In giro per Sabbioneta, la città ideale patrimonio Unesco

È la rappresentazione urbanistica della filosofia rinascimentale dedita al classicismo. Così Sabbioneta, la città ideale, nel 2008 è stata inserita nell’elenco dei patrimoni Unesco dell’umanità.

Costruita in 35 anni per volontà del principe Vespasiano Gonzaga, la città rispecchia il pieno classicismo del Rinascimento, come testimoniano gli edifici, le teorie prospettiche e le proporzioni che conferiscono a Sabbioneta grande armonia ed eleganza.

Qui gli artisti hanno realizzato capolavori capaci di richiamare gli ideali del primo Rinascimento, e hanno contribuito alla diffusione del movimento che ha influenzato l’intera Europa.

Ecco che il Corridoio degli antichi, edificato tra il 1584 e il 1586, diventa una delle prime tappe da visitare nel lungo itinerario alla scoperta della cittadina in provincia di Mantova. Qui tra i mattoni color rossi che attraversano i 97 metri di lunghezza è possibile fare un viaggio nella storia, dato che la costruzione ricorda un acquedotto romano. Il portico aveva tuttavia la  funzione di essere il contenitore della collezione archeologica del duca e non era il collegamento fra due ambienti.

La collezione costituita da busti, statue, epigrafi, è stata acquistata dal duca dopo il suo rientro dalla corte reale di Spagna nel 1578 e oggi si trova nel palazzo dell’Accademia di Mantova. Quello che rimane a Sabbioneta è un lungo corridoio affrescato in cui è possibile perdersi tra i numerosi tromp l’oeil.

Palazzo Giardino, noto anche con il nome di “Casino”, che un tempo era il luogo delle delizie e dello svago del Duca Vespasiano Gonzaga Colonna, è stato costruito nel 1578 e terminato in 9 anni. Annesso al Palazzo Bernardino Campi ha creato un giardino, in cui i duchi erano soliti ritirarsi.

Sabbioneta è inoltre famosa per il Teatro all’antica, il primo teatro stabile europeo, nato per ospitare spettacoli e concerti riservati alla corte di Vespasiano. Il teatro è stato costruito tra il 1588 e il 1590 su progetto dell’architetto vicentino Vincenzo Scamozzi che, allievo di Andrea Palladio, proprio a Vicenza ha terminato il teatro Olimpico. Ogni elemento della struttura parla di classicità, dall’iscrizione in latino “Roma Quanta Fuit Ipsa Ruina Docet” (Le stesse rovine insegnano quanto grande fu Roma), fino alla sua architettura interna fatta di continui richiami alla storia romana e al classicismo.

L’interno è stato progetto a forma di cassa di risonanza impiegando materiali isolanti come lo stucco, il gesso e il legno.  L’area è suddivisa in due parti, quella riservata agli attori e quella al pubblico, il teatro presenta una platea semicircolare sovrastata da un colonnato di colonne corinzie. Sulla sommità sono collocate dodici statue di divinità olimpiche, le cui dimensioni sono falsate per essere viste correttamente da terra. Il colonnato chiude la loggia, sede dello spazio riservato al Duca, alla famiglia e agli ospiti d’onore.

Sulle pareti si ergono gli imperatori romani, e gli affreschi di due vedute di Roma racchiuse entro archi trionfali. Le scenografie sul palcoscenico sono un rifacimento delle scene originali progettate da Scamozzi, andate completamente distrutte nella seconda metà del Settecento. Qui si trovano palazzi nobili, realizzati in legno, stucco e tele dipinte la cui profondità è accentuata grazie alla pendenza del palco.

A Sabbioneta è possibile inoltre perdersi tra i vicoli del quartiere ebraico. Tra tutti gli edifici spicca la sinagoga che, costruita nel 1824 su progetto dell’architetto locale Carlo Visioli, sorge nell’antico edificio in cui si trovava la precedente sala da preghiera. Sono quattro le rampe che portato nella sala principale, mentre altre due scalinate portano al matroneo. La sinagoga, che appartiene della Comunità Ebraica di Mantova, è stata riaperta al pubblico nel 1994 dopo decenni di abbandono seguiti allo scioglimento della locale Comunità avvenuto nei primi decenni del XX secolo.

Al suo interno è possibile scorgere gli antichi arredi fatti di banchi in legno, un candelabro di Hannukkah e da un artistico cancelletto di ferro battuto che limita la zona più sacra nella quale si trova l’Aron, ai lati del quale pendono due lampade. L’Armadio Sacro, che contiene i rotoli della legge, è posizionato tra due colonne ed è sormontato da un timpano con una scritta dorata in caratteri ebraici. Di fronte si trova invece la Bimàh (leggio in legno).

La visita a Sabbioneta prosegue verso Palazzo Ducale, dimora del Duca. L’edificio, a due piani e con un portico rialzato, ospita sale affrescate con opere realizzate da diversi artisti dell’epoca. Nella Sala degli Antenati è possibile ammirare 21 ritratti dei Gonzaga in stucco realizzati dal pittore Alberto Cavalli.

Non lontano dalla città ideale si trova il ponte di barche di Torre d’Oglio.

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