Tra vigne e pastelli colorati, alla scoperta di Coazzolo

C’è un’esplosione di colori a Coazzolo. Il piccolo borgo di appena 300 anime si è infatti “consacrato” all’arte, quella di David Tremlett, delle matite colorate della Vigna dei pastelli, della panchina gigante del progetto Big Bench, dell’arte povera di Pistoletto, dell’anfiteatro naturale scavato nella collina che ospita performance teatrali e musicali.

Così nel borgo, adagiato sulle colline al margine di Langhe e Monferrato,  tra un vigneto e l’altro è possibile intravedere veri e propri interventi di arte. Il merito è di Silvano Stella che, aiutato da molti abitanti, ha deciso di puntare sulla cultura.

La storia parte da lontano, da quando cioè Stella ha abbandonato la campagna a lui tanto cara. Dopo diverse esperienze in America è rientrato in Italia, nella sua Coazzolo dove ha notato l’eccessiva distanza fisica e sociale tra le persone. Così per colmare questo gap ha pensato di puntare su un progetto artistico che potesse aggregare le persone e costruire quindi l’identità di Coazzolo.

Il primo passo è stato quello di avviare interventi di mimetizzazione ambientale, i capannoni si sono rifatti il look e hanno abbandonato il loro aspetto industriale per integrarsi nel territorio. Nel frattempo Stella ha tenuto rapporto di Tremlett, e ha commissionato le opere di wall drawing per la chiesa sconsacrata della Beata Maria Vergine del Carmine. La seconda opera dell’artista che con Sol LeWitt ha realizzato la Cappella del Barolo in località La Morra (LEGGI).

Nel 2017 l’opera a Coazzolo è stata inaugurata davanti alla diffidenza dei cittadini di Coazzolo.

Ma come spesso succede la diffidenza ha lasciato posto all’accoglienza, e l’intera cittadinanza si è aperta all’arte, alla cultura e ai turisti arrivati in questo territorio per ammirare le pareti colorate della chiesa. Da allora Coazzolo non si è più fermata. Il castello, dove Stella ha aperto un vero e proprio atelier, è diventato il fulcro di questa rivoluzione artistica che ha portato sul territorio diverse installazioni, nate per accompagnare i visitatori in una sorta di viaggio tra le strade di Coazzolo, in cui perdersi e confondersi tra l’arte e il panorama.

Il Comune e lo stesso Stella, diventato assessore e membro del consiglio di amministrazione della nuova Atl locale, che racchiude Langhe, Roero e Monferrato, ha infatti realizzato un vero e proprio itinerario che, partendo dalla panchina gigante di colore blu (finanziata dall’azienda agricola Michele Chiarlo e realizzata nel 2016), conduce all’anfiteatro naturale. Qui ogni giorno al tramonto è possibile ascoltare la voce registrata di Vittorio Gassman che recita L’infinito di Giacomo Leopardi. L’ingresso è segnato da un’installazione fatta di totem ricavati da tralci di viti potati e arrotolati. Gli altoparlanti dell’anfiteatro, nascosti tra i cespugli,  non fanno altro che “decorare” sonoramente l’opera di ingegneria naturale in cui lo spazio si volge a ovest verso il Monviso, mentre il castello giace solitario.

È qui che nel 2019 è stata inaugurata l’opera Terzo paradiso di Michelangelo Pistoletto. Nei giardini del castello il simbolo matematico dell’infinito rivive in una nuova immagine fatta di due cerchi laterali che rappresentano la natura e l’artificio, per poi unirsi in un grembo. Ecco che tra le colline di Coazzolo il primo e il secondo Paradiso si uniscono per rinascere in una nuova umanità fatta di connessione equilibrata tra artificio e natura.

Il “sentiero” prosegue e conduce fino alla chiesa di Tremlett, mentre in cima alla collina le vigne attendono placide l’arrivo della bella stagione. Qui il panorama si perde tra i filari, mentre l’occhio si posa sulle matite giganti e colorate. A 150 metri della chiesa si trova infatti la Vigna dei pastelli, sito di grande bellezza realizzato dall’azienda agricola Anfosso Piercarlo. I proprietari hanno infatti sostituito i pali di legno all’estremità dei filari delle viti con matite colorate.

Ma Stella vuole andare oltre, vorrebbe infatti realizzare una residenza d’artista destinata a coloro che intendono realizzare opere di land art. E creare un luogo che possa fondare arte, cultura, natura e bellezza.

4 pensieri su “Tra vigne e pastelli colorati, alla scoperta di Coazzolo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.