In giro per il Burren, alla scoperta delle rocce calcaree della contea di Clare

Spettrale e silenzioso. Simile al paesaggio lunare, con le sue fenditure che scendono verso il mare. È il Burren, l’area nella contea di Clare dichiarata dall’Unione europea Zona Speciale di Conservazione. Perché qui a pochi chilometri dalle Cliff of Moher è ospitato il 70% delle 900 specie vegetali autoctone d’Irlanda, incluso il camedrio cervino, una pianta tipica delle zone montane dell’emisfero boreale portato qui dai ghiacciai dell’ultima Era Glaciale.

Qui vi troverete davanti un ecosistema selvaggio che si è formato milioni di anni fa, proprio come i fondali dei mari tropicali.  Il Burren è infatti un tavolato calcareo, spoglio di vegetazione, in cui la roccia si è fissata quando la zona era sotto il livello del mare, 350 milioni di anni fa. Poi, 250 milioni di anni fa, il movimento delle zolle sulla crosta terrestre, ha causato la frattura del pavimento roccioso, deformandolo nel puzzle che tuttora è visibile.

Tra le fenditure calcaree nascono fiori, come piante alpine, mediterranee e artiche, e in estate fioriscono numerose varietà di orchidee. Il Burren è inoltre l’habitat di animali e farfalle caratteristici dell’intera regione e spesso unici in Irlanda.

Il Burren è stato quindi creato dalla combinazione di vari fattori, come il rapido assorbimento delle acque nelle fenditure, il clima mite e umido, l’assenza di graminacee e l’estensione contenuta della macchia di arbusti dovuta al pascolo delle capre. Poi la maggior parte delle rocce è stata smussata da piogge, vento e ghiaccio.

Luogo ricco di simbolismo ed insediamenti, il Burren ospita decine di simboli e costruzioni risalenti all’età della pietra, come il Poulnabrone, un dolmen a portale che sfida la forza di gravità da oltre 5.800 anni, e che ancora oggi custodisce i resti di 22 persone sepolte nel corso di sei secoli. Più di 80 tombe che vanno dal Mesolitico all’Età del ferro, si trovano disseminate lungo questa distesa di rocce, a formare un enorme museo all’aperto. Poi con l’avvento del Cristianesimo la zona è stata colonizzata e sono state edificate diverse strutture religiose.

Fate una sosta a Kinvara, minuscolo villaggio coloratissimo e affacciato sulla baia.

Se siete in zona fate una deviazione verso Ennistymon, piccolo borgo famoso per le sue piccole “Cascades”. Visibili dalla strada principale, le cascate si formano lungo il fiume Inagh che passa nel centro abitato. Un ponte che attraversa il fiume vi porterà alla vicina Lahinch, altri collegamenti a Ennis.

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