A Laveno Mombello, tra luci e calde atmosfere di Natale

Incastonato tra il blu del lago Maggiore e il verde dei monti, tra cui il Sasso del Ferr, costeggiato da edifici porticati e percorsi pedonali e la Villa De Angeli Frua, si apre Laveno Mombello (LEGGI). Il piccolo borgo nel periodo invernale si trasforma in un villaggio natalizio. Questo grazie alle “Lucine di Natale”.

L’iniziativa, che fino a qualche anno fa illuminava Leggiuno, si è trasferita al  Parco Gaggetto di Laveno. Qui, più di 500mila le luci led lo scorso 4 dicembre hanno iniziato a scaldare l’atmosfera di festa in riva al Lago Maggiore.

Lino Betti, il “mastro” delle luci, ha creato forme, colori e decorazioni che illumineranno il piccolo borgo fino al 9 gennaio.

Ecco che nel parco vicino il lago si apre il percorso che si snoda tra gallerie illuminate, installazioni giocose e cascate di luci. Mentre i prati sono ricoperti da fiori dai colori cangianti e tra gli alberi è possibile scovare animali luminosi, come gufi e scoiattoli. Con loro anche lumache, cervi e pavoni.

Il sentiero conduce sulla slitta di Babbo Natale e le sue renne, e accanto si trovano la grotta dagli orsi, e palle illuminate che avvolgono altalene.

L’evento si ripete dal 1999, da quando cioè Betti ha iniziato a decorare la casa di Leggiuno. Ogni anno alle decorazioni venivano aggiunte piccole luci, così che l’intera “rassegna” ha iniziato a richiamare decine di turisti.

Ma le luci e le atmosfere natalizie si respirano anche sul lungolago, da dove si scorge la grande ruota panoramica che si affaccia sul lago, e con lei anche la pista di pattinaggio e il mercatino. L’intera passeggiata è decorata con luci che al calar della sera si accendono per regalare scorci indimenticabili.

E con loro anche il Presepe sommerso. Si tratta di un evento storico che si può ammirare nella Piazza Caduti del Lavoro decorata dai primi giorni di dicembre fino all’Epifania.

Il presepe è stato creato per la prima volta nel 1979, quando un gruppo di sommozzatori ha deciso di un presepe. Per l’occasione Gianfranco Tancredi di Brendola ha scolpito con pietra bianca di Vicenza le prime tre statue a grandezza naturale: la Madonna, San Giuseppe e il Bambino Gesù.  In un secondo momento, enti e cittadini hanno finanziato la realizzazione delle altre statue. Così dopo 42 primavere la manifestazione si ripete anno dopo anno e oggi conta 42 sculture collocate su piattaforme e adagiate sul fondo del lago.

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