I compagni di viaggio da evitare

Photo by Nicole Geri on Unsplash

Sì viaggiare, evitando le buche più dure”. Così diceva Lucio Battisti in una famosa canzone. E le buche in viaggio possono essere tante, gli imprevisti normali che per voi sono la quotidianità. Ma non per il vostro compagno di viaggio. Ecco perché prima di affrontare qualsiasi volo, qualsiasi villeggiatura, è necessario scegliere con cura il compagno di viaggio.

Quante volte vi è capitato di dover attendere il vostro compagno per ore? Quante volte vi siete mangiati la lingua per evitare di essere sgarbati con la compagnia troppo logorroica, dispotica e lagnosa? A me è successo. Avrei voluto usare una mazza ferrata. Per evitare che il viaggio, che dovrebbe essere rilassante, si trasformi in una vera e propria guerra fredda è meglio scegliere con cura chi dovrà passare con voi una parte importante della vostra vita.

Ecco le tipologie di compagni di viaggio da evitare.

Photo by Maksym Kaharlytskyi on U

Il mollato. Che sia stato mollato da poco o da mesi poco importa. Perché il mollato, se ancora ossessionato con la vecchia fiamma, tenderà a fare due cose: divertirsi tanto da rischiare il carcere per atti osceni in luogo pubblico, o piangere senza sosta alla vista di un piatto esotico che richiama la ex fiamma. E se da una parte vorreste dargli del bromuro per farlo stare calmo, dall’altra l’unica cosa che vorreste fare è una sola: picchiarlo con una mazza ferrata per farlo riprendere. Nessuna delle due cose devono essere fatte. Ma una cosa potete farla: lasciarlo a casa.

Come riconoscerlo: ha sul cellulare le foto della sua vecchia fiamma, magari come sfondo. Una volta beccata una connessione wifi si collega continuamente ai social network per “controllare” la sua/o ex. Scatta foto e gira video in cui fa finta di essere in Paradiso solo per fare ingelosire la vecchia fiamma. Peccato che lui o lei l’abbia cancellato da tempo.

Come neutralizzarlo: scossa elettrica. Nel primo caso si dovrebbe calmare, nel secondo dovrebbe decidere di ritornare alla vita. Si spera.  

Il dittatore. Ha fatto della cultura dittatoriale il proprio punto di forza. Comanda a più non posso, anche sul tipo di scarpe che dovreste indossare per spostarvi da una parte all’altra della camera dell’albergo. Si lamenta di tutto e di tutti e non ha una parola buona. Si accaparra il letto e la stanza migliore adducendo come scusa che è “stanco e stressato per via del lavoro”. Quando in realtà è una persona abituata a comandare anche i pesci rossi. Se è una lei vi costringe ad accompagnarla a fare shopping, rimanere per ore in negozio per poi uscire senza aver acquistato neanche un tacco da scarpa. Lo shopping è bello, ma in viaggio anche no.

Come riconoscerlo: ama far ricordare ai compagni il lavoro che fa, evidenziando la grande responsabilità che ha sulle spalle. Non fa altro che sottolineare la propria superiorità, lamentando la scarsa carica intellettuale dei suoi compagni.

Come neutralizzarlo: una mela in bocca. Se da una parte riuscite a farlo stare zitto, dall’altra l’aiuterete con la sua igiene orale.

Photo by Sasha Freemind on Unsplas

Il lagnoso: si lamenta di tutto. Del ritardo del bus, della camera dell’albergo, del prezzo del caffè al bar, poco importa che sia un locale a 5 stelle. Il lagnoso ha una lamentela pronta per tutto, spesso accompagnata dall’immancabile filippica. Perché se è vero che deve esprimere il proprio giudizio per tutto, è anche vero che questo deve essere supportato dal suo modo del tutto personale di vivere il viaggio.

Così se nell’albergo manca l’aria condizionata attacca con le lamentele, per poi lasciare spazio alla filippica: “Non sceglierò più un hotel di questa catena, perché è impossibile che con 18 gradi l’aria condizionata non funzioni”.

Come riconoscerlo: ha il giudizio a portata di mano. Un qualsiasi elemento,  come una pietra per strada riesce e ispirarlo.

Come neutralizzarlo: portarlo in uno dei peggiori bar del posto visitato. E abbandonarlo. Le sue lamentele gli faranno compagnia.

 

Photo by Ethan Robertson on Unspla

Il tuttologo. Ha ingoiato l’enciclopedia Treccani, ma solo la versione Bignami. Sa tutto di tutti. O almeno così vorrebbe fare sembrare. Regala la sua opinione “intellettuale” in ogni momento, anche quando siete nella sauna. Vi dice la temperatura perfetta, come sedervi, come affrontare questa difficile parte della vostra vita. E in giro mostra di sapere e conoscere miliardi di cose, come se avesse ingoiato una versione ridotta della guida Lonely planet. E’ capace di perdersi, anche con la cartina in mano. Perché, sentendosi il Dio dei viaggiatori sceso in terra, pensa di sapersi orientare tra i nomi delle vie scritte in una lingua che non conosce.

Come riconoscerlo: è capace di impallarvi fino a notte fonda con le sue pillole di conoscenza. Spesso noiose.

Come neutralizzarlo: regalandogli la versione completa dell’enciclopedia Treccani.

Photo by Milada Vigerova on Unsplash

Il blog travel. È convinto di essere un viaggiatore con la V maiuscola. Solo perché ha visitato posti che ha immediatamente messo in rete. Cerca con ansia la connessione wifi per condividere con la sua cerchia, spesso fatta di nonne e zie, le foto dei posti che sta visitando. Al MacDonald’s fotografa in modo compulsivo la Coca-Cola, il panino, il bagno, dimenticando che un vassoio del Mac è uguale in tutti i posti del pianeta. Se deve andare all’estero attiva immediatamente la giusta promozione per poter essere sempre in rete.

Come riconoscerlo: ha il suo smartphone sempre in mano. Si addormenta e si sveglia con lui, come fosse la coperta di Linus o il peluche di un bambino.

Come neutralizzarlo: regalandogli un cellulare giocattolo.

Photo by Ümit Bulut on Unsplash

Il comodino. In viaggio cerca esclusivamente la comodità. Vuole star comodo come se fosse a casa sua. Non sa adattarsi. Vuole viaggiare con una compagnia tradizionale solo perché le compagnie low cost non gli permettono di portare con sé 20kg di guardaroba. Gli orari dei voli non devono essere né troppo presto né troppo tardi, perché sarebbero scomodi per il re o la regina del viaggio. Vuole dormire in un hotel al centro che abbia i servizi di un gran hotel ma ovviamente deve essere economico. Vuole la fermata della metro sotto casa, perché camminare 10 minuti gli procurerebbe un grave danno alla salute.

Come riconoscerlo: nella valigia custodisce un phon come fosse un tesoro. Perché se in Spagna in pieno agosto ci sono 40 gradi all’ombra, deve potersi asciugare i capelli dopo averli lavati.

Come neutralizzarlo: abbandonandolo alla fermata della Metro. Per il caldo e l’eccessiva distanza si stancherà di aspettare il salvatore della patria.

Photo by Sylwia Bartyzel on Unsplash

 Il nostalgico. Trascorre tutto il tempo a ricostruire l’ambiente di casa. Così familiare da fargli dimenticare di aver iniziato il viaggio. Quando può chiama, messaggia, videochatta con le persone rimaste a casa. È alla continua ricerca di elementi di italianità: caffè, pizza, spaghetti ed è poco propenso a provare le specialità del luogo.

Come riconoscerlo: logorrea; crisi d’ansia e di astinenza da caffè; stati allucinatori con visioni di pasta  e pizza; nervosismo e depressione che aumentano con il passare dei giorni, per sfociare in un’improvvisa euforia alla fine del viaggio, quando avvista la nebbia dell’aeroporto italiano dal finestrino dell’aereo.

Come neutralizzarlo: annuire come i cani con la testa a molla.

Photo by Josh Appel on Unsplash

Il tirchio. Guai a pagare anche solo un caffè. Il tirchio non esce mai il portafoglio dalla tasca. Controlla ogni singolo scontrino e ogni singolo servizio dell’hotel. Per poi rinfacciare di non aver consumato una sola goccia d’acqua dalla bottiglia del mini bar. Quando è il momento di pagare si volatilizza. E con il passare del tempo ha acquisito il potere di rendersi invisibile davanti ai camerieri e ai cassieri. Per placare il buco allo stomaco ordina robetta di poco conto: ostriche, aragosta, astice. Tanto al momento del pagamento sarà fuori prima di aver battuto ciglia.

Come riconoscerlo: non avete idea di che colore sia il suo portafoglio. Per voi è un’entità astratta.

Come neutralizzarlo: correre fuori dal locale non appena arriva il conto.

Photo by Hailey Kean on Unsplash

L’ansioso. Nella valigia dell’ansioso non manca mai la pochette delle medicine. Pesante quasi più del bagaglio normale. Perché nonostante abbiate deciso di fare una vacanza a Londra, l’ansioso ha deciso di svaligiare la farmacia sotto casa. E la sua risposta è: “Non sapevo se a Londra avrei potuto trovare una farmacia”.

Come riconoscerlo: già alla partenza ha in mano le pillole e i cerotti contro il mal d’aereo. Ha una pillola per ogni situazione.

Come neutralizzarlo: accompagnarlo nella zona dell’ospedale. Anche se questo è dismesso da tempo.

Photo by Andreas Weiland on Unspla

L’esaltato. Ha sempre voglia di fare festa. Anche dopo aver attraversato l’intera città. La sera in hotel si prepara per andare alla ricerca del locale più in della città. Ma non per conoscere usi e costumi, ma per rimorchiare le donne più belle dello stesso locale. Vuole provare tutto, e quando dico tutto intendo proprio tutto.

Come riconoscerlo: nella sua valigia ci sono più preservativi che vestiti. In teoria potreste gonfiarli per creare un’immensa mongolfiera. Ha scaricato la guida dei locali notturni che segue come fosse il Vangelo.

Come neutralizzarlo: abbandonandolo al bancone del bar in compagnia di un’acqua tonica.

10690291_10204879023759851_7781962411932934932_nIn soldoni per fare un viaggio avreste bisogno di trovare la vostra “anima gemella”. La persona con la quale condividete gli stessi gusti, che ha il vostro grado di tolleranza. Il compagno loquace e divertente con il quale condividere in serenità anche i momenti di tensione. È vero il detto  “meglio soli che male accompagnati”, ma è ancora più vero il dictat “meglio in compagnia e bene accompagnati”. Specialmente in viaggio.

 

 

 

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