A piedi in Val Sanguigno

L’acqua scorre indisturbata in Val Sanguigno. E qui nell’oasi a più alta  biodiversità del Parco delle Orobie Bergamasche il torrente Sanguigno scende a valle, creando piscine in cui il rumore dell’acqua regna incontrastato.

Nel cuore delle Orobie l’acqua scorre indisturbata, riempie le pozze, piomba dalle cascate e riposa nei laghi e nelle torbiere, regalando un habitat ricco di piante e fiori. Tra i muschi, crescono la pinguicola comune e la drosera a foglie rotonde, due piante che si nutrono di insetti che rimangono invischiati sulle loro foglie. Ma è facile imbattersi anche nel  licopodio inondato, un esemplare raro, che tuttavia qui vive e si presenta in tutta la sua bellezza, così come la primula irsuta.

La valle deve il suo nome al colore rossastro di cui si tinge durante l’autunno, quando gli alberi si colorano di giallo e arancione e le giornate si accorciano.

L’escursione parte da Valgoglio dove, superato il palazzo comunale, si prosegue fino alla centrale di Aviasco dove si può parcheggiare nell’area bar. Per farlo bisogna tuttavia munirsi di ticket all’erogatrice vicino il Comune.

Si seguono dunque le indicazioni per il sentiero che conduce sotto la centrale, qui si supera il ponte sopra il torrente Goglio.  Il sentiero inizia a salire rapidamente in mezzo a un bosco ombroso, poi  sfiorata la stalla del Sersen si prosegue lungo una mulattiera. Si prosegue sul sentiero che prosegue lungo il torrente che scorre dalla val Sanguigno.  Si sale fino alla località delle “cascatelle” e, proseguendo tra gli alberi di faggio, si arriva al rifugio Gianpace (1331 m).

Una volta arrivati si può proseguire lungo il sentiero che parte sopra il rifugio. Tra praterie, boschi e torbiere si arriva nei pressi di un laghetto e si attraversa il torrente per immettersi sul sentiero 232. Invece se dal rifugio Gianpace si prosegue lungo il sentiero 232, si cammina fino alla Baita Vecchia da dove una deviazione del sentiero 265 si snoda  in una zona di torbiere, attraversa il torrente e sale in destra idrografica alla larga Forcella di Zulino (1.759 metri).

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