il marchese di Feltrino, Elalberto, ha bussato in cerca di riparo.

I due sposi hanno deciso di ospitarlo, ma il marchese, colpito dalla bellezza di Arice, è entrato nella camera della giovane che, nonostante i tentativi di liberarsi, è rimasta uccisa da un pugnale. Il marito della ragazza, svegliato a causa  dei rumori, ha  raggiunto la camera dell’amata, dove si è trovato  davanti ad Arice senza vita. Così preso dalla rabbia ha pugnalato il marchese. Da quel giorno Ebengardo si è confinato  nel castello fino alla sua morte. Ancora oggi si narra che nelle notti di tempesta il fantasma di Ebengardo continui ad aggirarsi tra le mura del castello alla ricerca della perduta sposa.

Il centro storico di Sirmione è delizioso, tra le vie e i piccoli vicoli è possibile fare un salto nel tempo, e riscoprire la meta preferita di Maria Callas.

A pochi chilometri da Sirmione si trova la Rocca di Manerba.

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