Monza, itinerario a piedi alla scoperta di Teodolinda e del fiume Lambro

monza11Fondata da popolazioni celtiche e poi “conquistata” dai romani, Monza sorge nell’alta pianura lombarda al margine meridionale della Brianza a una quota di 162 metri sopra il livello del mare. Ricca di storia, la vecchia Modicia o Maguntia, racchiude nel suo piccolo centro la storia di epoche ormai passate.  Il territorio, attraversato da nord a sud dal fiume Lambro, richiama il passaggio dei celti, dei romani, dei Longobardi e degli austriaci.

Il percorso da fare, come sempre è a piedi, perché come Pavia il centro di Monza può essere visitato tranquillamente a piedi. Il consiglio è uno solo: indossare una paio di scarpe comoda per immergersi nella bellezza della cittadina, sede del Gran Premio d’Italia. I treni per Monza partono ogni 20 minuti circa da Milano, tanto dalla stazione centrale, quanto da Porta Garibaldi. Il biglietto costa circa 2.20 euro per un tragitto che varia dagli 11 ai 15 minuti.

monza stazioneUna volta alla stazione di Monza, che vanta il primato di essere la prima fermata della seconda linea ferroviaria italiana, dopo la famosa Napoli-Portici, ci si trova davanti una piazza, punto di ritrovo di giovani e stranieri. Piazza in cui il recupero urbanistico sembra essere il punto focale dell’intero quartiere. Appena a sinistra dall’uscita della stazione è stato infatti realizzata un’opera di street art. Si parte quindi imboccando la strada a destra e, lasciando il muro della stazione a destra, per poi risalire la strada che porta davanti largo Mazzini, decorato da una fontana circolare e Palazzo Frette, ex sede di una fabbrica tessile. Si può proseguire lungo sulla strada alla vostra destra, via Azzone Visconti, fino al ponte dove si può ammirare la Torre viscontea e il fiume Lambro. torre viscontea monzaSi tratta dell’unico resto del castello di Monza fatto erigere, con le mura della città, da Galeazzo Visconti nel XIV secolo e demolito nel 1807. Sono tuttora visibili le feritoie del ponte levatoio, una bifora e uno stemma spagnolo.

Si imbocca quindi via Spalto Piodo e, oltrepassato un ponticello dal quale si può ammirare la parte posteriore della Torre Viscontea, si prosegue in via Santa Maddalena, dove sorge la chiesa di San Maddalena.  Vicino la costruzione religiosa c’è via Italia, una delle maggiori arterie della cittadina che ospita inoltre la chiesa di Santa Maria in Strada. Il chiostro degli Umiliati, sito a Monza in via Regina Teodolinda, risale alla seconda metà del XV secolo e fu sede del III ordine degli umiliati. In via Teodolinda, regina dei Longobardi e d’Italia, si trova invece l’ex casa degli umiliati diventata oggi la sede del liceo musicale cittadino. La struttura è un chiostro rinascimentale che si sviluppa lungo due lati della corte ed è costituito da archi a tutto sesto con semplici capitelli.

monza monumento cadutiA sinistra si trova invece piazza Trento e Trieste che ospita il monumento ai caduti di Monza. Si tratta di complesso scultoreo monumentale al centro di quello che un tempo era l’antico Pratum magnum medievale della città. Il monumento, realizzato in bronzo dallo scultore Enrico Pancera vincitore del relativo concorso, è stato inaugurato nel 1932. La sua realizzazione è stata possibile grazie al contributo economico della cittadinanza. Il complesso rappresenta l’ondata d’assalto guidata dalla Vittoria alata. Dedicato ai caduti monzesi della prima guerra mondiale, successivamente è stato dedicato ai caduti di tutte le guerre. Su tre lati dello zoccolo del monumento sono elencati su placche di bronzo i 667 caduti del Distretto militare di Monza della prima guerra mondiale, fra cui Anna Galliani unica donna che figura nell’elenco.

Appena sopra piazza Trento e Trieste si trova invece piazza Carducci, dove sorge il palazzo comunale. Progettato dall’architetto Augusto Brusconi, è un unico blocco, con due cortili all’interno e quattro facciate. Lungo tre lati è percorso da un alto zoccolo in granito; lungo il quarto lato, rivolto sulla piazza Carducci, ha un alto porticato.

ssanta addolorata monzaImboccando via Mantegazza si arriva in piazza Grande sormontata dalla chiesa barocca di Santa Maria degli angeli. Eretta nel presa nel 1608 per volere di Bartolomeo Zucchi, la struttura è stata costruita vicino la casa paterna di San Carlo Borromeo che proprio in quella abitazione avrebbe guarito una nobildonna monzese.

Continuando per via Zucchi e via De Amicis si arriva alla fine della strada, dove a sinistra si trova il Mulino Colombo. mulino monzaAppartenuto per molti da anni dalla famiglia Colombo, la struttura è adesso del Comune di Monza che organizza eventi dedicati alle antiche attività che si svolgevano all’interno della struttura. Impiegato in origine per macinare il grano, poi per la follatura della lana, il Mulino è stato usato  come frantoio. All’interno, si conservano la macina, il torchio e altri antichi attrezzi.

Si può quindi attraversare il Ponte di San Gerardino, ponte in pietra e muratura, a tre archi, dei quali quello centrale è di maggiori dimensioni. Il ponte prende il nome dalla vicina chiesetta di San Gerardino eretta sul luogo della casa del santo monzese e sede del primo ospedale cittadino. Ogni anno, il 6 giugno, si tiene la tradizionale festa delle Ciliegie in onore del santo compatrono di Monza.

ponte leoni monzaSi può quindi proseguire lungo via Gerardino dei Timoni per arrivare vicino il Ponte dei leoni.  La struttura prende il nome dalle statue di leoni messe ai margini della stessa struttura. Il ponte sorge in corrispondenza del più vecchio Ponte d’Arena, di epoca romana, all’epoca in rovina. È stato infatti costruito in occasione della risistemazione della via militare per Lecco e per il Tirolo, che ha comportato il totale riassetto urbanistico della zona compresa fra l’Arengario e il Lambro. Il precedente Ponte d’Arena, lungo quasi il triplo con le sue sette arcate, metteva infatti in collegamento trasversalmente le due rive del fiume, garantendo l’accesso alla città attraverso la Torre di Teodolinda.

torre medievale monzaIl tour continua con la Torre medievale, o torre di Teodolinda, nata per garantire maggiore controllo sul commercio. La struttura è infatti stata costruita dalla famiglia Pessina che qui riscuoteva il dazio sulle merci che entravano in città. Inizialmente la torre faceva parte dell’apparato difensivo della città, ma poi è diventata uno dei punti di accesso di Monza ed è stata chiamata Porta Lambro, proprio perché è servita per il transito delle merci dal fiume Lambro alle piazze della città.

Subito a sinistra si erge la torre longobarda, unica testimonianza longobarda rimasta in città. Risalente al VI secolo e alta 18 metri (ma in origine la sua altezza superava i venti metri), la torre è l’edificio più antico del complesso monumentale del duomo di Monza e rappresenta uno dei pochissimi reperti architettonici longobardi in Lombardia. Al suo interno si trova il Museo Serpero in cui sono custoditi i tesori dei re longobardi che un tempo decoravano la chiesa.

duomo monzaLa torre si trova infatti vicino al duomo della cittadina che, dedicato a san Giovanni Battista, è stato edificato tra il XIV e il XVII secolo.  La basilica maggionre ha una storia millenaria che risale alla regina Teodolinda, le cui spoglie giacciono nella “cappella della Regina” in cui si trova anche la famosa “Corona ferrea”  che è stata usata per incoronare gli imperatori del sacro romano impero e i re d’Italia fino al IXX secolo. Leggenda vuole che nella corona sia inglobato un chiodo della croce di Cristo.

arengario monzaImboccando via Napoleone si incontra piazza Roma con la “Fontana delle Rane” e l’Arengario. Nato come  Palazzo Comunale di Monza, l’edificio risale al XIII secolo quando la scomunica ha colpito del podestà dell’epoca e si è quindi reso necessario creare una struttura che potesse ospitare gli uffici comunali. Il palazzo presenta un porticato dove un tempo si teneva il mercato rionale, mentre nella parte superiore si tenevano le assemblee comunali. Oggi è invece la sede di eventi culturali e mostre. Come quella dedicata al fotografo francese Robert Doisneau dal titolo “Le merveilleux quotidien”. L’esposizione, che è stata inaugurata lo scorso 19 marzo e rimarrà fino al 26 luglio, è composta da 80 scatti che servono per  mostrare alcune delle opere più significative dell’artista.

monzq3Il giro prosegue quindi lungo via Roma dove a sinistra si può ammirare la chiesa di San Pietro Martire e a destra la chiesa di Santa Maria in Carrobbio. Dopo una breve sosta per osservare i cartelloni a grandezza naturale delle pallavoliste monzesi che hanno conquistato la promozione in Serie A, si prosegue lungo via Carlo Alberto fino a piazza Citterio dove inizia il Parco di Monza.

Con la sua superficie di 688 ettari suddivisi tra i comuni di Lesmo, Villasanta, Vedano al Lambro e Biassono, grazie ai   Giardini Reali, il Parco di Monza costituisce un complesso di particolare valore paesaggistico, storico e architettonico, incluso nel più ampio Parco regionale della Valle del Lambro. Dal 1922 ospita al suo interno l’Autodromo Nazionale di Monza, uno dei più importanti e prestigiosi circuiti automobilistici al mondo.

villareale monzaVoluto da Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré del Regno d’Italia, il parco è stato costruito come naturale complemento alla Villa Reale realizzata alcuni decenni prima per volontà del governo austriaco. I Giardini Reali circondano la Villa Reale e sono di notevole interesse naturalistico e botanico. Al loro interno è presente un laghetto, nel quale trovano ricovero specie volatili quali germani reali e cigni. Nei pressi del laghetto sorge una torretta abbellita da un belvedere alla sommità; per le sue forme e la scelta di realizzarla in mattoni a vista, nell’immaginario dei monzesi è ricordata come un’antica torre medievale (anche se in realtà è stata realizzata dal Canonica insieme al parco solo nel 1825). Al contrario è una torre medievale del XII secolo la torre inglobata nel mulino del Cantone, che faceva parte dell’antica linea difensiva a nord della città, di cui è l’unico reperto sopravvissuto.

Fra la Villa Reale e il Serrone si trova un roseto di fama internazionale che ogni anno, nel mese di maggio, si svolge un prestigioso concorso per l’assegnazione della rosa più bella.

monza parco2Villa Reale è un palazzo in stile neoclassico che, realizzato e usato come residenza privata dai reali Austriaci, è poi diventato Palazzo Reale con il Regno d’Italia Napoleonico, e mantenuto in tale funzione – seppur via via diminuendo – dalla monarchia Italiana dei Savoia, ultimi Reali ad utilizzarlo. Attualmente ospita mostre, esposizioni e in un’ala anche l’Istituto Superiore d’Arte e il Liceo artistico di Monza.

All’interno del parco si trova Villa Mirabello, una delle costruzioni più antiche del polmone verde di Monza. Realizzata nel 1600, presenta una pianta a U, il cui corpo centrale è decorato con un portico mentre le ali laterali sono sormontate da piccole torri utilizzate con una funzione militare. All’interno dell’edificio sono ancora visibili le decorazioni realizzate da Angelo Maria Durini e affreschi. La struttura è utilizzata come centro culturale.

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