Viaggio emozionale nelle città simbolo di Lawrence Ferlinghetti

Non chiamatelo poeta della Beat Generation. Perché Lawrence Ferlinghetti era un poeta, un editore, un pittore, una sorta di agitatore culturale e promotore della libertà di espressione in tutte le sue forme. Un autore non-beat poet diventato diffusore di ideologie e movimenti che hanno animato la cultura underground statunitense.

Seppur al centro del movimento Ferlinghetti non ha abbracciato lo stile di vita della beat generation, né ha mai definito la propria poetica beat, anche se nei suoi scritti è riuscito a raccogliere le suggestioni della controcultura, ma è riuscito a superarla così da far diventare i propri scritti vere e proprie memorie di viaggio. Perché lui dal Big Sur a San Francisco, da Brescia a Roma e infine a Parigi è riuscito a raccogliere ricordi e memorie e li ha trasferiti negli scritti dando un’impronta personale.

Le tappe della sua vita sono state sezionate in Autobiograpy (in A Coney Island of the Mind). Tra le parole è possibile scorgere i ricordi della sua infanzia, dello sbarco in Normandia fino al ritorno a San Francisco. Ecco che il viaggio diventa la scoperta della sua essenza interiore contornato dall’immagine di una vita tranquilla.

Foto di Brian Kyed by Unsplash

Il viaggio emozionale alla scoperta di Ferlinghetti  parte da Yonkers, nello stato di New York, al confine nord con il quartiere del Bronx. Qui Lawrence è nato, e qui nella roccaforte della critica letteraria si incontra e si scontra con l’ambiente letterario che l’avrebbe snobbato e lo avrebbe relegato nella lista dei poeti minori di San Francisco. Eppure, nonostante tutto, Ferlinghetti dedica a Coney Island, la terra del divertimento e delle ruote panoramiche, una delle sue raccolte più famose. È in America che inizia il viaggio alla scoperta delle sue origini, il padre Carlo nato a Brescia nel 1872, era arrivato in terra americana nel 1894 ed è stato naturalizzato due anni dopo. Carlo scompare sei prima della nascita del figlio Lawrence.

La scoperta delle sue origini prosegue in Italia e a Brescia dove tenta di ricostruire la storia del padre. Grazie all’aiuto degli impiegati dell’anagrafe scopre la storia del suo cognome. Il padre era nato sotto il nome dei Ferlinghetti e poi una volta arrivato in America aveva deciso di semplificare le sillabe del cognome e trasformarle in Ferling. Negli Usa aveva conosciuto Lyons Albertine Mendes-Monsanto, di origini franco-portoghesi sefardite, e si erano sposati. Dopo la morte di Carlo per attacco cardiaco, la moglie è stata ricoverata in manicomio. Lawrence è stato quindi affidato alla sorella Emily Monsanto, che lo avrebbe cresciuto fino all’adolescenza.

Sono diversi i componimenti che Ferlinghetti dedica all’Italia. Nel 1965, in occasione del festival dei Due Mondi di Spoleto, conosce e ascolta Pier Paolo Pasolini e a quell’incontro dedica l’antologia Roman Poems. Qui raccoglie 28 poesie di Pasolini tradotte da Ferlinghetti e Francesca Valente, allora direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura di San Francisco. Sempre nella stessa raccolta canta Roma in Questi sono i miei fiumi, dal titolo omaggio a Giuseppe Ungaretti, e che Ferlinghetti ha indicato in Nilo, Senna e Tevere. Sempre a Spoleto incontra Ezra Pound che finisce per diventare Musa nella seconda parte di Open Eye, Open Heart nel 1973. L’eco di Bologna e delle contestazioni sono invece presenti in Far Rockaway.

Foto di Patrick Robert Doyle by Unsplash

Grazie alla zia Emily conosce il panorama culturale francese. Vive i primi cinque anni della sua vita sua Strasburgo, e qui il francese diventa lingua madre. In breve tempo ritorna a New York dove la zia Emily lavora come governante in una ricca famiglia: i Bislands. Sarà la famiglia a contribuire all’educazione di Lawrence permettendogli di iscriversi all’università. Studia alla Mount Hermon School e all’Università della Carolina del Nord a Chapel Hill, e in un secondo momento decide di arruolarsi nella Marina statunitense durante la Seconda guerra mondiale. Esperienza di cui parla poco, nonostante abbia preso parte allo sbarco in Normandia nel 1944 e nonostante fosse in servizio militari nel Pacifico quando è stata sganciata la bomba atomica su Nagasaki.

I pochi versi dedicati alla guerra sono “Tre miglia quadrate di poltiglia, costellate di ossa e capelli“. Forse per gli orrori visti durante il servizio militare diventa pacifista. La guerra diventa un antico ricordo anche nel corso delle settimane in Sudamerica tra Cile, Bolivia, Perù e Messico in compagnia di Allen Gisberg nei giorni della rivoluzione cubana.

Dopo la guerra ottiene un diploma postlaurea alla Columbia University e un dottorato alla Sorbona dove si diploma con la tesi “The City as Symbol in Modern Poetry”. E Parigi diventa un altro luogo importante in cui la bellezza della Ville Lumiere diventa protagonista dei suoi componimenti. Qui scrive, compone, prende appunti, disegna e dipinge. Qui conosce George Whitman, il fondatore della libreria Shakespeare & Co. davanti Notre-Dame, con cui condivide un’idea di negozio di libri che va oltre il commercio. 

Sul transatlantico da New York a Parigi rivede Selden Kirby-Smith. La giovane, che aveva incontrato durante il master alla Columbia, diventa la sua compagna, si sposano infatti nel 1951. Dalla loro unione, durata fino al 1976 anno del divorzio, nascono Julie e Lorenzo. Viaggiano spesso Lawrence e Selden, passano del tempo negli stati Uniti, in Spagna, in Francia e in Inghilterra dove riescono a esportare reading il movimento dei figli dei fiori.

Nel 1953 la casa di Ferlinghetti diventa San Francisco, dove fonda la libreria e casa editrice City Lights, nata su esempio del negozio di Whitman a Parigi. Chiede  il permesso di usare il nome direttamente a Charlie Chaplin in omaggio al suo film Luci della città.

Sulla scena di San Francisco inizia ad affacciarsi la Beat Generation e la City Lights diventa il fulcro del movimento. E non solo, perché rende epico il primo emendamento della costituzione americana pubblicando nel 1956 Howl (Urlo)di Allen Ginsberg, che nessun editore voleva stampare. Il poema è stato censurato per oscenità e Ferlinghetti è stato arrestato, tanto da diventare il simbolo della libertà di parola e di stampa di materiale considerato controverso, ma rilevante a livello letterario e sociale. A San Francisco Ferlinghetti è un attivista, qui combatte per cause umane, sociali e politiche. È anche testimone nel 1988 della nascita di nuove vie.

In questa occasione viene aggiornata la toponomastica con gli autori e scrittori che hanno reso grande la città. Tra questi anche Jack Kerouac, al quale viene dedicato lo slargo che confina con il muro posteriore della City Lights.

Nel 1994 una strada cittadina viene dedicata allo stesso Ferlinghetti per il legame intenso con San Francisco.

Ma quello che Ferlinghetti ama della California non è tanto la città dei grattacieli, quanto la West Coast di libertà: il Big Sur.  Qui Ferlinghetti costruisce il suo buen retiro.

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