Stabilimento Innocenti, i resti dell’industria rinnegata

È stato il quartier generale del boom economico, un’area produttiva immensa che fino a pochi anni fa ospitava imprese e industrie famose in tutta Italia e marchi conosciuti nel mondo. Oggi invece a Lambrate del glorioso passato industriale non restano che capannoni abbandonati ed edifici fatiscenti spesso preda di occupazioni abusive.

È il caso del “palazzo di cristallo”, l’ex stabilimento Innocenti, dove per anni è stata prodotta la Lambretta in onore al fiume Lambro, rimangono soltanto strutture arrugginite e vetri in frantumi. E i 20mila metri quadrati utilizzati un tempo per produrre automobili, sono oggi una discaricare a cielo aperto. Il 31 marzo 1993 alle 17.30 le campanelle hanno suonato per l’ultima volta e i circa 1000 lavoratori sono usciti da viale Rubattino. Per l’ultima volta.

Da allora è solo degrado. Non solo per l’ex stabilimento Innocenti, ma anche le altre strutture industriali che, una volta in crisi, sono state abbandonate.

Ma andiamo con ordine, sono gli ultimi anni del ’50, il presidente e fondatore dell’impresa tutta italiana, Ferdinando Innocenti nel 1958 viene affiancato dal figlio Luigi. L’impresa era nata nel settore del piccolo commercio, per poi passare alle costruzioni meccaniche, con il brevetto del Tubo Innocenti, ovvero gli snodi da impalcature che ancor oggi vengono comunemente utilizzati.

Ma il sogno del giovane è quello di mandare avanti un solo settore:  che farà prevalere la sua linea di sviluppo dell’azienda che prevedeva di intraprendere la strada della produzione di automobili. Fino a quel momento la ditta aveva tre rami principali, le attività nella meccanica (costruzioni di presse e sistemi di produzione), nella fabbricazione di motocicli (la Lambretta che, nelle sue varie evoluzioni, dalla classica Lambretta al Lambro al moderno Lui, negli anni sessanta con la Vespa motorizzò l’Italia) e di automobili, principalmente su licenza della British Motor Corporation. Così mentre la struttura di Lambrate continua la produzione della Lambretta, attraverso un accordo con gli inglese della BMC, la Innocenti inizia la produzione automobilistica prima con la Austin A40 e in seguito con diversi altri modelli: lo spider Innocenti 950 e poi un altro simbolo di questa azienda, la Mini.

Nel 1966 muore Ferdinando e a succedergli è il figlio Luigi. Iniziano a manifestarsi contrasti interni ai vertici aziendali e forse i primi segnali del declino anche se fino al 1967 le vendite della Mini sono in crescita. Nel 1969 Luigi Innocenti decide la cessione dell’Azienda. Secondo alcuni le ragioni di tale scelta sono da ricercarsi nelle vicende dell’autunno caldo, in cui i lavoratori insorgono per questioni legate al rinnovo contrattuale. Dopo alterne vicende la Innocenti viene rilavata dalla BLMC (ex BMC) e assume il nome di “Innocenti Leyland”.

Nonostante il successo di Mini 90 e Mini 120, la crisi degli anni ’70 non risparmia la Innocenti. Sono anni di cassa integrazione e licenziamenti e nel 1975 la fabbrica viene occupata dagli operai per 132 giorni. Il tentativo di rilancio è affidato a De Tomaso, negli ultimi anni ’70 l’azienda vive una temporanea ripresa e nei primi anni ’80 a Lambrate si produce la Maserati Biturbo. Tra la fine del 1989 ed i primi del 1990 De Tomaso liquida e viene costituita la “Maserati spa”, società che assume il controllo degli stabilimenti di Lambrate. La Maserati spa è controllata al 51% da De Tomaso ed al 49% da Fiat che detiene inoltre il diritto di prelazione sulla quota di maggioranza. Tra il 1989 e il 1993 si assiste ad una progressiva riduzione del personale degli stabilimenti di Lambrate, fino ad arrivare alla chiusura della storica fabbrica.

Oggi, degli stabilimenti della Nuova Innocenti – Maserati non c’è quasi più traccia, rasi al suolo per far posto ad un quartiere residenziale e ad attività commerciali. Gli edifici sopravvissuti e rinati a nuova vita sono la palazzina uffici della Innocenti Commerciale di via Pitteri, riconvertita a residenza sanitaria assistenziale per anziani, ed il Centro Studi, attualmente utilizzato come magazzino. L’unico stabile dell’area produttiva arrivato fino a noi è il “Palazzo di Cristallo”, il primo degli edifici paralleli al viadotto della tangenziale, che ospitò le linee di produzione dell’A40 nel 1960. Sono invece ancora tutti in piedi ma in completo stato d’abbandono i capannoni della Innse su cui svetta la caratteristica torre piziometrica.

Limitrofo al “Palazzo di Cristallo”, a ovest della tangenziale est, è sorto un quartiere residenziale e un ampio Parco che si estende a est fino alla recinzione della storica azienda. I progetti attuali prevedono tra l’altro l’abbattimento della ex Innocenti per la realizzazione di un polo cittadino dedicato al cibo con mercati, cinema multisala, uno spazio per la musica dal vivo e spettacoli teatrali, e un impianto sportivo con piscina, palestra, campi da gioco all’aperto e una scenografica pista di atletica …

L’accesso dovrebbe essere vietato, ma in alcuni punti la recinzione è aperta.  La vegetazione che prolifera sulla superfice dell’edificio, con piante che raggiungono vari metri di altezza hanno invaso tutto lo spazio. Mentre a pochi metri il Comune ha realizzato parco giochi e campi di calcetto e basket. Si trovano all’interno del parco dell’acqua  con i suoi 1850 nuovi alberi, 11mila piante, 12.900 arbusti e 6.800 erbacee, il tutto distribuito armoniosamente con piste ciclopedonali che, in futuro, collegheranno gli altri due parchi della zona, il Forlanini a sud e il Lambrate a nord.

Un commento Aggiungi il tuo

  1. Lemurinviaggio ha detto:

    È un vero peccato che abbia fatto una fine così indegna. Da quanto ne sappiamo sarebbe anche possibile visitare gli ex stabilimenti, ma sono particolarmente pericolosi gli individui in cui è probabile imbattersi una volta dentro.

    Mi piace

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