In giro per il Villaggio Mancuso, l’angolo di Svizzera in Calabria

Un piccolo angolo di Svizzera in provincia di Taverna. Sì, perché a 1289 metri di altitudine  si trova il Villaggio Mancuro, un luogo di villeggiatura caratterizzato da baite in legno e un’atmosfera di altri tempi.

Un posto che, come scritto dal regista Gianni Amelio, appare quasi disegnato “con l’Albergo delle Fate attorniato da casette di legno colorato. Ma tutta la Sila Piccola a me ragazzo appariva come un cartone animato. Qui la natura è accogliente, serena, mai angosciosa. Una Svizzera, dice qualcuno, ma per niente sofisticata”.

Il Villaggio comincia a prendere forma nei primi decenni del XX secolo, come centro di villeggiatura di montagna per i cittadini del Catanzarese. Si sviluppa poi negli anni ’50 e ’60, fino a estendersi verso i monti Femminamorta e Gariglione. È proprio in questi anni che iniziano a essere costruite le prime baite  in legno a listelli bianco e neri. E negli  anni successivi vengono edificati i primi alberghi e le prime attività ricreative.

Il villaggio nasce da un progetto di Eugenio Mancuso, proprietario di alcune segherie, che, a seguito della crisi economica del 1929 richiama sul territorio decine di manovali e falegnami di Belluno. L’obiettivo era quello di utilizzare il legno per costruire case e baite ed evitare che il materiale potesse essere sprecato.

Oggi il  passato ricco di storia è raccontato dagli edifici ancora in piedi, come il Grande albergo delle fate, la Rotonda e la chiesetta dedicata a Santa Maria degli angeli

L’Albergo delle Fate, costruito interamente in legno negli Anni ‘30,  è stato dichiarato nel 2007 monumento storico nazionale  di notevole interesse architettonico. Oggi è un bene del Fai. L’architettura tende a coniugare estetica, funzionalità e sostenibilità, mentre negli interni è possibile ammirare le pareti rivestite di stoffa realizzate dagli artigiani di Longobucco e San Giovanni in Fiore. L’hotel nel corso degli anni è diventato una sorta di buen retiro per diversi attori, tra cui  Sophia Loren, Amedeo Nazzari e Silvana Mangano, e personaggi del clero e della politica.

Un luogo che il tour operator “My Tour Sila” ha cercato di rivitalizzare, organizzando eventi e visite guidate. Almeno fino a febbraio, quando cioè i carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza su disposizione del gip del Tribunale di Catanzaro hanno eseguito un provvedimento di sequestro preventivo. A marzo il sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro, ha accolto l’istanza di dissequestro momentaneo dell’Albergo delle Fate per consentire le operazioni peritali commissionate dalla difesa rappresentata dall’avvocato Gennaro Pierino Mellea.

All’indomani del sequestro il sindaco di Taverna Alfredo Ferraro, sentito dall’Ansa,  ha chiesto un class action per salvare la struttura. Ha infatti lanciato un “appello alle istituzioni e agli enti che possono concorrere a garantire la salvaguardia di un bene monumentale di così grande importanza storica e culturale”.

“Alla Regione Calabria, alla Provincia di Catanzaro e alla Soprintendenza chiediamo di avviare un percorso di recupero dell’immobile che allo stato si rischia di perdere. E’ stato accertato che allo stato attuale la struttura è una fonte di pericolo sia per l’edificio in quanto tale, sia per l’incolumità pubblica”.

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