Egnazia e il mare, alla scoperta del parco a due passi dall’Adriatico

Si affaccia sul mare l’antica città messapica e romana di Egnazia. Sì, perché l’antica città pugliese dei commerci si erge sul mare Adriatico, e proprio qui dove le scogliere dominano sull’acqua cristallina si affacciano gli antichi scavi archeologici.  Mentre sul lato opposto lo sguardo si perde tra i campi coltivati, gli ulivi secolari e la Selva di Fasano.

Situata in Puglia nei pressi di Fasano, al confine tra la Peucezia (terra di Bari) e la Messapia (attuale Salento), a metà strada fra Bari e Brindisi lungo quello che già in antico era uno degli assi viari della regione, la cittadina viene dal geografo greco Strabone, dal poeta latino Orazio e dallo storico Plinio.

Grazie alla sua posizione geografica l’antica Gnathia è stata centro importante di traffici e commerci. Oggi dell’antica cittadina, la cui prima presenza umana risale alla tarda età del bronzo, rimangono ricchi corredi di tombe messapiche, scavi e reperti archeologici di grande pregio. L’era messapica, iniziata nell’ottabo secolo avanti Cristo si protrae fino all’invasione romana. Dal III secolo a. C., la città entra a far parte prima della Repubblica poi dell’impero.

Dell’epoca messapica Egnazia conserva ancora le mura di difesa e le necropoli, al cui interno si trovano tombe monumentali e camere decorate con affreschi. Mentre l’epoca romana ha lasciato tracce della via Traiana, della basilica civile e della sua aula delle Tre Grazie, del Sacello delle divinità orientali, dell’anfiteatro, del foro, così come rimane ben conservato il criptoportico. All’interno dell’area archeologica, inoltre, sono  presenti due basiliche paleocristiane, originariamente con pavimento a mosaico.

Il Parco archeologico, che è suddiviso in  tre aree: città, acropoli e necropoli, si estende per 15 ettari di terreno in cui poter ammirare i resti dell’antica civiltà, come le piante delle case civili e religiose. Il museo consta invece di uno spazio pari a 1.200 metri quadrati.

Da poco, grazie a un finanziamento di 5 milioni di euro del Pon “Cultura e sviluppo” Fesr 2014-2020, il museo archeologico è stato ampliato, riqualificato e valorizzato. È stata inoltre inaugurata la nuova sezione “Egnazia e il mare” alla presenza del direttore generale musei, Massimo Osanna, e del direttore regionale musei Puglia, Luca Mercuri.

L’allestimento richiama un paesaggio sottomarino in cui sono presenti diversi reperti provenienti da antichi naufragi. A questi ritrovamenti, mai esposti e conservati nei depositi del museo, si accompagnano video multimediali e la proiezione immersiva di uno specchio d’acqua in movimento.

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