Pentedattilo, alla scoperta dell’ex borgo “fantasma”

Si trova incastonato tra le rocce del monte Calvario e i piedi dell’Aspromonte, su una terrazza naturale che si affaccia sul mare. Si tratta di Pentedattilo, il borgo fantasma nato a pochi chilometri da Melito Porto Salvo. Il borgo, abbandonato a cavallo degli ’50 e ‘60, ha le sembianze di un vecchio presepe arroccato ai piedi del Monte Calvario, tanto da prendere le sembianze di una mano ciclopica, le cui 5 dita spiegano l’origine del nome di Pentedattilo. Il fascino del borgo nel corso del tempo ha finito per conquistare scrittori e artisti dell’800, che nei loro viaggi in giro per la Calabria hanno dedicato a Pentedattilo un pensiero o un disegno. Tra di loro anche:  Norman Douglas, Edward Lear e Maurits Cornelis Escher.

La fondazione è strettamente legata alla tragica storia della famiglia Alberti, feudatari di Pentedattilo nel 1600 e Bernardino Abenavoli, barone di Montebello. Secondo la leggenda il barone, perdutamente innamorato di Antonietta Alberti, promessa in sposa a Petrillo Cortes, ha vendicato la scelta del fratello Lorenzo e ha trucidato l’intera famiglia in occasione dei festeggiamenti pasquali che si sono tenuti nel castello il 16 aprile 1686. Abenavoli ha salvato solo Antonietta, poi rapita insieme al futuro marito e portata a Montebello. I due si sono poi sposati dopo tre giorni, ma la Sacra Rota ha annullato l’unione. Sempre secondo la leggenda nelle fredde sere d’inverno è possibile sentire in lontananza le urla di dolore del marchese Alberti.

Tra la fine del 1980 e gli anni 2000, il piccolo Borgo ha cominciato a rivivere. Questo grazie all’apertura di piccole botteghe artigiane ricavate in case locali ristrutturate, alloggi approntati per un Turismo diffuso e la creazione di sentieri naturalistici nel borgo di Pentidattilo e nei suoi dintorni.

La visita del borgo deve passare dalle botteghe tipiche, come quelle del legno, della ceramica o del vetro, e tra le vie si trova anche il Museo delle tradizioni popolari. Qui potrete trovare oggetti e materiali tipici della tradizione contadina. A pochi passi è stato poi realizzato il piccolo Museo del Bergamotto che conserva dei reperti della lavorazione dell’agrume tipico della provincia di Reggio CalabriaQui a 250 metri sopra il livello del mare gruppi di scout e di volontari hanno tracciato alcuni sentieri che attirano molti amanti delle passeggiate e della natura e, durante la bella stagione, si svolgono anche eventi importanti come il Pentedattilo Film Festival, mostre di fotografia, il Festival etnico Paleariza.

Visitate la chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo al cui interno si trova ancora la lapide della famiglia Alberti, protagonista della tragica strage del 1686. Qui troverete uno splendido organo del 1700 e la tomba di Don Giuseppe Alberti con inciso lo stemma familiare.

Fate un salto nella Chiesa della Candelora, e una volta all’interno ammirate il gruppo marmoreo del 1564 raffigurante la Madonna col Bambino, la cui realizzazione è stata attribuita a  Giovan Battista e Domenico Mazzolo.

Si trova poco fuori dal centro abitato l’affresco di San Cristofaro. Realizzata alla fine del ‘700, l’opera si trova nella Villa Caristo di Stignano, dimora settecentesca e unico esempio di arte barocca in Calabria. L’autore, ancora sconosciuto, è stato realizzato sotto una rocca e come ogni borgo che si rispetti anche per la sua realizzazione sono circolate leggende. Si narra infatti che San Cristoforo fosse un uomo molto forte  e per questo motivo si racconta che finché il Santo sarà lì, terrà sulle spalle il peso dell’enorme masso.

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